Uno studio condotto al Policlinico Gemelli di Roma segnala un cambiamento negli accessi pediatrici al Pronto soccorso per intossicazione da farmaci o da alcol nei bambini e nei ragazzi fino a 18 anni.
Le intossicazioni da farmaci
Le intossicazioni acute da farmaci sono una causa di accesso in Pronto soccorso in età pediatrica. Nei bambini più piccoli, nella maggior parte dei casi, si tratta di episodi accidentali: farmaci o altri prodotti presenti in casa (per esempio alcol, solventi o detersivi) vengono ingeriti per errore, perché scambiati per caramelle o altre sostanze commestibili.
Negli adolescenti, invece, le intossicazioni sono più spesso volontarie, legate a un uso ricreazionale o a situazioni di disagio psicologico.
I ricercatori del Gemelli hanno analizzato l’andamento dei ricoveri in tre fasce d’età (0-5 anni, 6-11 anni, 12-18 anni), confrontando i dati del periodo pre pandemico, pandemico e post pandemico.
I risultati
Su quasi 800 casi di intossicazioni giunti all’osservazione in Pronto soccorso pediatrico, la frequenza maggiore delle intossicazioni si è osservata:
- nei bambini fino a 5 anni d’età (64,5%), anche se circa un quarto dei casi riguardava la fascia 12-18 anni
- in ambiente domestico (63,2%)
- per cause accidentali (76,4%).
L’analisi dei dati prima e dopo la pandemia ha permesso di svelare che le intossicazioni tra i 12 e i 18 anni sono aumentate, fino a quasi triplicare, dopo marzo 2020, ed è cambiato anche il profilo delle sostanze coinvolte. I farmaci restano infatti la prima causa complessiva di intossicazione (39,3% dei casi), ma gli episodi legati all’alcol sono cresciuti nettamente: da meno di 3 casi su 100 nel periodo pre pandemico a circa 20 su 100 dopo la pandemia.
Questo andamento è probabilmente conseguenza dell’isolamento sociale e del cambio di abitudini quotidiane che hanno generato stress, ansia e disagio psicologico soprattutto negli adolescenti.



