La durata ottimale della terapia antibiotica

5 Mar 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

In caso di infezioni delle vie urinarie nel bambino non è detto che serva per forza un ciclo di antibiotici della durata di 10 giorni, come di solito viene raccomandato: terapie antibiotiche più brevi, basate sull’andamento dei sintomi, potrebbero garantire una uguale efficacia a fronte di una riduzione degli effetti avversi.

Le infezioni delle vie urinarie nel bambino

Si stima che l’8% delle bambine e il 2% dei bambini nei primi sette anni di vita abbia una infezione delle vie urinarie che a volte può diventare ricorrente. In questo caso sono possibili a lungo andare complicanze, per cui le forme di cistite sintomatica in questa fascia d’età vengono sempre trattate con il ricorso ad antibiotici, dopo aver eseguito un esame delle urine e un antibiogramma per identificare il germe responsabile e l’antibiotico più adatto.
Il trattamento standard prevede 10 giorni di terapia antibiotica. Un uso prolungato degli antibiotici si associa però a una maggior frequenza di effetti collaterali e a un aumento della diffusione della resistenza batterica, per questo ci si è posti l’interrogativo se cicli di trattamento più brevi possano lo stesso guarire l’infezione.

Lo studio danese

In Danimarca è stato condotto uno studio controllato e randomizzato che ha riguardato quasi 700 tra bambine e bambini tra i 3 mesi e i 12 anni d’età. Come atteso erano molte di più le bambine (l’80%) perché hanno più spesso infezioni delle vie urinarie per motivi anatomici (la brevità dell’uretra e la sua posizione rispetto ai maschi).
Tutti i piccoli partecipanti erano giunti all’osservazione del medico per la comparsa di febbre (almeno 38°C) e un’infezione delle vie urinarie confermata dagli esami colturali. Veniva quindi raccomandata ai genitori la somministrazione di una terapia antibiotica per 10 giorni, oppure si consigliava di interrompere il trattamento alla scomparsa dei sintomi (febbre, dolore al fianco, difficoltà o bruciore a urinare) dopo almeno quattro giorni di terapia. Si valutava la frequenza di una nuova infezione delle vie urinarie a distanza di un mese e la comparsa di effetti collaterali.
Il ciclo breve di terapia non otteneva gli stessi risultati della terapia per 10 giorni, perché il rischio avere una recidiva era leggermente superiore (+5%) con i cicli brevi di terapia, era però significativamente inferiore il numero di effetti avversi legati al trattamento.

In pratica

Nel definire l’appropriatezza della terapia antibiotica in caso di infezione delle vie urinarie nel bambino occorre tenere presente anche la durata del trattamento. Se è vero, come emerge da questo studio, che dieci giorni di terapia sono più efficaci di almeno quattro, è altrettanto vero che cicli più brevi di terapia espongono a meno rischi associati alla cura. Una precedente metanalisi (leggi la news “Infezioni delle vie urinarie: per quanti giorni la terapia?”) aveva raggiunto conclusioni differenti, segnalando la medesima efficacia tra cicli brevi e cicli lunghi.
Sarà quindi il pediatra che di volta in volta, sulla base del quadro clinico e delle caratteristiche del bambino deciderà quale durata sia appropriata, l’importante è poi rispettare le raccomandazioni del medico e condurre la terapia secondo le indicazioni ricevute.

Bibliografia

Sethi N, Carlsen E, et al. cEfficacy and safety of individualised versus standard 10-day antibiotic treatment in children with febrile urinary tract infection (INDI-UTI): a pragmatic, open-label, multicentre, randomised, controlled, non-inferiority trial in Denmark. Lancet Infect Dis 2025; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40187361/ Conflitti di interesse:
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