Ogni anno migliaia di donne con tumore al seno affrontano gli effetti collaterali dell’ormonoterapia, fondamentale per ridurre il rischio di recidiva, ma spesso gravata da disturbi analoghi a quelli della menopausa come vampate di calore, sudorazione profusa, disturbi del sonno e alterazioni dell’umore. Questi sintomi possono compromettere significativamente la qualità di vita e incidere sull’aderenza alla terapia che in genere deve proseguire per almeno 5 anni.
Il ricorso ai prodotti naturali
Per alleviare questi disturbi, alcune donne si orientano verso prodotti cosiddetti naturali, nella errata convinzione che siano sempre innocui, in particolare verso preparati a base di Cimicifuga racemosa (nota anche come black cohosh). Se il suo impiego è riconosciuto nelle donne in menopausa, la situazione cambia quando si parla di donne con tumore della mammella in trattamento ormonale.
Il nuovo Minidossier di COSIsiFA fa il punto sugli studi clinici condotti per valutarne l’efficacia e la sicurezza in questo specifico contesto, che sono spesso di piccole dimensionie con limiti importanti.
La realtà è che non esistono prove robuste di efficacia, mentre i dati di sicurezza sono poco noti, soprattutto nel lungo periodo. Inoltre, non mancano in letteratura scientifica casi di epatotossicità associati all’uso di cimicifuga, anche gravi, e altre reazioni avverse come disturbi gastrointestinali, sanguinamenti uterini e dolore mammario.
La posizione dell’Agenzia Europea dei Medicinali
Alla luce delle incertezze, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) raccomanda espressamente che le donne con tumore al seno evitino l’uso di prodotti a base di cimicifuga per trattare i disturbi della menopausa associati alle terapie ormonali.



