Non è facile gestire i farmaci nei bambini con malattie croniche

20 Mag 2026

FOCUS: Pediatria

Quando un bambino ha una malattia cronica, il ruolo dei genitori o di chi se ne prende cura è molto importante per il successo della terapia farmacologica.

Le sfide quotidiane delle famiglie

La corretta somministrazione dei farmaci nei bambini dipende molto dal supporto dei genitori, che sono chiamati a gestire terapie farmacologiche più complesse rispetto a quelle degli adulti. Il dosaggio dei farmaci va calcolato sul peso del bambino e le difficoltà di deglutizione impongono l’uso di formulazioni liquide, non sempre disponibili in commercio. I genitori si trovano quindi a dover reperire formulazioni adattate a queste esigenze preparate in farmacia, o manipolare in casa farmaci in compresse per permettere l’assunzione dei farmaci (leggi anche La manipolazione dei farmaci è una pratica diffusa in pediatria).

L’analisi

Una revisione della letteratura scientifica ha analizzato gli ostacoli e le difficoltà di chi – senza essere un professionista sanitario – si prende cura di bambini e ragazzi fino ai 18 anni con malattie croniche.
Esaminando otto studi in diversi Paesi, i ricercatori hanno identificato una ventina di possibili ostacoli, raggruppabili in sette categorie:

  1. fattori legati al farmaco (appetibilità, forma farmaceutica, difficoltà nella conservazione e trasporto) e fattori legati a come viene percepito (paura di effetti avversi, percezione della mancanza di dati sull’efficacia e sugli effetti indesiderati dei farmaci nei bambini)
  2. regime farmacologico (programma terapeutico, elevato carico di farmaci)
  3. accesso ai farmaci (mancanza di disponibilità dei farmaci, costo, copertura assicurativa)
  4. fattori relativi a chi si prende cura (dimenticanza dei genitori, credenze, conoscenza dei farmaci o della malattia, conflitti tra genitori o genitori e bambino)
  5. fattori relativi al bambino (rifiuto, obiettivo di permettere una infanzia normale)
  6. sfide e barriere del sistema sanitario (lunghi tempi di attesa per vedere il medico, differenze nell’approvazione del farmaco a seconda del luogo, istruzioni poco chiare da parte del medico)
  7. paura e stigma (per esempio associati alla somministrazione di farmaci in pubblico o di farmaci per malattie particolari).

In totale le difficoltà più documentate riguardano le caratteristiche del farmaco. Nello specifico, il sapore sgradevole e la mancanza di forme farmaceutiche appropriate complicano la somministrazione nei bambini. A queste si aggiungono le difficoltà relative alla conservazione e al trasporto, specialmente per le formulazioni preparate in farmacia.
Il secondo ostacolo più rilevante riguarda fattori relativi a chi si prende cura dei bambini. Per esempio, genitori che dimenticano una somministrazione, che conoscono poco i farmaci, o eventuali disaccordi tra i genitori riguardo alla cura. Tali dinamiche mettono in luce il ruolo delicato di chi assiste quotidianamente bambini e bambine con malattie croniche.

In pratica

La gestione della terapia farmacologica di un bambino con malattia cronica non è un compito semplice. Genitori o persone che se ne devono prendere cura senza essere operatori sanitari affrontano quotidianamente diverse difficoltà, in particolare, si trovano a somministrare farmaci non studiati per i bambini. Non tutti i farmaci, inoltre, esistono in una formulazione pediatrica. Questo può comportare l’uso nei bambini di medicinali approvati in realtà per gli adulti. Solo includendo i bambini negli studi clinici sarà possibile avere farmaci specifici per loro, che siano davvero sicuri ed efficaci (leggi anche la news Farmaci nei bambini ancora troppo poco studiati e La sicurezza dei bambini passa dalla ricerca clinica)

Bibliografia

Toor A, Brooks T, et al. Medication barriers and challenges experienced/perceived by caregivers in pediatric medication management: a scoping review. J Pediatric Pharmacol Therapeut 2026; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13075348/ Conflitti di interesse:
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