La sindrome dell’occhio secco (in termine tecnico xeroftalmia) è un disturbo multifattoriale della superficie oculare, caratterizzato dall’instabilità e carenza del film lacrimale, dovuta a una ridotta produzione o a una eccessiva evaporazione, cui consegue un’infiammazione cronica che tende ad autoalimentarsi. Colpisce milioni di persone nel mondo e cambia volto con l’età. Si presenta infatti in modo diverso nelle varie fasi della vita e di conseguenza cambia anche il modo di trattarla. Una revisione narrativa ha analizzato i fattori di rischio e le opzioni terapeutiche disponibili per ciascuna fascia d’età, con particolare attenzione all’anziano in politerapia.
I fattori di rischio sono vari
I fattori di rischio per la secchezza oculare si distribuiscono in modo molto diverso lungo l’arco della vita:
- nei bambini le cause più comuni sono le allergie stagionali e la dermatite atopica, che causano un’infiammazione della superficie oculare e destabilizzano il film lacrimale. A queste si aggiunge l’uso sempre più precoce di dispositivi mobili (tablet e smartphone), che riduce la frequenza di ammiccamento e favorisce l’evaporazione delle lacrime. Fumo passivo e ambienti troppo secchi completano il quadro
- nei giovani adulti il principale responsabile è l’esposizione prolungata agli schermi digitali, soprattutto in chi supera le quattro ore al giorno trascorse davanti a uno schermo. Si aggiungono l’uso di lenti a contatto, l’aria condizionata e l’inquinamento atmosferico, che insieme contribuiscono a destabilizzare il film lacrimale e ad alimentare l’infiammazione
Negli anziani il quadro si fa più complesso: al progressivo deterioramento delle ghiandole lacrimali si associa una forma di infiammazione cronica tipica dell’invecchiamento. Non va poi sottovalutata la polifarmacoterapia e in particolare l’assunzione di antidepressivi, antistaminici e colliri per il glaucoma contenenti conservanti, che sono tra i farmaci più spesso implicati nel peggioramento della condizione.
L’importanza di un trattamento personalizzato
Se i fattori di rischio cambiano con l’età, cambia via via anche l’approccio terapeutico. La gestione della sindrome dell’occhio secco va calibrata sulla causa predominante e sulle caratteristiche specifiche del paziente, per esempio:
- nei bambini si parte trattando le allergie o le infezioni palpebrali, se presenti, e si associano lacrime artificiali senza conservanti, l’igiene palpebrale e l’educazione all’ammiccamento
- negli anziani il primo passo è spesso rivedere i farmaci sistemici che aggravano la condizione, valutando la possibilità di ridurne il numero o la dose. È possibile inoltre ricorrere alle lacrime artificiali senza conservanti e ad antinfiammatori topici.



