Profilassi antibiotica: sì o no nelle infezioni ricorrenti delle vie urinarie?

15 Gen 2026

FOCUS: Pediatria

L’uso degli antibiotici per prevenire le infezioni ricorrenti delle vie urinarie nei bambini non è sempre la strategia più efficace e aumenta il rischio di resistenza batterica.

Le infezioni delle vie urinarie

Le infezioni delle vie urinarie sono comuni nei bambini per ragioni meccaniche, in quanto rispetto all’adulto il canale urinario (l’uretra) è più breve, soprattutto nelle bambine, e i batteri presenti nell’area genitale o perianale possono raggiungere più facilmente la vescica. Nei primi anni di vita, inoltre, il pannolino mantiene la zona genitale più umida e a contatto con urine e feci, facilitando la migrazione dei germi. In alcuni bambini, poi, possono aggiungersi malformazioni delle vie urinarie o problemi di controllo e svuotamento della vescica che aumentano la probabilità di episodi ripetuti: quando le infezioni si ripresentano più volte nel tempo si parla di infezioni ricorrenti delle vie urinarie.

La prevenzione delle infezioni urinarie

Per prevenire queste infezioni ricorrenti, uno dei trattamenti più utilizzati è la profilassi antibiotica, che prevede l’assunzione di un antibiotico per un periodo prolungato, anche quando non ci sono i sintomi, con l’obiettivo di evitare nuove infezioni. Un gruppo di ricercatori canadesi si è chiesto però se questa pratica sia sempre utile e quando, invece, possa essere meglio affiancare o valutare altri interventi.
Per rispondere sono state esaminate le cartelle cliniche di un centinaio di bambini seguiti in ambulatorio per infezioni ricorrenti delle vie urinarie. Molti di questi bambini avevano condizioni anatomiche congenite che possono favorire le infezioni perché rendono più difficile il normale deflusso dell’urina o lo svuotamento completo della vescica. La profilassi antibiotica è stata prescritta a quasi 9 bambini su 10, spesso per periodi lunghi e talvolta cambiando antibiotico nel tempo. Confermando quindi che l’uso dell’antibiotico è estremamente diffuso.
Nonostante la terapia però in diversi casi l’infezione si è ripresentata lo stesso, per di più con batteri resistenti ad almeno un antibiotico e, in alcuni casi, resistenti a più antibiotici.

In pratica

Se un bambino ha infezioni urinarie che ricompaiono nel tempo:

  • è utile parlarne con il pediatra per valutare se servono accertamenti (per esempio per escludere un reflusso vescico-ureterale, ostruzioni o difficoltà di svuotamento)
  • se è stata prescritta la terapia antibiotica occorre seguirla rispettando i tempi e le modalità indicate dal medico
  • se compaiono sintomi durante la profilassi occorre parlarne con il pediatra.

Sarà comunque sempre il medico a decidere se è il caso o meno di iniziare una terapia antibiotica prolungata e con quale farmaco.

Bibliografia

Boulanger V, Vincent H, et al. Children with recurrent urinary tract infections: who are they and why do we need better prevention options? BMC Pediatrics 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12581236/ Conflitti di interesse:
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