L’aderenza alle terapie antitumorali per bocca è fondamentale e saper riconoscere le persone che saranno più aderenti alle terapie e quelle che invece faranno più fatica a rispettare le indicazioni del medico può aiutare nel migliorare la prognosi.
Il coinvolgimento con la terapia per bocca
La possibilità di fare le cure contro il cancro a casa propria assumendo farmaci per bocca è una realtà. Dipende ovviamente dal tipo di tumore, dallo stadio della malattia, dalle condizioni cliniche, ma oggi sono disponibili molti farmaci antitumorali che possono essere presi per bocca.
Ciò ha portato a una semplificazione del trattamento, che non deve essere necessariamente eseguito in ospedale, dando più autonomia al paziente, che viene così coinvolto in prima persona perché diventa responsabile dell’assunzione corretta delle terapie.
Questa autonomia consente di coinvolgere di più i pazienti nelle discussioni sulle cure e di ritagliare i trattamenti rispetto alle loro esigenze, migliorando in tal modo anche la qualità di vita.
A fronte di tutto ciò, però, c’è il rischio che la persona da sola a casa non sia in grado di assumere correttamente la terapia, prendendo ogni giorno le pastiglie previste e per il tempo indicato dal medico. A ciò si aggiunge che spesso i malati di cancro hanno una certa età e quindi possono avere difficoltà di vista o avere problemi di declino cognitivo, oppure avere anche altre malattie che complicano il quadro e per le quali prendono altri farmaci con un aumento del rischio di interazioni, non solo con farmaci ma anche con prodotti cosiddetti naturali.
L’aderenza alla terapia per bocca in caso di tumore
Per tutti questi motivi, l’aderenza alle terapie antitumorali per bocca seguite a casa in molti casi non è ottimale. Addirittura per alcuni farmaci sarebbe al di sotto del 20%, con pesanti ripercussioni sulle possibilità di cura e sulla qualità di vita.
Un studio di coorte francese si è posto l’obiettivo di valutare l’andamento nel tempo dell’aderenza alle cure anche per identificare quali siano i pazienti che più probabilmente rispetteranno poco le raccomandazioni del medico e andranno quindi seguiti con controlli più stringenti.
Sono stati studiati 135 malati di tumore cui veniva somministrato periodicamente un questionario per valutare l’aderenza alla terapia. Si è così scoperto che ci sono tre tipologie di pazienti: quelli che hanno un’aderenza bassa all’inizio ma via via diventano più scrupolosi (9,9% dei casi) quelli che invece iniziano bene ma col passare del tempo diventano meno aderenti alle indicazioni (16,9% dei casi) e i restanti (73,2%) che hanno una buona aderenza alla terapia fin dall’inizio e la mantengono nel tempo.
Valutando i fattori che possono influenzare questi risultati, è emerso che quelli che più spesso sono poco aderenti alle cure sono le persone meno abbienti.



