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	<title>appropriatezza Archivi - InFarmaco</title>
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	<link>https://infarmaco.it/tag/appropriatezza/</link>
	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 07:00:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>appropriatezza Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Benzodiazepine: quando servono davvero se usate correttamente</title>
		<link>https://infarmaco.it/benzodiazepine-quando-servono-davvero-se-usate-correttamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima scheda d’appropriatezza d’uso di COSIsiFA approfondisce benefici, rischi e corretto utilizzo delle benzodiazepine</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/benzodiazepine-quando-servono-davvero-se-usate-correttamente/">Benzodiazepine: quando servono davvero se usate correttamente</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le benzodiazepine sono tra i farmaci più utilizzati per il trattamento dell’ansia e dei disturbi del sonno. Sebbene possano offrire un rapido sollievo dai sintomi, il loro impiego richiede particolare attenzione, soprattutto nelle persone anziane, nelle quali il trattamento viene spesso protratto oltre i tempi raccomandati (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-luso-di-benzodiazepine-e-altri-farmaci-ipnotici/">Come ridurre l’uso di benzodiazepine e altri farmaci ipnotici?</a>”). Proprio a questa classe di farmaci è dedicata la nuova <a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/07/Scheda_appropriatezza_benzodiazepine_def.pdf">Scheda d’appropriatezza d’uso di COSIsiFA</a> che approfondisce benefici, criticità e corrette modalità di utilizzo.<br />
La scheda inaugura una nuova serie dedicata all’appropriatezza d’uso dei medicinali, pensata per fornire a cittadini e operatori sanitari strumenti chiari e aggiornati su farmaci di largo impiego.<br />
Un uso appropriato delle benzodiazepine può essere efficace nel controllo a breve termine di alcuni disturbi d’ansia e dell’insonnia. Tuttavia, un utilizzo prolungato, frequente e non adeguatamente monitorato può aumentare il rischio di tolleranza (la dose di farmaco abituale non è più efficace), dipendenza (non si riesce più a fare a meno del farmaco) ed effetti indesiderati (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/incidenti-stradali-negli-anziani-quanto-pesano-i-farmaci-ipnotici/">Incidenti stradali negli anziani: quanto pesano i farmaci ipnotici?</a>”, tra cui sonnolenza, difficoltà cognitive, alterazioni dell’equilibrio e cadute, aspetti rilevanti nella popolazione anziana.<br />
La scheda richiama l’importanza di utilizzare questi farmaci alla dose minima efficace, per il minor tempo possibile e sempre sotto il controllo del medico.<br />
Nella scheda vengono anche approfonditi i rischi associati alle interazioni con altri medicinali e con l’alcol, oltre alle modalità per una sospensione graduale e sicura della terapia, evitando interruzioni improvvise. È infatti questa una fase molto delicata, che va gestita in maniera adeguata (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/la-deprescrizione-di-benzodiazepine-e-farmaci-z-negli-anziani-e-possibile/">La deprescrizione di benzodiazepine e farmaci Z negli anziani è possibile</a>”.<br />
Un’attenzione particolare è dedicata anche alle alternative non farmacologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, indicata dalle principali linee guida internazionali come trattamento di prima scelta per molti disturbi d’ansia e del sonno.<br />
L’obiettivo? Promuovere un uso consapevole e appropriato dei farmaci aiutando cittadini e professionisti sanitari a comprendere meglio benefici, rischi e corrette modalità di gestione.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Benzodiazepine</title>
		<link>https://infarmaco.it/benzodiazepine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Schede farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Benzodiazepine]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le benzodiazepine sono farmaci che possono offrire un sollievo rapido in alcune condizioni, come l’ansia e l’insonnia grave, ma un utilizzo prolungato o non adeguatamente monitorato può comportare effetti indesiderati, tolleranza e dipendenza, soprattutto nelle persone anziane. Questa scheda di appropriatezza d’uso aiuta a conoscere meglio le modalità corrette di impiego di questi farmaci, i benefici attesi e i possibili rischi, per favorirne un uso consapevole e sicuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/benzodiazepine/">Benzodiazepine</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le benzodiazepine sono farmaci che possono offrire un sollievo rapido in alcune condizioni, come l’ansia e l’insonnia grave, ma un utilizzo prolungato o non adeguatamente monitorato può comportare effetti indesiderati, tolleranza e dipendenza, soprattutto nelle persone anziane. Questa scheda di appropriatezza d’uso aiuta a conoscere meglio le modalità corrette di impiego di questi farmaci, i benefici attesi e i possibili rischi, per favorirne un uso consapevole e sicuro.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il contrasto all&#8217;antibiotico resistenza: un&#8217;opportunità per migliorare la qualità delle prescrizioni in odontoiatria</title>
		<link>https://infarmaco.it/il-contrasto-allantibiotico-resistenza-unopportunita-per-migliorare-la-qualita-delle-prescrizioni-in-odontoiatria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[odontoiatria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=6230</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia la maggior parte delle prescrizioni di antibiotici sono fatte dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Tuttavia, è plausibile che una parte di queste prescrizioni derivi originariamente dall’attività di altri operatori sanitari, tra cui gli odontoiatri.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza l’impatto in Italia delle prescrizioni antibiotiche in odontoiatria sull’antimicrobico resistenza, evidenziando criticità legate a un uso non sempre appropriato e alla limitata aderenza alle linee guida nella pratica clinica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/il-contrasto-allantibiotico-resistenza-unopportunita-per-migliorare-la-qualita-delle-prescrizioni-in-odontoiatria/">Il contrasto all&#8217;antibiotico resistenza: un&#8217;opportunità per migliorare la qualità delle prescrizioni in odontoiatria</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia la maggior parte delle prescrizioni di antibiotici sono fatte dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Tuttavia, è plausibile che una parte di queste prescrizioni derivi originariamente dall’attività di altri operatori sanitari, tra cui gli odontoiatri.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza l’impatto in Italia delle prescrizioni antibiotiche in odontoiatria sull’antimicrobico resistenza, evidenziando criticità legate a un uso non sempre appropriato e alla limitata aderenza alle linee guida nella pratica clinica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/il-contrasto-allantibiotico-resistenza-unopportunita-per-migliorare-la-qualita-delle-prescrizioni-in-odontoiatria/">Il contrasto all&#8217;antibiotico resistenza: un&#8217;opportunità per migliorare la qualità delle prescrizioni in odontoiatria</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anche gli antibiotici prescritti in odontoiatria impattano sulla resistenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/anche-gli-antibiotici-prescritti-in-odontoiatria-impattano-sulla-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[odontoiatria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza le prescrizioni antibiotiche in odontoiatria in Italia e il loro effetto sull’antibiotico resistenza, evidenziandone l’uso talvolta non appropriato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia gran parte degli antibiotici sono prescritti dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta, ma quanto pesano invece le prescrizioni degli odontoiatri?<br />
La risposta è al centro del nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/07/19_minidossier_AMR_odontoiatria_def.pdf">Il contrasto all’antibiotico resistenza: un’opportunità per migliorare la qualità delle prescrizioni in odontoiatria</a>”, che analizza la letteratura disponibile sulle abitudini prescrittive degli odontoiatri italiani in materia di antibiotici.<br />
Dagli studi presi in esame emerge un quadro non sempre rassicurante: la conoscenza del fenomeno dell’antimicrobico resistenza è diffusa, ma solo una minoranza dei professionisti consulta le linee guida prima di prescrivere una terapia. La profilassi antibiotica viene spesso prescritta anche quando non strettamente necessaria, con schemi terapeutici che non sempre rispettano le indicazioni raccomandate in termini di dosaggio e durata.<br />
Il <em>Minidossier</em> ripercorre questi dati alla luce degli obiettivi del <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3294_allegato.pdf">Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025</a>, sottolineando una criticità rilevante: la difficoltà di monitoraggio delle prescrizioni odontoiatriche, dato che molti professionisti operano in regime privato e quindi fuori dai sistemi di sorveglianza del Servizio Sanitario Nazionale. Accanto alle criticità, vengono però indicati anche strumenti utili per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, come il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1811463/Manuale_antibiotici_AWaRe.pdf">manuale AWaRe dell’OMS nella versione italiana di AIFA</a> e l’<a href="https://www.aifa.gov.it/app-firstline-aifa-antibiotici"><em>app</em> Firstline</a>, che supportano decisioni cliniche coerenti con le prove scientifiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il bambino non è un piccolo adulto</title>
		<link>https://infarmaco.it/il-bambino-non-e-un-piccolo-adulto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Giugno 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5980</guid>

					<description><![CDATA[<p>I bambini sono tra i maggiori utilizzatori di farmaci, eppure la ricerca clinica ha tradizionalmente escluso la popolazione pediatrica dagli studi sperimentali. Il risultato è che solo il 20% dei medicinali in commercio ha un’indicazione autorizzata per i bambini. Questo <em>Minidossier</em> spiega perché il bambino non è un piccolo adulto dal punto di vista farmacologico, come le caratteristiche fisiche e fisiologiche cambiano nelle diverse fasi della crescita e in che modo queste variabili influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini sono tra i maggiori utilizzatori di farmaci, eppure la ricerca clinica ha tradizionalmente escluso la popolazione pediatrica dagli studi sperimentali. Il risultato è che solo il 20% dei medicinali in commercio ha un’indicazione autorizzata per i bambini. Questo <em>Minidossier</em> spiega perché il bambino non è un piccolo adulto dal punto di vista farmacologico, come le caratteristiche fisiche e fisiologiche cambiano nelle diverse fasi della crescita e in che modo queste variabili influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/il-bambino-non-e-un-piccolo-adulto-2/">Il bambino non è un piccolo adulto</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il bambino non è un piccolo adulto</title>
		<link>https://infarmaco.it/il-bambino-non-e-un-piccolo-adulto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA spiega le accortezze da avere quando si somministrano farmaci ai bambini e come orientarsi tra dosaggi, indicazioni e uso <em>off-label</em></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti genitori si sono trovati almeno una volta a dover somministrare un antipiretico o un antibiotico al proprio figlio, magari nel pieno della notte, con dubbi sul dosaggio?<br />
La somministrazione di farmaci in età pediatrica è un gesto quotidiano per milioni di famiglie, eppure nasconde insidie che spesso vengono sottovalutate. Secondo i dati del Rapporto OsMed dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), nel 2024 il 50,9% della popolazione pediatrica italiana, pari a quasi 4,6 milioni di bambini e adolescenti, ha ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica.<br />
In questo contesto si inserisce il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA, “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/06/18_minidossier_farmaci_in_pediatria_def.pdf">Farmaci in pediatria: il bambino non è un piccolo adulto</a>”, realizzato con l’obiettivo di fornire informazioni sull’uso corretto dei medicinali durante la crescita, a partire da un principio fondamentale: il bambino non è un adulto in miniatura e lo stesso bambino cambia nel corso degli anni.<br />
Il <em>Minidossier</em> illustra come le caratteristiche fisiologiche del bambino, in continua evoluzione dalla nascita fino all’adolescenza, influenzino profondamente il modo in cui l’organismo assorbe, distribuisce, metabolizza ed elimina i farmaci. Variabili come il peso corporeo, la maturità degli organi e la fascia d’età sono determinanti per stabilire il tipo di medicinale e il dosaggio appropriato. Non a caso dal 23 al 60% delle segnalazioni di eventi avversi in età pediatrica sono riconducibili a un uso improprio del farmaco.<br />
Tra gli aspetti più rilevanti, il <em>Minidossier</em> affronta il tema dei farmaci cosiddetti <em>off-label</em>: medicinali cioè autorizzati per gli adulti ma utilizzati nei bambini sulla base dell’esperienza clinica o di dati scientifici disponibili, in assenza di un’indicazione ufficiale per l’età pediatrica. Questo accade perché solo il 20% dei farmaci attualmente in commercio dispone di un’autorizzazione specifica per i bambini da parte dell’AIFA.<br />
Conoscere queste informazioni aiuta i genitori a seguire le indicazioni del medico con maggiore consapevolezza, a non improvvisare modifiche alle formulazioni dei farmaci senza prima consultare il medico o il farmacista, e a comprendere perché le raccomandazioni sul dosaggio non sono intercambiabili tra adulti e bambini.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova guida AIFA per un uso consapevole dei farmaci per diabete e obesità</title>
		<link>https://infarmaco.it/la-nuova-guida-aifa-per-un-uso-consapevole-dei-farmaci-per-diabete-e-obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[agonisti GLP-1]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[incretino mimetici]]></category>
		<category><![CDATA[Obesita']]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5665</guid>

					<description><![CDATA[<p>La guida AIFA sui farmaci incretino-mimetici richiama a un uso consapevole e sotto controllo medico, evitando l’autosomministrazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-nuova-guida-aifa-per-un-uso-consapevole-dei-farmaci-per-diabete-e-obesita/">La nuova guida AIFA per un uso consapevole dei farmaci per diabete e obesità</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai tutti conoscono i farmaci per dimagrire. In più occasioni InFarmaco ha parlato di questi farmaci, gli agonisti del GLP-1 e i doppi agonisti del GIP/GLP-1, inizialmente sviluppati per il trattamento del diabete e rivelatisi poi efficaci, nell’ambito di un percorso che comprenda una dieta ipocalorica e l’esercizio fisico, anche nella gestione dell’obesità.<br />
Sono farmaci che imitando gli ormoni intestinali coinvolti nella regolazione dell’insulina (le incretine), rallentano lo svuotamento gastrico e riducono il senso di fame, con un duplice effetto sul controllo della glicemia e del peso corporeo (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/la-linea-guida-delloms-sugli-agonisti-del-glp-1-nellobesita/">La linea guida dell’OMS sugli agonisti del GLP-1 nell’obesità</a>” e il <em>Minidossier</em> “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/04/16_minidossier_incretino_mimetici_def.pdf">Incretino-mimetici e riduzione del peso corporeo</a>”).<br />
Gli effetti benefici sul controllo del peso, talvolta interpretati in modo riduttivo come una “promessa di dimagrimento senza sforzo”, hanno contribuito a diffonderne l’uso anche al di fuori delle indicazioni mediche e senza prescrizione, nonostante i rischi non trascurabili associati a queste terapie.</p>
<h3>La guida dell’AIFA</h3>
<p>Proprio per mettere in guardia dall’uso improprio, dall’autosomministrazione senza supervisione medica e dall’acquisto illegale attraverso canali non autorizzati, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha realizzato la guida “<a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/guida_GLP-1_2026.pdf">Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole</a>”, disponibile anche in <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/Brochure_farmaci_antidiabetici.pdf">versione divulgativa</a>.<br />
Il documento offre un quadro aggiornato sul profilo di sicurezza, sulle indicazioni terapeutiche autorizzate, sull’andamento dei consumi e sul corretto utilizzo clinico di questi medicinali, il cui impiego è aumentato in modo esponenziale negli ultimi anni, sia nel canale rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale sia negli acquisti privati.</p>
<h3>Il ruolo dello stile di vita</h3>
<p>Come sottolinea la guida, il trattamento farmacologico deve sempre inserirsi in una strategia integrata che includa una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, sotto il costante controllo del medico prescrittore, che valuterà la risposta clinica tenendo conto dello stato di salute generale, di eventuali malattie concomitanti, dell’età e delle altre terapie assunte.<br />
Da ultimo, vale la pena ricordare che studi recenti hanno messo nero su bianco che interrompere il trattamento senza avere consolidato un cambiamento duraturo dello stile di vita favorisca un rapido recupero dei chili persi (il cosiddetto effetto “<em>rebound</em>” o “yo-yo”), segno che la perdita di peso, per essere stabile, richiede continuità degli interventi comportamentali e non può essere affidata al solo trattamento farmacologico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/la-nuova-guida-aifa-per-un-uso-consapevole-dei-farmaci-per-diabete-e-obesita/">La nuova guida AIFA per un uso consapevole dei farmaci per diabete e obesità</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mamme attente con i farmaci antidolorifici nei bambini</title>
		<link>https://infarmaco.it/mamme-attente-con-i-farmaci-antidolorifici-nei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci antidolorifici]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=5533</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’atteggiamento dei genitori ha un ruolo chiave nella gestione corretta del dolore nei bambini piccoli e nell’uso appropriato dei farmaci</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/mamme-attente-con-i-farmaci-antidolorifici-nei-bambini/">Mamme attente con i farmaci antidolorifici nei bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le madri tendono ad avere un approccio generalmente appropriato nell’uso dei farmaci contro il dolore nei bambini. I comportamenti più corretti si osservano in particolare tra le donne più giovani e tra quelle con un livello di istruzione più alto.</p>
<h3>Il dolore nei bambini</h3>
<p>Il dolore è uno dei motivi più frequenti per cui i bambini vengono portati dal medico. Una parte rilevante della gestione avviene però a casa, dove sono i genitori, e più spesso le madri, a decidere come e quando intervenire.<br />
Per capire quanto queste decisioni siano in linea con un uso appropriato dei farmaci, un gruppo di ricercatori turchi ha analizzato il comportamento di oltre 400 madri con figli fino ai 6 anni d’età, valutando conoscenze, atteggiamenti e pratiche nella gestione del dolore.</p>
<h3>I risultati</h3>
<p>L’età media delle partecipanti era di 31 anni. Nel complesso, le madri hanno mostrato un buon livello di attenzione verso un uso corretto dei farmaci antidolorifici, rispettando nella maggior parte dei casi indicazioni, dosi e durata della terapia.<br />
Tuttavia circa 1 madre su 6 somministra farmaci senza prescrizione quando il bambino ha male, molte riferiscono di sentirsi poco competenti nella gestione del dolore e spesso vengono utilizzate dosi inferiori a quelle raccomandate o si evitano i farmaci per timore degli effetti collaterali. Inoltre si osserva una migliore appropriatezza tra le madri più giovani, con un solo figlio, con un livello di istruzione più alto e con una migliore condizione socioeconomica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/mamme-attente-con-i-farmaci-antidolorifici-nei-bambini/">Mamme attente con i farmaci antidolorifici nei bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla medicina taglia unica a quella di precisione</title>
		<link>https://infarmaco.it/dalla-medicina-taglia-unica-a-quella-di-precisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’AIFA pubblica un documento per puntare alle terapie personalizzate, costruite sulle caratteristiche biologiche e genetiche di ogni persona</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3346516/PP_Medicina_precisione.pdf">Position paper sulla Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica</a>, un documento che vuole ridefinire il modo in cui i farmaci vengono prescritti in Italia.<br />
Nel Paese quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e convive spesso con più malattie croniche. Questo significa, nella maggior parte dei casi, assumere ogni giorno una lunga lista di farmaci: quasi sette anziani su dieci ne prendono almeno cinque contemporaneamente, e quasi uno su tre arriva a dieci o più. Una situazione che non è priva di rischi: più farmaci si assumono, più cresce la probabilità di interazioni pericolose, effetti indesiderati e cure che non si traducono nei risultati attesi.</p>
<h3>Una cura su misura per ogni paziente</h3>
<p>L’idea centrale è quella di superare la medicina “taglia unica”, uguale per tutti, per muoversi verso cure calibrate sulle caratteristiche della singola persona: dalla sua storia clinica, alle condizioni di salute fino al patrimonio genetico. È qui che entra in gioco la cosiddetta prescrittomica, un approccio che combina dati medici tradizionali con analisi genomiche e strumenti di intelligenza artificiale, per aiutare i medici a individuare il farmaco giusto, al dosaggio giusto, per ogni paziente. Tra le proposte concrete, AIFA chiede di rendere sistematica la ricognizione e riconciliazione farmacologica, la revisione periodica cioè di tutte le terapie che la persona sta facendo, una pratica già raccomandata dal Ministero della Salute nel 2014, ma ancora poco praticata. Si punta inoltre a dotare i professionisti sanitari di<em> software</em> in grado di predire potenziali interazioni tra farmaci, a valorizzare la farmacogenomica, che permette di individuare varianti genetiche in grado di influenzare la risposta alle cure e il monitoraggio terapeutico per adattare i dosaggi alle esigenze di ciascuno.</p>
<h3>Una rete nazionale e un nuovo ruolo per i pazienti</h3>
<p>Il documento non si ferma alla singola prescrizione, ma allarga lo sguardo all’organizzazione del Sistema sanitario nel suo insieme. L’obiettivo è rendere queste innovazioni accessibili a tutti. Per questo si auspica la creazione di una rete nazionale di medicina predittiva, con <em>hub</em> regionali, centri di riferimento per consulenze farmacologiche specialistiche e strumenti digitali condivisi tra medici di famiglia, specialisti e ospedali. Accanto alla tecnologia però il documento ricorda che nessun cambiamento è possibile senza avere cura della dimensione umana: le persone devono essere informate e coinvolte nelle scelte che riguardano la propria salute, così come i professionisti sanitari devono essere accompagnati con una formazione adeguata per tradurre questi strumenti in benefici concreti per chi si affida alle loro cure.</p>
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		<title>L’integrazione di vitamina D negli anziani non è sempre appropriata</title>
		<link>https://infarmaco.it/lintegrazione-di-vitamina-d-negli-anziani-non-e-sempre-appropriata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 23:24:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[appropriatezza]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anziani con multimorbilità e in polifarmacoterapia, la vitamina D è spesso assunta in modo inappropriato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la vitamina D è diventata una sorta di “alleato universale” della salute, considerata un aiuto nelle situazioni più disparate, dalla prevenzione delle infezioni alla salute ossea, dal rallentamento dell’invecchiamento al benessere generale (ne abbiamo parlato in due occasioni “<a href="https://infarmaco.it/vitamina-d-e-omega-3-non-migliorano-la-salute-muscolare-dellanziano-2/">Vitamina D e omega 3 non migliorano la salute muscolare dell’anziano</a>” e “<a href="https://infarmaco.it/la-vitamina-d-non-protegge-dalle-infezioni-respiratorie-acute/">La vitamina D non protegge dalle infezioni respiratorie acute</a>”). Questa percezione ha però finito per favorirne un’assunzione eccessiva e non sempre giustificata, soprattutto nella popolazione anziana.<br />
Va detto che la vitamina D è necessaria in alcune situazioni ben definite, quando è carente, ma, come ogni farmaco, non è priva di rischi, specialmente quando utilizzata in modo inappropriato. Proprio per circoscriverne l’uso e favorirne una prescrizione più appropriata, nel 2023 l’AIFA ha aggiornato le condizioni di prescrivibilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale, limitando l’impiego della vitamina D alle situazioni in cui esiste una reale indicazione clinica (per approfondire si possono consultare le <a href="https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-sui-farmaci-a-base-di-vitamina-d">FAQ dell’AIFA sui farmaci a base di vitamina D</a>). Nonostante ciò, nella pratica quotidiana l’assunzione rimane spesso inadeguata, sia per eccesso sia per difetto, in particolare tra gli anziani, anche perché la vitamina D è contenuta non solo nei farmaci, ma anche in numerosi integratori alimentari.</p>
<h3>Uno studio per conoscere l’uso della vitamina D negli anziani europei</h3>
<p>Per fare luce sull’uso della vitamina D negli anziani, sono stati presi in esame 2.008 pazienti anziani con multimorbilità, definita come la presenza di almeno tre malattie croniche, e in polifarmacoterapia, cioè in trattamento quotidiano con cinque o più farmaci. I pazienti erano ricoverati in ospedali di quattro Paesi europei: Belgio, Irlanda, Paesi Bassi e Svizzera.<br />
L’obiettivo dello studio era valutare quanto l’uso della vitamina D fosse appropriato in questa popolazione clinicamente complessa, distinguendo tra chi la assumeva senza una reale indicazione e chi, al contrario, ne avrebbe avuto bisogno ma non la riceveva.</p>
<h3>Vitamina D tra sottoutilizzo e uso eccessivo</h3>
<p>Il 41,1% degli anziani inclusi nello studio riceveva un’integrazione di vitamina D. Tuttavia, è emerso che circa un terzo dei pazienti (33,9%) presentava un potenziale sottoutilizzo: pur avendo una condizione ad alto rischio che ne avrebbe richiesto l’assunzione non riceveva infatti alcuna integrazione.<br />
Allo stesso tempo, il 10,2% degli anziani assumeva vitamina D senza una reale necessità clinica, configurando quindi un possibile uso eccessivo. Lo studio ha anche individuato alcuni fattori associati all’uso inappropriato: l’età avanzata e il sesso maschile erano correlati a una maggiore probabilità di sottoutilizzo, suggerendo che gli uomini anziani potrebbero essere meno frequentemente presi in considerazione per l’integrazione. Al contrario, con l’aumentare del numero di farmaci assunti cresceva la probabilità di una prescrizione non necessaria.</p>
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