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	<title>one health Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 09:47:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>one health Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Un nuovo corso FAD sull’antimicrobico resistenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/un-nuovo-corso-fad-sullantimicrobico-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 22:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[corsi FAD]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È online il nuovo corso di formazione di COSIsiFA dedicato all’antimicrobico resistenza e all’approccio One Health, per approfondire strategie di contrasto e uso appropriato degli antibiotici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-nuovo-corso-fad-sullantimicrobico-resistenza/">Un nuovo corso FAD sull’antimicrobico resistenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’offerta formativa di COSIsiFA si arricchisce con un nuovo corso FAD asincrono, gratuito e rivolto a tutti gli operatori sanitari. Il corso “<a href="https://www.saepe.it/corso/antimicrobico-resistenza-approccio-one-health">Antimicrobico resistenza: l’approccio One Health</a>”, che eroga 13 crediti ECM ed è disponibile fino al 9 settembre 2027, propone conoscenze aggiornate e strumenti pratici per affrontare il fenomeno dell’antimicrobico resistenza, con particolare attenzione alle strategie di contrasto e a una visione integrata della salute umana, animale e ambientale.</p>
<h3><strong>Perché l’approccio <em>One Health</em>?</strong></h3>
<p>L’antimicrobico resistenza rappresenta oggi una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale, con un impatto che coinvolge la medicina umana, quella veterinaria e l’ambiente. L’OMS segnala da tempo l’urgenza del fenomeno, mentre i dati europei e italiani sulle resistenze batteriche confermano la necessità di interventi coordinati tra i diversi settori coinvolti. In questo scenario, il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) individua nell’approccio <em>One Health</em> un elemento fondamentale per affrontare il problema in modo efficace, superando la logica dei compartimenti separati tra medicina umana, veterinaria e sorveglianza ambientale.<br />
Il corso affronta quindi i principali meccanismi di insorgenza e diffusione dell’antimicrobico resistenza e approfondisce i principi dell’uso appropriato degli antibiotici in ambito umano, dagli strumenti di <em>antimicrobial stewardship</em> alla diagnostica microbiologica. Vengono inoltre esaminati il contributo dei settori veterinario e ambientale alla diffusione del fenomeno e le più recenti indicazioni normative europee sulla sorveglianza integrata.</p>
<h3>Quattro moduli per un approccio globale</h3>
<p>Il corso è articolato in quattro moduli, ciascuno composto da una o più videorelazioni, materiali testuali di sintesi e approfondimento, videoanimazioni, scenari di pratica clinica e un questionario di valutazione ECM.<br />
La nuova proposta si aggiunge alla collana formativa di COSIsiFA, che comprende già i corsi “<a href="https://www.saepe.it/corso/corsi-cosisifad/revisione-terapia-riduzione-farmaci-anziano">Revisione della terapia e riduzione dei farmaci nell’anziano</a>”, “<a href="https://www.saepe.it/corso/corsi-cosisifad/uso-appropriato-antibiotici-approfondimenti-ebm">Uso appropriato degli antibiotici (con approfondimenti EBM)</a>” e “<a href="https://www.saepe.it/corso/corsi-cosisifad/valutazione-critica-letteratura-farmaci-oncologici">Valutazione critica della letteratura sui farmaci oncologici</a>”, oltre al corso rivolto alla popolazione generale “<a href="https://www.formars.it/corso/cittadino/vaccinare-bimbi-bimbe-una-scelta-consapevole">Vaccinare bimbi e bimbe: una scelta consapevole</a>”. Un’offerta che continuerà ad ampliarsi nei prossimi mesi, nel segno dell’impegno di COSIsiFA per una formazione indipendente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-nuovo-corso-fad-sullantimicrobico-resistenza/">Un nuovo corso FAD sull’antimicrobico resistenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<title>Uccelli involontarie sentinelle per l’antibiotico resistenza</title>
		<link>https://infarmaco.it/uccelli-involontarie-sentinelle-per-lantibiotico-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 22:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[batteri ESKAPE]]></category>
		<category><![CDATA[batteri multiresistenti]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli uccelli selvatici albergano batteri multiresistenti, a dimostrare la diffusione dell’antibiotico resistenza nell’ambiente</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/uccelli-involontarie-sentinelle-per-lantibiotico-resistenza/">Uccelli involontarie sentinelle per l’antibiotico resistenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una visione di salute globale (One Health) in cui la salute umana, animale e ambientale sono un tutt’uno (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/limportanza-dellapproccio-one-health-per-i-bambini/">L’importanza dell’approccio One Health per i bambini</a>”), gli animali giocano un ruolo di primo piano nella diffusione dell’antibiotico resistenza, non solo quelli domestici o da allevamento ma anche quelli selvatici (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/batteri-resistenti-si-ritrovano-anche-negli-animali-selvatici/">Batteri resistenti si ritrovano anche negli animali selvatici</a>”). È su questi ultimi e in particolare sugli uccelli selvatici che si è concentrata l’attenzione di due gruppi di ricercatori italiani.</p>
<h3>I batteri del gruppo ESKAPE</h3>
<p>La pressione selettiva esercitata dall’uso prolungato e inappropriato degli antibiotici nell’uomo e nell’animale ha portato alla sempre più frequente comparsa di batteri resistenti non a uno solo ma a più antibiotici, rendendo difficilmente trattabili alcune infezioni gravi, particolarmente nelle persone che hanno ridotte difese immunitarie.<br />
I sei batteri che hanno più spesso questa caratteristica sono stati riuniti sotto l’acronimo ESKAPE, formato dalle iniziali di ciascuno dei sei microbi: <em>Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter</em> spp. Peraltro l’acronimo richiama anche la parola inglese “escape” cioè fuga, evasione, a ricordare la capacità di questi batteri di sottrarsi all’azione di più antibiotici.<br />
Lo studio sugli uccelli selvatici ha cercato di identificare proprio i batteri ESKAPE nella cloaca, l’organo degli uccelli che funge da canale terminale per apparato digerente, urinario e riproduttivo.</p>
<h3>Lo studio italiano</h3>
<p>Pochi anni fa era stato condotto uno studio nel Sud Italia per analizzare la diffusione dei batteri resistenti negli uccelli selvatici, ora è stato condotto uno studio analogo dalle Facoltà di veterinaria delle Università di Perugia e di Milano per valutare la diffusione dei batteri ESKAPE negli uccelli selvatici del Nord e del Centro Italia.<br />
Il presupposto è che siccome questi uccelli, a differenza degli animali domestici e da allevamento, non vengono mai trattati con antibiotici la presenza di batteri resistenti sia un segnale per valutare la diffusione nell’ambiente dei geni di resistenza.<br />
Sono stati analizzati 141 campioni ottenuti dalla cloaca di uccelli selvatici dai quali sono stati isolati 243 ceppi batterici, di questi 37, cioè il 15%, erano di batteri ESKAPE e in particolare i ceppi di <em>Klebsiella pneumoniae</em> isolati erano più spesso multiresistenti agli antibiotici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/uccelli-involontarie-sentinelle-per-lantibiotico-resistenza/">Uccelli involontarie sentinelle per l’antibiotico resistenza</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’importanza dell’approccio One Health per i bambini</title>
		<link>https://infarmaco.it/limportanza-dellapproccio-one-health-per-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Luglio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=6044</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per far crescere i bambini in salute è importante tutelare anche l’ambiente in cui vivono, secondo un approccio One Health</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/limportanza-dellapproccio-one-health-per-i-bambini/">L’importanza dell’approccio One Health per i bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’approccio One Health (una sola salute), che considera la salute umana strettamente connessa a quella degli animali e dell’ambiente in un continuo che si influenza vicendevolmente, è particolarmente importante per proteggere i bambini, più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, dell’inquinamento, dell’antibiotico resistenza e delle malattie infettive emergenti.</p>
<h3>Bambini esposti ai rischi</h3>
<p>I bambini sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento, al cambiamento climatico e alla diffusione dell’antibiotico resistenza perché il loro sistema immunitario e i loro organi sono in via di sviluppo. Inoltre, in rapporto al peso corporeo, respirano più aria e assumono più acqua e alimenti rispetto agli adulti.<br />
Anche i comportamenti tipici dell’età, come giocare all’aperto, portare le mani alla bocca e avere uno stretto contatto con gli animali, possono aumentare l’esposizione a inquinanti e microbi.</p>
<h3>Gli effetti del clima e dell’inquinamento</h3>
<p>L’aumento delle temperature, l’inquinamento atmosferico e il fumo degli incendi possono favorire o aggravare malattie respiratorie e allergiche, come asma, rinite e dermatite atopica. Il riscaldamento globale può inoltre prolungare le stagioni polliniche, favorire la diffusione delle muffe, aumentando l’esposizione dei bambini agli allergeni. Inoltre può modificare la distribuzione e la stagionalità degli insetti vettori: temperature più elevate e variazioni delle precipitazioni possono favorire la riproduzione delle zanzare, prolungarne il periodo di attività e rendere alcune aree adatte alla trasmissione di infezioni precedentemente considerate tropicali come dengue, chikungunya e Zika.</p>
<h3>Il problema dell’antibiotico resistenza</h3>
<p>Il cambiamento climatico favorisce inoltre la diffusione dell’antibiotico resistenza (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/i-cambiamenti-climatici-favoriscono-i-batteri-resistenti/">I cambiamenti climatici favoriscono i batteri resistenti</a>”), problema particolarmente rilevante per i bambini, che andando frequentemente incontro a infezioni sono maggiormente esposti agli antibiotici, di cui spesso però viene fatto un uso non appropriato. Più antibiotici vengono usati, e questo vale anche per il loro utilizzo in ambito animale (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/dimezzare-il-consumo-di-antibiotici-in-veterinaria/">Dimezzare il consumo di antibiotici in veterinaria</a>”), e più ne arrivano nell’ambiente, con diffusione delle resistenze batteriche in un circolo che è difficile interrompere, se non si prendono provvedimenti adeguati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/limportanza-dellapproccio-one-health-per-i-bambini/">L’importanza dell’approccio One Health per i bambini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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		<item>
		<title>Funziona il Piano nazionale contro l’antimicrobico resistenza?</title>
		<link>https://infarmaco.it/funziona-il-piano-nazionale-contro-lantimicrobico-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 23:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<category><![CDATA[PNCAR]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati della Regione Piemonte indicano l’efficacia delle iniziative poste in atto e le aree in cui bisogna ancora lavorare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’operatività sul campo del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) è valutabile sulla base dei risultati applicativi nel periodo 2017-2020.</p>
<h3>Che cos’è il PNCAR</h3>
<p>Il PNCAR si propone di fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’antimicrobico resistenza a livello nazionale, regionale e locale, mediante un approccio multisettoriale <em>one health</em>, secondo il quale la salute va considerata nel suo insieme, con un continuo che va dalla salute umana a quella animale a quella dell’ambiente (leggi anche la news “<a href="https://infarmaco.it/politiche-sanitarie-indispensabili-per-lantibiotico-resistenza/">Politiche sanitarie indispensabili per l’antibiotico resistenza</a>”).<br />
Il PNCAR sottolinea l’importanza di una<em> governance</em> condivisa e comprende quattro aree di supporto per raggiungere gli obiettivi di contrasto all’antimicrobico resistenza: educazione e formazione; comunicazione e trasparenza; ricerca e bioetica; cooperazione a livello nazionale e internazionale.<br />
Tra le attività da implementare il piano prevede un monitoraggio complessivo dell’antimicrobico resistenza, l’uso appropriato e consapevole degli antibiotici, la prevenzione e la riduzione delle infezioni associate all’assistenza, il corretto smaltimento degli antibiotici, la sensibilizzazione di operatori sanitari e cittadini su questi temi.</p>
<h3>Come valutare i risultati del PNCAR</h3>
<p>L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), insieme alle Regioni, ad alcuni Istituti Zooprofilattici e alcune Università ha messo a punto uno strumento di autovalutazione, battezzato SPiNCAR, col quale tutte le Regioni e le Province autonome possono monitorare, con una metodologia comune, lo stato di implementazione delle misure previste nel PNCAR.<br />
I dati relativi all’utilizzo di questo strumento in tutte le Regioni sono in fase di elaborazione da parte dell’<a href="https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/spincar">ISS</a> ma iniziano a essere pubblicati in letteratura i primi risultati parziali, in particolare quelli della Regione Piemonte.<br />
Il questionario dello SPiNCAR copre sette aree tematiche:</p>
<ol>
<li><em>governance</em></li>
<li>sorveglianza e monitoraggio</li>
<li>uso appropriato degli antibiotici</li>
<li>controllo e prevenzione delle infezioni associate all’assistenza</li>
<li>educazione e formazione</li>
<li>collaborazione tra i vari <em>stakeholder</em></li>
<li>valutazione dell’impatto e implementazione del programma.</li>
</ol>
<h3>I risultati della Regione Piemonte</h3>
<p>Gli standard definiti del PNCAR sono stati raggiunti con diverse percentuali. A livello regionale complessivo i risultati migliori si sono avuti nell’ambito della <em>governance</em> (79%), dell’uso appropriato degli antibiotici (70%) e del controllo e prevenzione delle infezioni associate all’assistenza (60%), mentre i risultati meno soddisfacenti, che richiedono quindi in futuro un impegno molto maggiore, sono stati rilevati nell’ambito della cooperazione tra <em>stakeholder</em> (18%), dell’educazione e formazione per sensibilizzare sul tema (33%) e della sorveglianza (41%). Si trattava comunque di dati molto variabili tra le varie aziende sanitarie, ospedali e territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/funziona-il-piano-nazionale-contro-lantimicrobico-resistenza/">Funziona il Piano nazionale contro l’antimicrobico resistenza?</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 23:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[acqua potabile]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri resistenti]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=2325</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’acqua potabile possono esserci sia batteri resistenti sia i geni di resistenza che i batteri possono scambiarsi tra loro</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici/">Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Considerato l’approccio “<em>One Health</em>”, secondo il quale la salute umana, animale e ambientale vanno di pari passo e sono un tutt’uno (“una salute” appunto) ci si può chiedere se l’acqua che beviamo dal rubinetto possa in qualche modo influenzare la diffusione di malattie infettive dovute a batteri resistenti agli antibiotici.<br />
Per analizzare la questione è stata condotta da ricercatori italiani una revisione mirata a individuare gli studi pubblicati in letteratura che fornissero indicazioni sulla presenza di batteri resistenti, o dei geni che consentono loro di acquisire questa loro resistenza, nelle acque degli acquedotti dopo che sono state trattate per renderle potabili.<br />
Un quarto degli studi trovati sono stati condotti in Europa e possono quindi dare un’idea di quanto accade anche in Italia. Nelle acque sono stati identificati diversi batteri multiresistenti, così come diversi geni di resistenza. Alcuni dei trattamenti adottati per garantire la potabilità dell’acqua potrebbero in alcuni casi addirittura favorire la sopravvivenza dei germi resistenti, come potrebbe accadere con la filtrazione a sabbia, con la filtrazione a carbone attivo, o con la clorinazione delle acque.<br />
È possibile quindi che batteri resistenti agli antibiotici arrivino al rubinetto di casa. Ma quali sarebbero i rischi se si beve quest’acqua? Secondo l’OMS sono almeno due: il primo, che in Italia sembra essere molto raro considerati i controlli sulle acque, è l’ingestione di batteri che possono dare infezioni difficili da trattare con gli antibiotici, il secondo è che questi batteri entrino nel microbioma intestinale potendo così trasferire i loro geni di resistenza ad altri germi patogeni, che possono cioè causare infezioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici/">Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 23:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[acqua potabile]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri resistenti]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’acqua potabile possono esserci sia batteri resistenti sia i geni di resistenza che i batteri possono scambiarsi tra loro</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici-2/">Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’acqua che arriva al rubinetto di casa potrebbe contenere germi resistenti agli antibiotici. In estrema sintesi è questa la conclusione di una revisione di scopo che è stata condotta da ricercatori italiani mirata a valutare la presenza di batteri resistenti, di geni di resistenza e di antibiotici nelle acque trattate degli acquedotti, poi distribuite alla cittadinanza.<br />
Sono stati identificati 45 studi, la metà dei quali riguardanti Paesi occidentali, quindi con situazioni simili a quella italiana.<br />
È emerso che nelle acque trattate possono essere presenti diversi batteri multiresistenti agli antibiotici, come <em>Pseudomonas</em> spp. e <em>Aeromonas</em> spp. particolarmente resistenti a penicilline, cefalosporine anche di terza generazione, macrolidi e tetracicline, e batteri fecali, tra cui <em>Enterobacteriaceae</em> resistenti ai fluorochinoloni e alle sulfonamidi.<br />
Nelle acque erano presenti anche i geni mobili di resistenza (in particolare <em>int1</em> e <em>tnpA</em>) che possono essere scambiati tra batteri, trasferendo così la resistenza.<br />
Sul piano delle molecole gli antibiotici maggiormente presenti nelle acque erano le sulfonamidi e i macrolidi, a concentrazioni comunque basse (inferiori a 10 ng/l).<br />
Il rischio che batteri resistenti arrivino al rubinetto di casa quindi non è poi così remoto, nonostante i trattamenti posti in atto per garantire la qualità chimica e microbiologica dell’acqua che si beve. Addirittura alcuni trattamenti (la filtrazione con sabbia, quella con carbone attivo, la clorinazione) potrebbero favorire qualche germe resistente.<br />
Secondo l’OMS i batteri resistenti presenti nell’acqua di casa potrebbero da un lato determinare malattie infettive, anche se questa evenienza per ora è stata dimostrata solo nei Paesi più poveri, ma anche portare a una modifica del microbioma intestinale di chi la beve e allo scambio di geni di resistenza con i batteri patogeni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/acqua-potabile-e-batteri-resistenti-agli-antibiotici-2/">Acqua potabile e batteri resistenti agli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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