I cambiamenti climatici favoriscono i batteri resistenti

17 Giu 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

I cambiamenti climatici giocano a favore dei batteri e della loro resistenza agli antibiotici. È questa in sintesi la conclusione di uno studio su larga scala che ha valutato l’incidenza dei cambiamenti di temperatura e delle precipitazioni sulla diffusione dell’antibiotico resistenza.

I tanti fattori dell’antibiotico resistenza

Sono molti i fattori che sono stati studiati e che possono favorire la comparsa e successivamente il diffondersi dell’antibiotico resistenza. Al primo posto c’è l’uso inappropriato degli antibiotici, somministrati anche quando non servono, che agiscono con un meccanismo di pressione selettiva, favorendo i germi resistenti.
Subito dopo vengono fattori di ordine socioeconomico, di densità di popolazione, di disponibilità di risorse idriche pulite, di accesso a sistemi sanitari di qualità.
Altri fattori riguardano l’ambiente in cui gli antibiotici vengono eliminati (ascolta anche il podcast “Antibiotici nelle acque: i rischi per l’ambiente e la salute”) e le modifiche del clima.
È ormai noto e assodato dagli scienziati che le temperature medie del Pianeta sono in continuo aumento, aumentando quindi le giornate di gran caldo rispetto al passato e favorendo la comparsa sempre più frequente di eventi atmosferici estremi, i fenomeni di scioglimento dei ghiacciai e la desertificazione. Che i fattori climatici possano influenzare la diffusione della resistenza agli antibiotici è stato suggerito in più occasioni a livello locale, ora però viene scattata un’istantanea della situazione mondiale globale.

Lo studio internazionale

Un gruppo di ricercatori cinesi ha raccolto i dati pubblicati in letteratura scientifica al riguardo tra il Duemila e il 2023, per un totale di oltre 28 milioni di isolati batterici e 14 classi di antibiotici.
Si valutava l’eventuale associazione tra la diffusione dell’antibiotico resistenza e i cambiamenti nella temperatura o nelle precipitazioni. Sono così emersi alcuni dati salienti:

  • anzitutto le temperature estremamente calde a causa del cambiamento climatico sono associate a un aumento dell’antimicrobico resistenza. Alla base ci sarebbe la capacità delle temperature più alte di aumentare la diffusione per via orizzontale dei geni di resistenza tra i batteri, facilitando in tal modo la comparsa e la resistenza di batteri presenti nell’ambiente e resistenti agli antibiotici
  • i dati relativi agli eventi estremi non hanno invece permesso di stabilire correlazioni certe con la diffusione dell’antibotico resistenza, mentre i periodi di siccità (sempre più frequenti) favoriscono a loro volta la diffusione dei batteri resistenti
  • i cambiamenti climatici che alterano significativamente gli ecosistemi possono portare in maniera indiretta a squilibri nei rapporti esistenti, facilitando ancora una volta la diffusione dei ceppi batterici resistenti.

In pratica

Se ce ne fosse bisogno, un motivo ulteriore per contrastare i cambiamenti climatici è la loro influenza nel determinare la diffusione di batteri resistenti alle terapie antibiotiche, con la comparsa di infezioni difficilmente curabili.
Una volta di più questo induce a guardare al sistema salute come a un insieme unico (“one health”), che comprende la salute umana, quella animale e quell’ambientale (leggi anche le news “Un’unica salute per uomo, animali e ambiente” e “Usare gli antibiotici pensando anche all’ambiente”)

Bibliografia

Ni Y, Zhao J, et al. Climate change and antimicrobial resistance: a global-scale analysis. BMC Infect Dis 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12482477/ Conflitti di interesse:
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