In una visione di salute globale (One Health) in cui la salute umana, animale e ambientale sono un tutt’uno (leggi anche la news “L’importanza dell’approccio One Health per i bambini”), gli animali giocano un ruolo di primo piano nella diffusione dell’antibiotico resistenza, non solo quelli domestici o da allevamento ma anche quelli selvatici (leggi anche la news “Batteri resistenti si ritrovano anche negli animali selvatici”). È su questi ultimi e in particolare sugli uccelli selvatici che si è concentrata l’attenzione di due gruppi di ricercatori italiani.
I batteri del gruppo ESKAPE
La pressione selettiva esercitata dall’uso prolungato e inappropriato degli antibiotici nell’uomo e nell’animale ha portato alla sempre più frequente comparsa di batteri resistenti non a uno solo ma a più antibiotici, rendendo difficilmente trattabili alcune infezioni gravi, particolarmente nelle persone che hanno ridotte difese immunitarie.
I sei batteri che hanno più spesso questa caratteristica sono stati riuniti sotto l’acronimo ESKAPE, formato dalle iniziali di ciascuno dei sei microbi: Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter spp. Peraltro l’acronimo richiama anche la parola inglese “escape” cioè fuga, evasione, a ricordare la capacità di questi batteri di sottrarsi all’azione di più antibiotici.
Lo studio sugli uccelli selvatici ha cercato di identificare proprio i batteri ESKAPE nella cloaca, l’organo degli uccelli che funge da canale terminale per apparato digerente, urinario e riproduttivo.
Lo studio italiano
Pochi anni fa era stato condotto uno studio nel Sud Italia per analizzare la diffusione dei batteri resistenti negli uccelli selvatici, ora è stato condotto uno studio analogo dalle Facoltà di veterinaria delle Università di Perugia e di Milano per valutare la diffusione dei batteri ESKAPE negli uccelli selvatici del Nord e del Centro Italia.
Il presupposto è che siccome questi uccelli, a differenza degli animali domestici e da allevamento, non vengono mai trattati con antibiotici la presenza di batteri resistenti sia un segnale per valutare la diffusione nell’ambiente dei geni di resistenza.
Sono stati analizzati 141 campioni ottenuti dalla cloaca di uccelli selvatici dai quali sono stati isolati 243 ceppi batterici, di questi 37, cioè il 15%, erano di batteri ESKAPE e in particolare i ceppi di Klebsiella pneumoniae isolati erano più spesso multiresistenti agli antibiotici.



