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	<title>ospedale Archivi - InFarmaco</title>
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	<link>https://infarmaco.it/tag/ospedale/</link>
	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Feb 2026 07:40:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>ospedale Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo <em>Minidossier</em> COSIsiFA analizza i rischi della polifarmacoterapia durante le transizioni di cura e le soluzioni per garantire continuità terapeutica tra ospedale e territorio</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/">Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polifarmacoterapia è una delle sfide sanitarie più rilevanti, in particolare per i pazienti fragili e anziani. Il rischio si amplifica durante le transizioni di cura – nel passaggio cioè dall’ospedale al domicilio, una volta dimessi, o al trasferimento in una residenza assistenziale – momenti delicati in cui la frammentazione delle informazioni sanitarie e la mancanza di sistemi condivisi possono compromettere la continuità terapeutica. In questi passaggi delicati, i pazienti sono esposti a rischi concreti come errori nella gestione dei farmaci e comparsa di reazioni avverse che possono portare a nuovi ricoveri.<br />
Su questo tema si focalizza il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA “<a href="https://infarmaco.it/wp-content/uploads/2026/02/14_minidossier_polifarmacoterapia_trasizioni_cura_def.pdf">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a>”.<br />
Il <em>Minidossier</em> sottolinea quanto sia importante adottare processi strutturati di ricognizione e riconciliazione farmacologica che mettano al centro il paziente, valorizzando al contempo il lavoro delle figure professionali coinvolte. Un approccio multidisciplinare, insieme all’uso di strumenti digitali come la telemedicina e l’intelligenza artificiale, può davvero fare la differenza nella gestione delle terapie durante questi passaggi critici, a tutto vantaggio della salute del malato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/garantire-continuita-delle-cure-tra-ospedale-e-territorio/">Garantire continuità delle cure tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</title>
		<link>https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Minidossier]]></category>
		<category><![CDATA[continuità terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[polifarmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anziano su cinque viene ricoverato di nuovo entro un mese dalla dimissione ospedaliera e spesso la causa sono errori nella gestione dei farmaci durante il passaggio tra ospedale e domicilio o residenza assistenziale.<br />
Il nuovo <em>Minidossier</em> di COSIsiFA analizza questi rischi e presenta soluzioni concrete per garantire la continuità delle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/polifarmacoterapia-nelle-transizioni-di-cura-assistenza-integrata-per-la-continuita-tra-ospedale-e-territorio/">Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migliorare l’uso degli antibiotici in ospedale si può</title>
		<link>https://infarmaco.it/migliorare-luso-degli-antibiotici-in-ospedale-si-puo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[PNCAR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4479</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Regione Piemonte l’implementazione di iniziative per contrastare l’antibiotico resistenza in ospedale ha portato a risultati tangibili</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uso più appropriato degli antibiotici in ospedale, evitando di somministrarli quando non servono e scegliendo quelli più indicati sulla base dei vari batteri responsabili di un’infezione, porta a risultati concreti riducendo la diffusione della resistenza batterica.<br />
Uno studio condotto negli ospedali della Regione Piemonte nell’ambito del Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico resistenza (PNCAR) suggerisce che iniziative volte a stimolare la cosiddetta <em>antimicrobial stewardship</em> (l’uso appunto ragionato e appropriato degli antibiotici) siano davvero efficaci.</p>
<h3>Che cos’è il PNCAR</h3>
<p>Nel mondo sono state implementate molte iniziative per contrastare la sempre più diffusa resistenza dei batteri agli antibiotici. In talia è stato messo in campo il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR 2022-2025) che vuole fornire al Paese linee guida strategiche e indicazioni operative per ridurre l’antimicrobico resistenza e usare in maniera appropriata gli antibiotici.<br />
Alla base del PNCAR c’è un approccio multidisciplinare, secondo la visione <em>One Health</em> che considera la salute umana, la salute animale e la salute ambientale come un tutt’uno.<br />
Si forniscono così raccomandazioni riguardo agli interventi chiave per la prevenzione e il controllo dell’antibiotico resistenza come la sorveglianza e il monitoraggio delle resistenze batteriche, il controllo dell’uso degli antibiotici sul territorio e in ospedale, la prevenzione delle infezioni, la promozione dell’uso appropriato di antibiotici sia in medicina umana sia in medicina veterinaria e la gestione corretta nello smaltimento degli antibiotici e dei materiali contaminati dai batteri.</p>
<h3>L’esperienza condotta in Piemonte</h3>
<p>Secondo quanto definito dal PNCAR la Regione Piemonte ha posto in atto una serie di attività per migliorare la gestione degli antibiotici e ridurre il rischio di infezioni e di antibiotico resistenza.<br />
Tra le altre iniziative si è agito sugli ospedali, partendo dai dati registrati nel biennio 2016-2017. Sono stati considerati 42 ospedali della Regione nei quali si è registrata anzitutto la prevalenza di infezioni correlate all’assistenza, cioè quelle infezioni che i pazienti non avevano prima di entrare in ospedale e che si sviluppavano nei primi tre giorni di ricovero. Nel biennio circa il 7% dei pazienti ricoverati incorreva in una di queste infezioni e quasi nel 43% dei casi si ricorreva per la cura a un antibiotico.<br />
Questi dati sono stati confrontati con quelli del 2022, dopo che sono state implementate iniziative locali e sensibilizzati gli operatori sanitari sulla <em>antimicrobial</em> <em>stewardship</em>. La prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza è lievemente aumentata ma il ricorso agli antibiotici è sceso al 40%, con una modifica anche del tipo di antibiotici usati, più conformi a quanto suggerito dall’OMS, a indicarne un uso più appropriato. Allo stesso modo si sono ridotte le percentuali di batteri resistenti agli antibiotici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Troppi batteri resistenti in ospedale</title>
		<link>https://infarmaco.it/troppi-batteri-resistenti-in-ospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 22:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobial stewardship]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre un terzo dei germi isolati in ospedale è resistente agli antibiotici, causando infezioni gravate da un’alta mortalità</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/troppi-batteri-resistenti-in-ospedale/">Troppi batteri resistenti in ospedale</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre un terzo dei batteri che causano infezioni nelle persone ricoverate in ospedale è resistente agli antibiotici, rendendo difficili le cure e la guarigione nei casi più gravi.<br />
L’allarme lanciato dall’OMS sull’importanza di contenere la diffusione della resistenza agli antibiotici per evitare di arrivare alla stima prevista per il 2050 di 10 milioni di morti all’anno al mondo a causa di malattie causate da batteri resistenti agli antibiotici è quanto mai pressante e si basa su dati reali che indicano il costante aumento dei casi di resistenza.</p>
<h3>La situazione negli ospedali</h3>
<p>Molte delle infezioni da batteri resistenti a uno o più antibiotici si verificano in ospedale e per questo è importante avere un quadro globale della situazione nelle varie geografiche del mondo. A tal fine è stata condotta una revisione sistematica con metanalisi che ha messo insieme i dati di 34 studi pubblicati nella letteratura scientifica relativi a oltre 20.000 pazienti ricoverati in 18 Paesi. Purtroppo non tutte le aree geografiche sono state coperte per mancanza di dati e tra queste alcune nelle quali la diffusione dei batteri resistenti è sicuramente alta, come l’Africa, il Medioriente, la Russia e l’India.<br />
I risultati della ricerca non lasciano spazio a dubbi sulla criticità della situazione e sulla necessità di porvi rimedio: il 36% dei batteri isolati in ospedale sono risultati resistenti agli antibiotici. A dimostrazione della difficoltà di curare le infezioni dovute a questi germi sta l’alta mortalità: chi era colpito da un’infezione dovuta a un batterio resistente agli antibiotici aveva una probabilità del 64% maggiore di morire a causa della malattia rispetto a chi aveva un’infezione da germi sensibili agli antibiotici (al riguardo leggi anche l’articolo <a href="https://infarmaco.it/il-contributo-dellantimicrobico-resistenza-alle-morti-in-ospedale/">Il contributo dell’antimicrobico resistenza alle morti in ospedale</a>).</p>
<h3>Che cosa si può fare</h3>
<p>In ambito ospedaliero occorre incentivare politiche di <em>antimicrobial stewardship</em> cioè di gestione oculata e uso appropriato degli antibiotici. Il primo passo è rispettare quanto stabilito dal sistema <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1811463/Manuale_antibiotici_AWaRe.pdf">AWaRE</a> definito dall’OMS, che suddivide gli antibiotici in tre fasce da usare progressivamente in modo da evitare di prescrivere in prima battuta antibiotici ad ampio spettro (quindi meno selettivi), mirare il trattamento e preservare alcune classi di antibiotici riservandole solo ai casi più gravi.<br />
Interventi di questo tipo condotti in ospedale hanno già dimostrato la loro efficacia (al riguardo leggi anche l’articolo <a href="https://infarmaco.it/i-successi-della-gestione-appropriata-degli-antibiotici/">I successi della gestione appropriata degli antibiotici</a>).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cartelle elettroniche per controllare l’uso degli antibiotici in pediatria</title>
		<link>https://infarmaco.it/cartelle-elettroniche-per-controllare-luso-degli-antibiotici-in-pediatria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 22:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[durata della terapia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Analizzando le cartelle elettroniche è possibile capire come vengono utilizzati gli antibiotici nei reparti pediatrici, migliorando così la gestione dei trattamenti antimicrobici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/cartelle-elettroniche-per-controllare-luso-degli-antibiotici-in-pediatria/">Cartelle elettroniche per controllare l’uso degli antibiotici in pediatria</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capire come vengono utilizzati gli antibiotici è il primo passo per contrastarne l’uso inappropriato e prevenire la diffusione delle resistenze. In pediatria la valutazione di quanti antibiotici vengono utilizzati è più complessa perché non si può ricorrere alla dose giornaliera definita (DDD, <em>Defined Daily Dose</em>) parametro comunemente usato negli adulti che presuppone un paziente <em>standard</em> adulto con un peso medio di circa 70 kg. Nei bambini invece il dosaggio e il peso variano notevolmente con la crescita, rendendo il DDD inapplicabile.<br />
Per superare questo limite, un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha analizzato l’impiego degli antibiotici nei reparti pediatrici utilizzando le cartelle cliniche elettroniche per calcolare due indicatori più specifici per l’età pediatrica:</p>
<ul>
<li>la Durata della Terapia (DOT), che misura la durata in giorni di ciascun antibiotico ricevuto</li>
<li>la Lunghezza della Terapia (LOT), che indica il numero di giorni nei quali un paziente ha ricevuto un antibiotico, indipendentemente dal numero di antibiotici (essendo possibili terapie in concomitanza con più antibiotici).</li>
</ul>
<h3>Quanti antibiotici e per quanto tempo</h3>
<p>Lo studio, condotto su oltre 21.000 di bambini ricoverati nel 2022, ha rilevato che quasi il 40% dei bambini ricoverati ha ricevuto almeno un antibiotico. I consumi risultano particolarmente elevati nei reparti di oncoematologia e di terapia intensiva, dove si è registrato un impiego frequente di antibiotici ad ampio spettro come piperacillina/tazobactam e meropenem.</p>
<h3>Perché è importante controllare l’uso degli antibiotici in pediatria</h3>
<p>L’uso delle cartelle cliniche elettroniche consente di raccogliere dati in modo automatico e sistematico, superando i limiti delle rilevazioni manuali. In questo modo diventa possibile identificare i reparti con i consumi più elevati, controllare l’andamento nel tempo e confrontarsi con altre realtà ospedaliere, mettendo in atto eventuali misure per contenere l’uso di alcuni antibiotici o promuovere quello di altri in base a una buona gestione delle terapie antibiotiche (<em>antibiotic stewardship</em>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/cartelle-elettroniche-per-controllare-luso-degli-antibiotici-in-pediatria/">Cartelle elettroniche per controllare l’uso degli antibiotici in pediatria</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Durata e lunghezza della terapia, strumenti utili per capire l’uso degli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/durata-lunghezza-terapia-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 22:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[durata della terapia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analizzando le cartelle elettroniche è possibile capire come vengono utilizzati gli antibiotici nei reparti pediatrici, migliorando così la gestione dei trattamenti antimicrobici</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/durata-lunghezza-terapia-antibiotici/">Durata e lunghezza della terapia, strumenti utili per capire l’uso degli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Analizzare le cartelle cliniche elettroniche dei bambini ricoverati in ospedale è una strategia efficace per valutare durata e lunghezza della terapia con antibiotici in ospedale e attivare programmi di <em>antibiotic stewardship</em> mirati.<br />
È quanto emerge da uno studio condotto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma che ha analizzato le cartelle cliniche elettroniche di 21.787 bambini ricoverati nel 2022.</p>
<h3>Durata e lunghezza della terapia</h3>
<p>Dall’analisi risulta che il 39,1% dei pazienti ha ricevuto almeno un antibiotico. La durata della terapia (DOT, che misura la durata in giorni di ciascun antibiotico assunto) era pari a 539 per 1.000 giornate-paziente, la lunghezza della terapia (LOT, che indica il numero di giorni nei quali un paziente ha ricevuto un antibiotico, indipendentemente dal numero di antibiotici) a 354 per 1.000 giornate-paziente, con un rapporto DOT/LOT di 1,5.<br />
Questo dato indica che in media i bambini ricevono più antibiotici nello stesso periodo di trattamento oppure sequenze terapeutiche con molecole diverse.<br />
I principi attivi con il più alto consumo (espresso in DOT/1.000 giornate-paziente) sono risultati:</p>
<ul>
<li>piperacillina/tazobactam (81,3 DOT/1.000)</li>
<li>meropenem (59,6 DOT/1.000).</li>
</ul>
<h3>Reparti a maggior consumo di antibiotici</h3>
<p>Il consumo più alto di antibiotici è stato registrato nei reparti che trattano i pazienti più critici come:<br />
• oncoematologia (1.112 DOT/1.000 e 591 LOT/1.000)<br />
• terapia intensiva (944 DOT/1.000 e 547 LOT/1.000).<br />
In questi reparti è frequente la prescrizione di antibiotici prima ancora di avere la conferma diagnostica del germe in causa. Come sottolineato anche da altri studi (vedi la notizia <a href="https://infarmaco.it/come-ridurre-luso-degli-antibiotici-in-terapia-intensiva/">Come ridurre l’uso degli antibiotici in terapia intensiva</a>) proprio in questi reparti si possono mettere in atto strategie di collaborazione multidisciplinare per ridurre l’uso inappropriato degli antibiotici senza compromettere l’efficacia delle cure e la sicurezza dei bambini.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I successi della gestione appropriata degli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-successi-della-gestione-appropriata-degli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 22:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antimicrobial stewardship]]></category>
		<category><![CDATA[gestione antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=3429</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’<em>antimicrobial stewardship</em> a livello ospedaliero è efficace nel migliorare l’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei modi per ridurre la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici in ospedale è quello di fare riunioni periodiche che coinvolgano diversi operatori sanitari (clinici, infettivologi, microbiologi, infermieri etc) con l’obiettivo di rivalutare le terapie antibiotiche in corso nei tanti pazienti ricoverati.<br />
Il dubbio è che queste attività, pur meritevoli, non abbiano poi una reale incidenza sulla pratica quotidiana. Ora uno studio condotto in due ospedali britannici aggiunge un tassello importante per il controllo dell’antimicrobico resistenza.</p>
<h3>Che cos’è l’<em>antimicrobial stewardship</em>?</h3>
<p>L’OMS considera la buona gestione degli antibiotici (nota comunemente tra i professionisti sanitari come <em>antimicrobial stewardship</em>) uno degli interventi più efficaci per contrastare la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. È dimostrato infatti che l’uso razionale e appropriato degli antibiotici rende più difficile la comparsa e quindi la diffusione dell’antibioticoresistenza.<br />
Ma che cosa significa uso razionale e appropriato? Ecco alcuni dei comportamenti da adottare:</p>
<ul>
<li>usare gli antibiotici solo quando veramente necessario, cioè in infezioni che non guarirebbero spontaneamente</li>
<li>usare gli antibiotici solo nelle infezioni batteriche, essendo inefficaci contro i virus</li>
<li>scegliere l’antibiotico da usare sulla base dei dati microbiologici (colture dei batteri) o comunque della situazione locale</li>
<li>usare gli antibiotici alle dosi appropriate, non più basse né più alte di quelle raccomandate</li>
<li>usare gli antibiotici per la minor durata possibile di giorni in rapporto all’infezione che si vuole curare</li>
<li>usare gli antibiotici secondo lo schema <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1811463/Manuale_antibiotici_AWaRe.pdf">AWARE</a> suggerito dall’OMS.</li>
</ul>
<h3>Che cosa ha dimostrato lo studio britannico?</h3>
<p>In un ospedale d’oltremanica è stata iniziata un’attività per coinvolgere i professionisti sanitari esperti in materia in riunioni periodiche in cui valutare l’appropriatezza delle terapie antibiotiche in corso nei pazienti ricoverati. L’obiettivo era poi andare a vedere se queste riunioni avessero un effetto in termini di antibiotici somministrati e di durata dei ricoveri. Ma per avere un’idea ancora più precisa dell’efficacia di queste riunioni lo studio prevedeva un confronto con i dati registrati in un altro ospedale nel quale invece non sono state implementate queste riunioni periodiche.<br />
Ebbene nel primo ospedale si è ridotto significativamente il ricorso a diversi antibiotici (ceftriaxone, ciprofloxacina, amoxicillina più acido clavulanico, meropenem, piperacillina più tazobactam) che erano stati in realtà prescritti in maniera inappropriata. Riduzione che non si è invece osservata nell’altro ospedale usato come controllo. Non solo, ma nella metà dei casi esaminati durante la riunione si arrivava a concludere che in effetti erano necessarie modifiche della terapia antibiotica in corso, che venivano poste in atto in tre quarti dei casi, seguendo i consigli emersi in questi incontri.<br />
Infine, dato non trascurabile, la modifica della terapia antibiotica si associava a una ricaduta positiva anche sulla durata dei ricoveri che si è ridotta in media di mezza giornata nell’ospedale in cui erano state attivate le riunioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-successi-della-gestione-appropriata-degli-antibiotici/">I successi della gestione appropriata degli antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
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