Nella pratica quotidiana, negli ospedali italiani quanto vengono applicate le raccomandazioni dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive? È a questa domanda che risponde un sondaggio effettuato nell’ambito del progetto nazionale Insieme (Italian National Project to Combat Antibiotic Resistance), lanciato nel 2022 grazie a una collaborazione tra la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e il Ministero della Salute, volto a rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni e un uso appropriato degli antibiotici (vedi anche la news “Migliorare l’uso degli antibiotici in ospedale si può”).
La fotografia della situazione italiana
Nel 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le linee guida per la prevenzione e il controllo delle infezioni in ospedale. Successivamente ha messo a punto un questionario per autovalutare lo stato di attuazione delle raccomandazioni considerate essenziali per ottenere i risultati sperati.
I dati mondiali indicano che nonostante siano passati anni e ci sia stato in effetti un miglioramento nell’applicazione a livello locale di queste raccomandazioni, soltanto il 4% dei Paesi in realtà soddisfa pienamente i criteri stabiliti dall’OMS.
Qual è la situazione italiana? Il questionario del progetto Insieme, che è stato compilato da 38 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale, mira a rispondere a questa domanda e a definire quanto le linee strategiche del Piano nazionale di controllo dell’antibiotico resistenza (PNCAR) siano applicate nella pratica ospedaliera quotidiana e quali siano gli ostacoli che rendono difficile tale applicazione.
Le risposte fornite al corposo questionario (155 domande), consentono di tracciare un quadro non roseo, in particolare:
- un quarto circa degli ospedali (26,3%) non ha definito un programma annuale mirato alla prevenzione e al controllo delle infezioni
- circa un terzo degli ospedali (34,2%) non ha attivato una task force dedicata alla gestione appropriata delle terapie antibiotiche
- poco meno della metà degli ospedali (42,1%) non produce report periodici sulla microbiologia ospedaliera, essenziali per una scelta ragionata dell’antibiotico da usare
- in un ospedale su due non è prassi abituale un monitoraggio attivo dell’igiene delle mani da parte degli operatori sanitari e l’isolamento dei malati contagiosi ove necessario
- in circa quattro ospedali su cinque non sono stati implementati sistemi strutturati di sorveglianza delle infezioni acquisite in ospedale
- in un quarto degli ospedali (26,3%) non viene fatta una valutazione dell’appropriatezza della terapia antibiotica.



