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	<title>vaccini Archivi - InFarmaco</title>
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	<description>l’informazione indipendente sul farmaco</description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 May 2026 10:34:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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	<title>vaccini Archivi - InFarmaco</title>
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	<item>
		<title>Una dose di vaccino anti HPV può bastare?</title>
		<link>https://infarmaco.it/una-dose-di-vaccino-anti-hpv-puo-bastare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 10:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maggio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[dose]]></category>
		<category><![CDATA[HPV]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una singola dose di vaccino anti HPV offre una protezione sovrapponibile a quella che si ottiene con due dosi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La somministrazione di una sola dose di vaccino contro il papilloma virus umano potrebbe offrire una protezione sovrapponibile a quella garantita dalle due dosi attualmente raccomandate.</p>
<h3>Il papilloma virus umano</h3>
<p>Il papillomavirus umano (HPV) è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo ed è responsabile della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero e di altri tumori nel maschio.<br />
I tipi HPV 16 e 18, in particolare, causano oltre il 77% dei casi di tumore della cervice uterina.<br />
Da quasi vent’anni sono disponibili vaccini molto efficaci, ma la copertura vaccinale globale resta ancora insufficiente, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, dove si concentra anche la maggior parte dei decessi per tumore cervicale. Una semplificazione del calendario vaccinale potrebbe aumentare la copertura mondiale e facilitare l’accesso alla prevenzione soprattutto nei Paesi dove il tumore della cervice provoca ancora la maggior parte dei decessi.<br />
È stato quindi condotto uno studio per verificare se una singola dose di vaccino anti HPV possa garantire una protezione analoga a quella delle due dosi, semplificando così le campagne vaccinali e facilitando l’accesso alla prevenzione.</p>
<h3>Lo studio americano</h3>
<p>Lo studio ha coinvolto oltre 20.000 ragazze della Costa Rica tra i 12 e i 16 anni d’età. Le partecipanti sono state suddivise in gruppi che hanno ricevuto una o due dosi di vaccino, che poteva essere bivalente cioè contro solo due ceppi virali, oppure nonavalente, cioè contro nove diversi ceppi virali dell’HPV. I ricercatori hanno valutato nel corso dei cinque anni successivi la frequenza di infezioni da HPV. I risultati mostrano che con entrambi i vaccini una sola dose ha efficacia protettiva pari a quella delle due dosi nella prevenzione delle infezioni persistenti da HPV 16 e 18. Efficacia che è stata molto elevata, con valori pari o superiori al 97%.<br />
Non sono emersi problemi di sicurezza durante il periodo di osservazione.</p>
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		<title>COVID-19: il rischio di miocardite è maggiore dopo la malattia che dopo il vaccino</title>
		<link>https://infarmaco.it/covid-19-il-rischio-di-miocardite-e-maggiore-dopo-la-malattia-che-dopo-il-vaccino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[mRNA]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vaccinazione contro COVID-19 si conferma sicura nei bambini e nei giovani con un bilancio tra benefici e rischi favorevole</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/covid-19-il-rischio-di-miocardite-e-maggiore-dopo-la-malattia-che-dopo-il-vaccino/">COVID-19: il rischio di miocardite è maggiore dopo la malattia che dopo il vaccino</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vaccinazione anti COVID-19 nei bambini e giovani può associarsi a un aumento del rischio di miocardite e pericardite. Si tratta di un rischio molto basso e comunque significativamente inferiore rispetto a quello che i bambini avrebbero se venissero infettati dal SARS-CoV-2.</p>
<h3>L’infezione nei bambini</h3>
<p>La frequenza con cui i bambini e gli adolescenti contraggono l’infezione da SARS-CoV-2 e si ammalano di COVID-19 è simile a quella osservata negli adulti, anche se nei più giovani il decorso è spesso asintomatico o caratterizzato da sintomi lievi. Ciò non significa però che l’infezione sia sempre priva di conseguenze: in alcuni casi infatti può evolversi in forme più gravi e causare complicanze importanti, come la sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica o problemi cardiovascolari.</p>
<h3>Vaccino anti COVID-19 ed effetti avversi</h3>
<p>I vaccini a mRNA usati per prevenire COVID-19 sono considerati sicuri ma, come tutti i farmaci, possono causare effetti avversi. Con l’avvio della campagna vaccinale a dicembre 2020 si è osservata una notevole riduzione dei casi di malattia grave anche nei bambini, ma allo stesso tempo sono comparsi casi rari di miocardite o pericardite, prevalentemente nei maschi.<br />
La comparsa di effetti avversi non è un fatto sorprendente: quando un vaccino viene somministrato a milioni di persone, anche eventi molto rari possono emergere. Come spiegato anche nel nostro <a href="https://www.formars.it/corso/cittadino/vaccinare-bimbi-bimbe-una-scelta-consapevole">viaggio di in-formazione sui vaccini</a>, il punto non è stabilire se un vaccino possa avere effetti indesiderati, ma capire quanto questi siano frequenti, quanto siano gravi e soprattutto come si confrontino con i rischi legati alla malattia. È proprio questo bilancio tra rischi e benefici che permette di valutare l’utilità della vaccinazione. Per chiarire questo aspetto un gruppo di ricercatori inglesi ha confrontato gli effetti dell’infezione da SARS-CoV-2 con quelli della vaccinazione nella popolazione pediatrica.</p>
<h3>I risultati dello studio d’oltremanica</h3>
<p>Lo studio ha analizzato i dati di oltre 13 milioni di bambini e ragazzi sotto i 18 anni d’età in Gran Bretagna. I risultati mostrano che qualora ci si infetti il rischio di eventi vascolari e infiammatori nel bambino (tra cui i casi di miocardite e pericardite) aumenta significativamente, soprattutto nella prima settimana di COVID-19. Al confronto, nei bambini vaccinati c’è pure un possibile rischio di miocardite o pericardite nelle prime quattro settimane dopo la prima dose di vaccino, ma è meno della metà di quello che si ha se si prende la malattia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/covid-19-il-rischio-di-miocardite-e-maggiore-dopo-la-malattia-che-dopo-il-vaccino/">COVID-19: il rischio di miocardite è maggiore dopo la malattia che dopo il vaccino</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un corso per tutti per prendere decisioni consapevoli sui vaccini</title>
		<link>https://infarmaco.it/un-corso-per-tutti-per-prendere-decisioni-consapevoli-sui-vaccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4668</guid>

					<description><![CDATA[<p>È dedicato al tema delle vaccinazioni in età pediatrica il primo corso di formazione del progetto COSIsiFA rivolto ai cittadini</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/un-corso-per-tutti-per-prendere-decisioni-consapevoli-sui-vaccini/">Un corso per tutti per prendere decisioni consapevoli sui vaccini</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo oggi il primo corso di formazione del progetto COSIsiFA pensato e realizzato per i cittadini. Il tema? “<a href="https://www.formars.it/corso/cittadino/vaccinare-bimbi-bimbe-una-scelta-consapevole">Vaccinare bimbe e bimbi: una scelta consapevole</a>”.<br />
Nonostante i vaccini abbiano contribuito a salvare milioni di bambini nel mondo, ancora oggi circolano informazioni errate o fuorvianti che possono creare dubbi e minare la fiducia in questo strumento fondamentale per la salute.<br />
Questo corso nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sulle vaccinazioni in età pediatrica, offrendo informazioni affidabili e comprensibili per supportare scelte consapevoli.</p>
<h3>I tanti temi di questo corso</h3>
<p>Il corso spiega come funzionano le vaccinazioni e perché sono importanti non solo per i figli o i nipoti, ma anche per l’intera comunità. Viene approfondita l’importanza dei richiami vaccinali, illustrati i diversi tipi di vaccini e spiegato perché è fondamentale seguire il calendario vaccinale nazionale.<br />
Si parla anche dei controlli di sicurezza cui sono sottoposti i vaccini prima della somministrazione e in quali casi ci sono controindicazioni temporanee o permanenti alla vaccinazione.<br />
Ampio spazio è dedicato anche alle domande più frequenti, solo per citarne alcune:</p>
<ul>
<li>Perché vaccinare i bambini così piccoli?</li>
<li>Esiste un legame tra vaccini, autismo o morte in culla?</li>
<li>Qual è il ruolo di Big Pharma?</li>
<li>E cosa c’è di vero nelle teorie sui microchip?</li>
</ul>
<p>Non mancano poi indicazioni su dove reperire informazioni affidabili e uno sguardo ai progressi della ricerca sui vaccini.</p>
<h3>Un corso per tutti</h3>
<p>Il corso sulle vaccinazioni in età pediatrica è pensato per tutti, in particolare per genitori, nonni e comunque per chiunque voglia informarsi meglio sul tema delle vaccinazioni raccomandate per bimbi e bimbe. Seguirlo è semplice: è disponibile online sulla piattaforma <a href="http://www.formars.it">Formars</a> (<a href="http://www.formars.it">www.formars.it</a>). Basterà iscriversi alla piattaforma cliccando su “Registrati” e compilando l’apposita scheda con pochi dati per avere accesso immediato al corso. Si potranno così scoprire anche i giochi enigmistici che sono stati pensati per divertirsi imparando o per imparare divertendosi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vaccini e autismo: una “bufala” sul sito dei CDC di Atlanta</title>
		<link>https://infarmaco.it/vaccini-e-autismo-una-bufala-sul-sito-dei-cdcdi-atlanta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 07:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’affermazione pubblicata dai CDC statunitensi che i vaccini possano causare l’autismo è smentita categoricamente da tutte le prove scientifiche ed è quindi priva di fondamento</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/vaccini-e-autismo-una-bufala-sul-sito-dei-cdcdi-atlanta/">Vaccini e autismo: una “bufala” sul sito dei CDC di Atlanta</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il principale ente statunitense per la prevenzione delle malattie, hanno recentemente modificato una pagina istituzionale del proprio sito <a href="https://www.cdc.gov/vaccine-safety/about/autism.html">web</a>, intervenendo sulla sezione in cui in precedenza si affermava che “non esiste alcun legame tra vaccini e autismo”.<br />
La nuova versione della pagina ora recita: “L’affermazione ‘i vaccini non causano l’autismo’ non è basata sulle prove”. E prosegue: “Gli studi scientifici non hanno escluso la possibilità che i vaccini somministrati nella prima infanzia contribuiscano allo sviluppo dell’autismo”.<br />
Il CDC aggiunge inoltre che, storicamente, l’Agenzia e altri Organismi sanitari federali hanno comunicato al pubblico che i vaccini non causano l’autismo al solo scopo di “prevenire l’esitazione vaccinale”.</p>
<h3>La reazione della comunità scientifica</h3>
<p>Queste modifiche hanno suscitato una reazione immediata da parte della comunità scientifica che ha criticato le nuove affermazioni in quanto non supportate da prove scientifiche.<br />
Le contestazioni sono state pubblicate dal <em>British Medical Journal</em>:</p>
<ul>
<li>Susan Kressly, presidente dell’American Academy of Pediatrics, ha ricordato che dal 1998 più di 40 studi indipendenti condotti in sette Paesi, su oltre 5,6 milioni di persone, hanno portato a una conclusione chiara e univoca: non esiste alcun legame tra vaccini e autismo.</li>
<li>L’Autism Science Foundation ha dichiarato: “La scienza è chiara: i vaccini non causano l’autismo. Nessun fattore ambientale è stato studiato meglio dei vaccini come potenziale causa di autismo”.</li>
<li>Diversi ricercatori hanno inoltre sottolineato l’inconsistenza logica dell’argomento secondo cui la mancanza di prove “assolute” permetterebbe di ipotizzare ancora un ruolo dei vaccini. Non è infatti possibile dimostrare che qualcosa non accada mai: come osservano numerosi esperti, “provare un negativo universale è logicamente impossibile”. Di conseguenza, il fatto che la scienza non possa dimostrare in modo assoluto che “i vaccini non causano mai l’autismo” non costituisce una prova a favore di un possibile legame. Le migliori prove disponibili, derivanti da più revisioni e grandi studi epidemiologici, escludono un’associazione tra vaccinazioni, loro componenti (come il tiomersale) e l’autismo.</li>
</ul>
<p>La comunità scientifica chiede ai CDC di smettere di sprecare risorse pubbliche per amplificare affermazioni false che alimentano dubbi su uno dei migliori strumenti disponibili per mantenere i bambini sani e in salute.</p>
<h3>La posizione dell’Associazione Europea di Sanità Pubblica</h3>
<p>L’Associazione Europea di Sanità Pubblica (EUPHA) ha pubblicato sul proprio sito <a href="https://eupha.org/articles/eupha-condemns-misinformation-on-autism-vaccines-and-paracetamol/">web</a> una nota ufficiale in cui condanna con fermezza le affermazioni diffuse dai CDC e ribadisce la posizione al riguardo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (<a href="https://www.who.int/news/item/24-09-2025-who-statement-on-autism-related-issues">clicca qui</a>):</p>
<ul>
<li>i vaccini non causano l’autismo. Questa conclusione è supportata da decenni di ricerche rigorose e di alta qualità condotte in diversi Paesi. I primi studi che suggerivano un possibile legame sono stati ampiamente smentiti.</li>
</ul>
<p>EUPHA invita i decisori politici, i mezzi di comunicazione e il pubblico a fare affidamento su fonti scientifiche credibili e a respingere la disinformazione che minaccia la salute pubblica.</p>
<p>A oggi l’European Medicine Agency (EMA), l’European Centers for Disease and Control (ECDC) el’European Vaccination Information portal non hanno riportato né commentato la notizia.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’adesione ai programmi vaccinali pediatrici riduce l’uso di antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/ladesione-ai-programmi-vaccinali-pediatrici-riduce-luso-di-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 22:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando i bambini sono vaccinati si riduce l’uso degli antibiotici e si contribuisce a contrastare la diffusione dell’antimicrobico resistenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/ladesione-ai-programmi-vaccinali-pediatrici-riduce-luso-di-antibiotici/">L’adesione ai programmi vaccinali pediatrici riduce l’uso di antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge da uno studio condotto negli Stati Uniti, una buona copertura vaccinale può contribuire a ridurre l’uso degli antibiotici e, di conseguenza, a contrastare l’antimicrobico resistenza.<br />
Lo studio ha preso in esame i dati di 6 milioni e 700 mila bambini sotto i 5 anni d’età, analizzando l’adesione alle vaccinazioni contro pneumococco, Haemophilus influenzae di tipo b, difterite-tetano-pertosse e influenza e l’uso di antibiotici, inclusi i casi di infezioni respiratorie trattate con antibiotici nel periodo tra il 2000 e il 2019.<br />
La percentuale di bambini che ha ricevuto tutti i vaccini è aumentata a partire dal 2004, primo anno in cui sono stati raccomandati tutti e quattro, passando dal 32,5% al 66,7% nel 2019. Nel periodo considerato, le prescrizioni complessive di antibiotici si sono ridotte da 1,89 a 1,01 per anno-persona, con i cali più significativi per i macrolidi (-73,3%) e per gli antibiotici ad ampio spettro (-57,0%). Anche le infezioni respiratorie trattate con antibiotici sono scese da 2,43 a 1,61 episodi per anno-persona, con le riduzioni più marcate per la sinusite (-64,7%) e la faringite (-39,8%).</p>
<h3>La vaccinazione come strumento di sanità pubblica</h3>
<p>Sebbene lo studio non consenta di stabilire un nesso causale diretto tra la vaccinazione e la riduzione delle prescrizioni di antibiotici, i dati mostrano un’associazione tra una maggiore adesione ai programmi vaccinali e un minore ricorso a questi farmaci. Nei bambini più piccoli, infatti, le infezioni virali possono predisporre a sovrainfezioni batteriche o indurre prescrizioni “precauzionali” di antibiotici, contribuendo così al rischio di sviluppo di antimicrobico resistenza.<br />
I risultati dello studio sono in linea con quanto emerso da altre ricerche, per approfondire puoi leggere anche la News “<a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici/.">I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</a>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/ladesione-ai-programmi-vaccinali-pediatrici-riduce-luso-di-antibiotici/">L’adesione ai programmi vaccinali pediatrici riduce l’uso di antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccinare i bambini aiuta anche a ridurre l’uso di antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/vaccinare-i-bambini-aiuta-anche-a-ridurre-luso-di-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 22:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://infarmaco.it/?p=4179</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando i bambini sono vaccinati si riduce l’uso degli antibiotici e si contribuisce a contrastare la diffusione dell’antimicrobico resistenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/vaccinare-i-bambini-aiuta-anche-a-ridurre-luso-di-antibiotici/">Vaccinare i bambini aiuta anche a ridurre l’uso di antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona copertura vaccinale non protegge solo i bambini da malattie potenzialmente pericolose, ma contribuisce anche a ridurre l’uso degli antibiotici e quindi a contrastare il fenomeno della resistenza agli antibiotici.</p>
<h3>I dati su vaccinazioni e uso di antibiotici</h3>
<p>Uno studio condotto negli Stati Uniti su quasi sette milioni di bambini sotto i cinque anni d’età ha analizzato l’andamento delle vaccinazioni e dell’uso degli antibiotici tra il 2000 e il 2019. In questo arco di tempo, la percentuale di bambini vaccinati contro alcune malattie comuni dell’infanzia – come influenza, pertosse, difterite, polmonite e Haemophilus influenzae – è aumentata dal 32,5% al 66,8%.<br />
Parallelamente l’uso degli antibiotici si è significativamente ridotto. Il calo è stato particolarmente marcato per alcune classi di farmaci molto utilizzate, come i macrolidi, il cui impiego si è quasi dimezzato, e gli antibiotici ad ampio spettro. Anche le infezioni respiratorie trattate con antibiotici nel bambino, come sinusiti e faringiti, sono diminuite sensibilmente.</p>
<h3>Macrolidi e antibiotici ad ampio spettro</h3>
<p>I macrolidi e gli antibiotici ad ampio spettro sono tra i farmaci più usati, ma anche tra quelli che più facilmente favoriscono la comparsa di batteri resistenti. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di utilizzarli solo quando strettamente necessari. I risultati dello studio d’oltreoceano suggeriscono che la vaccinazione contribuisca concretamente a contrastare l’antibiotico resistenza, un problema che riguarda la salute di tutti.<br />
I risultati della ricerca sono coerenti con quanto rilevato anche da altri studi indipendenti: per approfondire puoi leggere anche la News “<a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici/.">I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</a>”</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/vaccinare-i-bambini-aiuta-anche-a-ridurre-luso-di-antibiotici/">Vaccinare i bambini aiuta anche a ridurre l’uso di antibiotici</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vaccini si confermano farmaci sicuri</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 22:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giugno 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[farmacovigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[reazioni avverse]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati del Rapporto Vaccini 2023 fotografano la situazione italiana, con eventi avversi rari e per lo più lievi, non sempre riferibili alla vaccinazione stessa</p>
<p>L'articolo <a href="https://infarmaco.it/i-vaccini-si-confermano-farmaci-sicuri/">I vaccini si confermano farmaci sicuri</a> proviene da <a href="https://infarmaco.it">InFarmaco</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di vaccini, le reazioni sono le più varie: dai convinti sostenitori, agli scettici, fino agli oppositori. Ma al di là delle opinioni personali, sono la scienza e i dati a parlare. A dirci qualcosa sulla loro sicurezza è il <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/0/Rapporto_vaccini_2023.pdf">Rapporto Vaccini</a> pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che raccoglie tutte le informazioni sulle sospette reazioni avverse successive alla vaccinazione registrate in Italia nel corso del 2023. Ma perché sospette? Cerchiamo di vederci chiaro.</p>
<h3>È possibile avere un evento avverso dopo un vaccino?</h3>
<p>Sì, i vaccini, come tutti i farmaci, possono accompagnarsi a eventi avversi, più o meno gravi. Tuttavia, il fatto che un evento si verifichi dopo la vaccinazione non significa automaticamente che questa ne sia la causa.<br />
Stabilire un legame diretto, quello che in termini tecnici si chiama nesso di causalità, è un processo complesso che richiede l’analisi del singolo caso, la consultazione della letteratura scientifica e dati su larga scala. Per questo si parla di sospette reazioni avverse: l’associazione temporale non basta a dire che ci sia una relazione causa-effetto.</p>
<h3>I numeri del 2023 in Italia</h3>
<p>Nel 2023, sono state raccolte complessivamente 4.349 segnalazioni di sospetti eventi avversi successivi alla vaccinazione, di cui 1.224 (il 28,3% del totale) relative ai vaccini anti COVID-19, seguono quelle relative ai vaccini anti meningococco (18,6%), ai vaccini anti herpes zoster (11,6%), ai vaccini trivalenti (9,0%) e ai vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (8,5%).<br />
Rispetto all’anno precedente, si è registrato un forte calo: −86% per tutte le segnalazioni e −94% per quelle relative a COVID-19. Un dato spiegabile con la drastica riduzione delle dosi di vaccino anti COVID-19 somministrate, ma anche con la fine della farmacovigilanza attiva per monitorare la situazione e la minore attenzione mediatica.<br />
La buona notizia è che nel 73,6% dei casi gli eventi sono stati classificati come non gravi. Nei casi rimanenti (26,4%) si è trattato di eventi gravi, ma anche qui bisogna essere cauti: non significa infatti automaticamente che il vaccino ne sia la causa. In termini di esito, nel 49% dei casi i sintomi si sono risolti o sono migliorati, nel 31,4% erano ancora presenti al momento della segnalazione (che di solito avviene poco dopo l’inizio dei sintomi), nel 7,8% dei casi hanno lasciato qualche postumo e nel 2,6% dei casi è stato riportato un decesso (anche in questo caso da dimostrare che fosse legato in qualche modo al vaccino somministrato).</p>
<h3>Che cosa fare in caso di un evento avverso</h3>
<p>Se dopo la vaccinazione si manifesta un sintomo (i più comuni sono un’irritazione a livello locale e la comparsa di febbre), il primo passo è parlarne con il medico.<br />
E poi? Tutti, cittadini e operatori sanitari, possono segnalare l’evento sul portale dell’AIFA attraverso l’apposito <a href="https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse">servizio online</a>. Se per i cittadini la segnalazione è un invito, per i professionisti sanitari è un obbligo. In ogni caso, le segnalazioni contribuiscono a migliorare la conoscenza e la sicurezza dei vaccini per tutta la comunità e quindi tutti sono chiamati in causa.</p>
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		<title>I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 23:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’adeguata diffusione dei vaccini riduce le malattie batteriche, eventuali complicanze e la necessità di ricorrere agli antibiotici, limitando così il rischio di resistenza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla diffusione dei vaccini si potrà ridurre il rischio che i batteri sviluppino una resistenza agli antibiotici di comune impiego. Questo fenomeno, che si chiama antimicrobico resistenza, è molto preoccupante, si stima che ogni anno nel mondo muoiano quasi 5 milioni di persone a causa di un’infezione batterica che non risponde alle terapie antibiotiche perché i germi sono diventati resistenti. Si stanno quindi studiando strategie per ridurre il rischio di antimicrobico resistenza: oltre a un uso appropriato degli antibiotici, da prendere solo quando necessario e solo su indicazione del medico, e una maggiore consapevolezza del loro impiego sia da parte dei medici sia dei cittadini, altri strumenti potrebbero aiutare a contenere questa vera e propria epidemia di batteri resistenti. Tra questi ci sono i vaccini.<br />
Uno studio internazionale suggerisce infatti che un’adeguata diffusione dei vaccini porterebbe a una riduzione delle malattie batteriche e della conseguente necessità di uso di antibiotici. Ciò non vale solo per i vaccini contro malattie batteriche (per esempio quello contro il pneumococco, raccomandato nell’anziano), ma anche alcuni diretti contro malattie virali, come l’influenza per esempio, che possono complicarsi in un secondo momento con infezioni batteriche anche gravi come la polmonite.</p>
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		<title>I vaccini riducono i rischi di resistenza agli antibiotici</title>
		<link>https://infarmaco.it/i-vaccini-riducono-i-rischi-di-resistenza-agli-antibiotici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Emendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 23:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’adeguata diffusione dei vaccini riduce le malattie batteriche, eventuali complicanze e la necessità di ricorrere agli antibiotici, limitando così il rischio di resistenza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli interventi di sanità pubblica messi in atto per contrastare l’ondata emergente dell&#8217;antimicrobico resistenza possono esserci anche le vaccinazioni.<br />
Secondo stime condotte nel 2019 nell’ambito del Global Burden of Disease Study, ogni anno si registrano 5,94 milioni di morti nel mondo dovute a malattie infettive causate da germi resistenti agli antibiotici. Dato questo in continua crescita tanto da preoccupare l’OMS e da consigliare di porre in atto rapidamente strategie adeguate per ridurre il rischio.<br />
Una revisione sistematica a ombrello, che ha cioè riunito i dati di altre revisioni sistematiche sull’argomento, concentrandosi su 16 patogeni, tra cui micobatterio tubercolare, <em>Escherichia coli</em>, <em>Klebsiella pneumoniae</em>, streptococco di gruppo B, <em>Neisseria gonorrhoeae</em>, <em>Salmonella paratyphi</em>, <em>Shigella</em>, ha valutato se la diffusione dei vaccini possa contribuire a ridurre il rischio di antimicrobico resistenza. L’azione dei vaccini in tal senso sarebbe duplice: da una parte tramite la riduzione delle malattie infettive dovute a batteri contro cui agiscono (per esempio il vaccino antitubercolare o quello anti pneumococco) dall’altro anche vaccini contro i virus possono dare il loro apporto, si pensi per esempio al vaccino stagionale antinfluenzale che oltre a ridurre i casi di influenza ne mitiga la gravità, riducendo per esempio il rischio di una polmonite da sovrapposizione batterica cui seguirebbe un trattamento antibiotico.<br />
L’analisi mostra che in effetti i vaccini hanno questa potenzialità e che quindi dovrebbero essere sempre inclusi nelle strategie preventive per contrastare il diffondersi dell’antimicrobico resistenza.</p>
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