La somministrazione di una sola dose di vaccino contro il papilloma virus umano potrebbe offrire una protezione sovrapponibile a quella garantita dalle due dosi attualmente raccomandate.
Il papilloma virus umano
Il papillomavirus umano (HPV) è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo ed è responsabile della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero e di altri tumori nel maschio.
I tipi HPV 16 e 18, in particolare, causano oltre il 77% dei casi di tumore della cervice uterina.
Da quasi vent’anni sono disponibili vaccini molto efficaci, ma la copertura vaccinale globale resta ancora insufficiente, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, dove si concentra anche la maggior parte dei decessi per tumore cervicale. Una semplificazione del calendario vaccinale potrebbe aumentare la copertura mondiale e facilitare l’accesso alla prevenzione soprattutto nei Paesi dove il tumore della cervice provoca ancora la maggior parte dei decessi.
È stato quindi condotto uno studio per verificare se una singola dose di vaccino anti HPV possa garantire una protezione analoga a quella delle due dosi, semplificando così le campagne vaccinali e facilitando l’accesso alla prevenzione.
Lo studio americano
Lo studio ha coinvolto oltre 20.000 ragazze della Costa Rica tra i 12 e i 16 anni d’età. Le partecipanti sono state suddivise in gruppi che hanno ricevuto una o due dosi di vaccino, che poteva essere bivalente cioè contro solo due ceppi virali, oppure nonavalente, cioè contro nove diversi ceppi virali dell’HPV. I ricercatori hanno valutato nel corso dei cinque anni successivi la frequenza di infezioni da HPV. I risultati mostrano che con entrambi i vaccini una sola dose ha efficacia protettiva pari a quella delle due dosi nella prevenzione delle infezioni persistenti da HPV 16 e 18. Efficacia che è stata molto elevata, con valori pari o superiori al 97%.
Non sono emersi problemi di sicurezza durante il periodo di osservazione.



