Tumore della prostata: terapie efficaci sì, ma attenzione all’osso

26 Mar 2026

FOCUS: Oncologia

Per il trattamento del tumore della prostata si usano terapie ormonali che contrastano l’azione degli ormoni maschili (gli androgeni), i quali aiutano il tumore a crescere. Queste cure (si parla di deprivazione androgenica) vengono sempre più spesso potenziate aggiungendo altri farmaci (chiamati ARPI), che rendono il blocco ormonale ancora più efficace, interagendo con un recettore specifico della via degli androgeni. Questo approccio permette di allungare la sopravvivenza ma aumenta il rischio di osteoporosi e di fratture. Per ridurre questo rischio la terapia dovrebbe prevedere un trattamento di protezione per le ossa.

Cancro della prostata e salute dell’osso

Le terapie che bloccano gli ormoni maschili possono rendere le ossa più fragili nel tempo favorendo la perdita di densità delle ossa e aumentando il rischio di osteoporosi e di frattura. Questo effetto non va sottovalutato in quanto si può compromettere l’autonomia e la mobilità soprattutto perché spesso si tratta di pazienti anziani. Per capire meglio l’impatto delle terapie potenziate un gruppo di ricercatori italiani ha condotto una revisione sistematica della letteratura scientifica per valutare se il rischio di frattura aumenta con le terapie potenziate e se vengono adottate strategie per salvaguardare la salute dell’osso.

I dati dalla letteratura scientifica

Sono stati analizzati 17 studi per un totale di oltre 16.000 uomini con tumore della prostata trattati con la terapie ormonale usuale o con quella potenziata con gli ARPI. I risultati mostrano che chi riceve la terapia combinata ha un rischio circa doppio di fratture rispetto a chi riceve la terapia singola, indipendente dal farmaco ARPI (ce ne sono diversi) che viene utilizzato.

In pratica

Per prevenire il rischio di frattura è molto importante proteggere l’osso sia con terapie specifiche sotto controllo medico sia con interventi semplici come l’attività fisica quotidiana adattata all’età e alle condizioni cliniche. L’esercizio fisico regolare infatti consente anche di aumentare la massa muscolare preservare la funzionalità e ridurre la stanchezza. Nei pazienti con tumore della prostata in cui si voglia raccomandare la terapia potenziata occorre avere ancora più cautela rispetto al rischio di fratture, suggerendo una terapia mirata a garantire un miglioramento della densità ossea.

Bibliografia

Saporita I, Calabrese M, et al. Risk of bone fractures in patients with prostate cancer treated with maximal androgen blockade therapy: a systematic literature review and meta-analysis. Prostate Cancer Prostatic Dis 2026; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41582208/ Conflitti di interesse:
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