L’Agenzia Italiana del Farmaco richiama l’attenzione sull’uso corretto del paracetamolo, il principio attivo usato comunemente come antipiretico e come antidolorifico. L’analisi di dati provenienti dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza e dal Centro Antiveleni di Pavia hanno riportato infatti un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti.
Le prove di efficacia e sicurezza del paracetamolo
Se assunto alle dosi raccomandate il paracetamolo è un farmaco sicuro ed efficace. Può essere somministrato anche nel bambino (leggi la news Paracetamolo e ibuprofene per la febbre e il dolore nel bambino) e in gravidanza (leggi la news Ulteriori conferme sulla sicurezza del paracetamolo in gravidanza).
Tuttavia, dosi superiori a quelle raccomandate possono causare effetti negativi anche molto gravi, soprattutto a carico del fegato, fino a danni irreversibili nei casi più gravi. Per limitare i casi di sovradosaggio in Italia il paracetamolo alla dose di 1 grammo è dispensabile solo con ricetta medica.
Il comportamento degli adolescenti
Secondo l’AIFA il fenomeno potrebbe essere legato alla percezione errata che il paracetamolo sia un principio attivo privo di rischi, oltre che a gesti impulsivi o dimostrativi tipici degli adolescenti. La preoccupazione nasce dal fatto che in rete su alcuni social media sarebbero nate sfide tra giovani, chiamate paracetamol challenge (leggi l’articolo pubblicato su La Repubblica nel 2025), nelle quali l’obiettivo è assumere dosi sempre più alte di paracetamolo, il quale peraltro non ha alcuna attività psichedelica o simile. A differenza di quanto registrato all’estero, al momento in Italia non si ha prova di un collegamento diretto con i casi segnalati di sovradosaggio intenzionale nei giovani e questo tipo di sfide sui social, che possono mettere a rischio la vita a causa della epatotossicità del farmaco ad alto dosaggio.



