L’uso della terapia ormonale per i sintomi vasomotori della menopausa (vampate di calore e sudorazioni notturne) resta un tema controverso da quando lo studio Women’s Health Initiative (WHI), un ampio studio sulla salute delle donne statunitensi in postmenopausa, aveva sollevato, oltre vent’anni fa, dubbi sul possibile aumento del rischio cardiovascolare.
Una nuova analisi secondaria dello stesso studio ha cercato di chiarire se questo rischio dipenda dall’età della donna al momento dell’inizio del trattamento. Lo studio ha coinvolto oltre 27.000 donne in postmenopausa, trattate con estrogeni da soli o in combinazione con un progestinico, seguite in media per 6-7 anni.
Sicura sotto i 60 anni, da evitare dopo i 70
I risultati mostrano un rischio cardiovascolare diverso a seconda delle fasce d’età:
- nelle donne tra i 50 e i 59 anni, la terapia ormonale ha ridotto efficacemente i sintomi vasomotori senza aumentare il rischio di malattie cardiovascolari
- nelle donne tra i 60 e i 69 anni, il rischio era leggermente più elevato, ma senza una certezza in questo senso
- nelle donne di 70 anni o più, invece, il rischio cardiovascolare era significativamente aumentato, fino a triplicarsi nel caso di utilizzo delle combinazioni estro-progestiniche.



