Le terapie per abbassare la glicemia negli anziani con diabete di tipo 2 non sembrano influenzare il rischio di caduta.
Mantenere la glicemia sotto stretto controllo è importante in questi pazienti per prevenire le complicanze della malattia. Da tempo, però, esiste il timore che alcuni farmaci tradizionalmente utilizzati per abbassare la glicemia, in particolare le sulfoniluree e l’insulina, possano aumentare il rischio di cadute e fratture. La preoccupazione nasce dal fatto che questi trattamenti possono causare episodi di ipoglicemia, cioè un abbassamento eccessivo dei livelli di glucosio nel sangue che può manifestarsi con capogiri, debolezza, confusione e perdita di equilibrio, aumentando di conseguenza il rischio di cadute.
Per capire quanto questo rischio sia reale, un gruppo di ricercatori britannici ha analizzato i dati di oltre 21.000 persone con più di 70 anni d’età, affette da diabete di tipo 2, seguite in media per 5 anni, attraverso i registri del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito.
I risultati dello studio
I ricercatori hanno confrontato pazienti che mantenevano valori di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori al 7%, un indicatore del controllo glicemico medio negli ultimi tre mesi, mentre assumevano sulfoniluree o insulina, con altri pazienti che avevano valori di emoglobina glicata più elevati. Dai risultati dello studio è emerso che il rischio di ricovero a seguito di una caduta e il rischio di una frattura era sostanzialmente identico nei due gruppi di pazienti. Anche considerando il rischio sul lungo periodo, nell’arco di dieci anni, le differenze erano minime e non clinicamente rilevanti, sia per chi assumeva sulfoniluree sia per chi assumeva insulina.
Va però sottolineato che lo studio ha preso in considerazione solo le cadute e le fratture che hanno richiesto un ricovero ospedaliero, non quelle gestite in Pronto soccorso o ambulatorialmente, che potrebbero raccontare una storia diversa.



