Si può interrompere la terapia con betabloccanti dopo un infarto?

31 Lug 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Interrompere la terapia con i betabloccanti dopo un anno dall’infarto miocardico è possibile, senza che aumentino i rischi di un nuovo infarto, di ricovero in ospedale per scompenso cardiaco o di morte. Ciò vale però solo per le persone clinicamente stabili, che hanno una funzione cardiaca ancora abbastanza conservata .

I betabloccanti dopo l’infarto

Per anni, dopo un infarto miocardico, i betabloccanti sono stati prescritti a tempo indeterminato. Questi farmaci infatti riducono la frequenza cardiaca e il lavoro del cuore, contribuendo anche ad abbassare la pressione arteriosa. I benefici della terapia sono evidenti ma ci si è posti l’interrogativo se ciò valga per tutti i pazienti o se nei casi in cui non c’è uno scompenso cardiaco si possa a un certo punto interrompere la terapia senza correre rischi. Alcuni studi osservazionali hanno infatti messo in dubbio i benefici del trattamento prolungato, richiamando l’attenzione sui suoi possibili effetti indesiderati associati alla terapia.
Un gruppo di ricercatori coreani ha quindi valutato se, nei pazienti che assumono un beta bloccante da almeno un anno dopo l’infarto, l’interruzione della terapia sia una strada percorribile.

Lo studio coreano

Sono state coinvolte oltre 2.500 persone con una storia di infarto miocardico in terapia con un beta bloccante da almeno un anno dopo l’evento acuto. Tutte erano clinicamente stabili, non avevano segni di scompenso cardiaco e avevano una funzione cardiaca conservata, con una frazione di eiezione del ventricolo cardiaco sinistro almeno del 40% rispetto al normale.
I partecipanti sono stati assegnati casualmente a interrompere o a continuare la terapia con i betabloccanti e sono stati seguiti per alcuni anni valutando tre diversi esiti: il rischio di nuovo infarto, il rischio di ricovero in ospedale a causa di uno scompenso cardiaco e il rischio di morte.
A distanza di quattro anni dall’inizio dello studio l’interruzione della terapia non aumentava il rischio di un esito negativo, non c’erano infatti differenze significative nella prognosi tra chi aveva interrotto il farmaco dopo un anno e chi aveva continuato a prenderlo.

In pratica

Nelle persone clinicamente stabili, la terapia con betabloccanti può essere sospesa dopo un anno dall’infarto senza che ciò metta a rischio la salute.
L’eventuale sospensione va comunque valutata e decisa individualmente dal medico e attuata gradualmente, poiché l’interruzione improvvisa dei betabloccanti può provocare un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa o una riacutizzazione dell’angina.

Bibliografia

Choi K, Kang D, et al. Discontinuation of beta-blocker therapy after myocardial infarction. N Engl J Med 2026; https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2601005?utm_source=chatgpt.com Conflitti di interesse:
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