I difficili rapporti tra antipsicotici e glicemia

5 Ago 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

La terapia con antipsicotici nelle malattie mentali gravi altera il normale metabolismo del glucosio, mettendo a rischio di diabete e di eventi cardiovascolari.

Il ricorso agli antipsicotici

I farmaci antipsicotici sono una risorsa fondamentale per la gestione di alcune importanti malattie psichiatriche come la schizofrenia, il disturbo bipolare o alcune forme gravi di depressione. Sono divisi sostanzialmente in due classi in base al loro meccanismo d’azione: i più vecchi (antipsicotici di prima generazione come l’aloperidolo o la clorpromazina) bloccano i recettori della dopamina, i più recenti (antipsicotici di seconda generazione come olanzapina, quetiapina e risperidone) bloccano sia la dopamina sia la serotonina.
Sono farmaci che si associano a numerosi effetti avversi anche gravi, per cui vanno usati quando necessari, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischi-benefici e alle dosi raccomandate, tenendo presente che a volte i pazienti stanno già prendendo altri farmaci con cui possono interagire (leggi anche la news “Troppi antipsicotici insieme non aiutano il malato”).

Antipsicotici ed equilibrio glicemico

Tra gli effetti collaterali degli antipsicotici alcuni espongono a un aumento del rischio cardiovascolare: si associano infatti ad aumento di peso, a dislipidemia e ad alterazioni della glicemia, tanto da aumentare anche il rischio di diabete. Si tratta di eventi avversi non trascurabili perché sono la maggior causa di morte precoce nei pazienti con malattia mentale grave.
Una revisione sistematica della letteratura scientifica con metanalisi ha concentrato la propria attenzione proprio sugli effetti glicemici, per stabilire quanto siano dipendenti dall’aumento di peso e quanto siano variabili a seconda del farmaco utilizzato, del dosaggio, della durata d’uso e del motivo per cui sono stati prescritti.
Sono stati identificati 163 studi clinici per un totale di quasi 36.000 pazienti con malattie mentali gravi trattati con antipsicotici e confrontati con oltre 19.000 malati trattati con un placebo.
In effetti chi era in trattamento con antipsicotici aveva una glicemia significativamente più alta a digiuno, aveva più spesso un’iperglicemia e, a causa dei valori elevati della glicemia nel corso del tempo aveva livelli più alti di emoglobina glicosilata, il marcatore che fornisce un’idea dell’andamento dei livelli di zucchero nel sangue negli ultimi mesi.
Analizzando i dati si è visto che queste alterazioni nel metabolismo del glucosio erano indipendenti dal tipo di farmaco usato, dal dosaggio, dalla malattia del paziente e dall’aumento di peso.

In pratica

Quando si deve ricorrere a farmaci antipsicotici, indipendentemente dal tipo e dalla malattia mentale per cui vengono prescritti, occorre avere particolare attenzione riguardo al rischio di diabete e di eventi cardiovascolari. Il malato va sempre considerato nel suo insieme, valutando anche gli altri fattori di rischio e le altre eventuali terapie, in modo da ridurre e controllare lo svilupparsi di condizioni metaboliche e cardiovascolari che possono essere anche gravi.

Bibliografia

Smith E, Agarwal S, et al. Antipsychotic drugs and dysregulated glucose homeostasis. A systematic review and meta-analysis. JAMA Psychiatry 2025; https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/fullarticle/2837755 Conflitti di interesse:
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