Grandi progressi delle terapie nel tumore del polmone in fase avanzata

1 Set 2026

FOCUS: Oncologia

Nell’ultimo decennio, grazie alla disponibilità delle nuove terapie antitumorali, la sopravvivenza per i malati con tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata si è allungata significativamente.

Il tumore del polmone

Il tumore del polmone è la prima causa di morte da cancro nel mondo, essendo alla base del 19% delle morti da tumore. Si stima che in Italia ogni anno ci siano 44.000 nuovi casi di tumore del polmone, pari al 10% di tutti i tumori diagnosticati all’anno in Italia e al 18% delle morti da tumore, in linea con i dati mondiali.
Ci sono essenzialmente due forme di tumore del polmone:

  • il tumore del polmone non a piccole cellule, che si verifica nel 90% dei casi
  • il tumore del polmone a piccole cellule, decisamente meno frequente.

Il tumore non a piccole cellule purtroppo viene spesso scoperto quando la malattia è già “andata avanti”, tanto che il 30% dei pazienti ha una forma avanzata al momento della diagnosi e il 50% la presenza di metastasi. Per questo motivo storicamente la prognosi per questi pazienti non era buona. Si raccomandava una chemioterapia a base di platino, ma i risultati non erano soddisfacenti. Questo fino a una decina di anni fa quando si sono affacciate nuove terapie contro il cancro e in particolare le terapie a bersaglio molecolare (terapie mirate contro le sole cellule neoplastiche) e l’immunoterapia, che risveglia le difese immunitarie sopite dal tumore (leggi anche la news “L’immunoterapia allunga la vita nel tumore del polmone”).

I dati dello studio italiano

Per valutare se le nuove terapie abbiano realmente migliorato la prognosi e se siano applicate in Italia, è stato condotto all’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori (IRST) uno studio retrospettivo di coorte che ha analizzato i dati di 910 pazienti curati dal 2014 al 2021 per un tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata.
In totale il 41% dei pazienti è stato trattato con la chemioterapia a base di platino, il 22% con altri tipi di chemioterapia, il 21% con l’immunoterapia e il 16% con le terapie a bersaglio molecolare. Nell’arco di soli sette anni la percentuale di malati trattati con gli inibitori del check point immunitario (immunoterapia) sono passati da zero al 58%, mentre parallelamente la percentuale dei trattati con chemioterapia a base di platino è scesa dal 65% al 6%. Allo stesso tempo la sopravvivenza globale è passata da 6-7 mesi nel 2014 a 8-16 mesi nel 2021, grazie al ricorso alle nuove terapie.

In pratica

Nell’arco di neppure un decennio, grazie ai progressi della scienza, è cambiamento radicalmente l’approccio ai tumori non a piccole cellule del polmone in fase avanzata. Cruciali diventano gli esami diagnostici: se le cellule neoplastiche hanno alterazioni genomiche specifiche allora è indicata una terapia mirata a bersaglio molecolare, se invece non si hanno queste alterazioni si ricorre all’immunoterapia con inibitori del check point immunitario, evitando la chemioterapia.

Bibliografia

Delmonte A, Gentili N, et al. Real-world treatment patterns and survival in patients with advanced non-small cell lung cancer: an Italian retrospective cohort study. Cancers 2026; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12897191/ Conflitti di interesse:
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