FANS nel primo trimestre: nessun aumento delle malformazioni maggiori

14 Set 2026

FOCUS: Pediatria

Un ampio studio osservazionale offre dati rassicuranti sull’uso dei principali farmaci antinfiammatori non steroidei nel primo trimestre in gravidanza, quando più alto in generale è il rischio di malformazioni congenite.

Il dibattito sull’uso di paracetamolo in gravidanza

Febbre e dolore sono disturbi frequenti in gravidanza per i quali il farmaco di prima scelta è il paracetamolo. Negli ultimi anni il suo impiego è stato al centro di un acceso dibattito scientifico, in seguito a studi osservazionali che avevano suggerito un possibile legame tra l’esposizione prenatale al farmaco e alcuni disturbi del neurosviluppo, associazione del tutto smentita. Nel settembre 2025 il dibattito si è nuovamente acceso in seguito a dichiarazioni diffuse negli Stati Uniti. L’AIFA e le principali società scientifiche hanno ribadito che i dati disponibili non dimostrano una relazione causale e che il paracetamolo resta l’opzione appropriata per trattare dolore e febbre quando necessario in gravidanza (leggi anche L’AIFA conferma l’uso del paracetamolo in gravidanza e Ulteriori conferme sulla sicurezza del paracetamolo in gravidanza).
Queste dubbi, prima di essere fugati, hanno però contribuito a creare incertezza su come trattare febbre e dolore in gravidanza e a far considerare, come possibili alternative, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), quali ibuprofene, diclofenac e naprossene. Per chiarire la sicurezza di questi farmaci rispetto allo sviluppo fetale, un gruppo di ricercatori israeliani ha valutato il rischio di malformazioni congenite maggiori associato al loro uso nel primo trimestre di gravidanza.

I risultati dello studio

I ricercatori hanno analizzato oltre 260.000 gravidanze registrate tra il 1998 e il 2018. In oltre 20.000 gravidanze era stato prescritto un FANS nel primo trimestre, soprattutto ibuprofene, ma anche diclofenac e naprossene.
Dall’analisi dei dati l’uso di FANS nel primo trimestre non è risultato associato a un aumento delle malformazioni congenite maggiori. Il risultato è stato simile per i singoli farmaci più usati e per le diverse categorie di malformazioni considerate, comprese quelle cardiache, del sistema nervoso centrale, dell’apparato muscoloscheletrico, gastrointestinale e genitourinario. Non è emerso un aumento del rischio neppure lle donne che avevano assunto dosaggi più elevati di FANS.

In pratica

Il paracetamolo resta il farmaco di prima scelta per dolore e febbre in gravidanza, da assumere alla dose minima efficace e per il minor tempo necessario. Se il medico ritiene necessario prescrivere un antinfiammatorio non steroideo, l’ibuprofene è generalmente quello preferibile rispetto agli altri FANS, in particolare nelle prime settimane di gravidanza.
Dalla 20ª settimana i FANS non dovrebbero essere assunti senza una precisa indicazione medica per gli effetti sulla circolazione fetale (leggi anche Antinfiammatori in gravidanza solo se necessari).

Bibliografia

Hasidim AA, et al. First-trimester nonsteroidal anti-inflammatory drugs exposure and risk of major congenital malformations: a retrospective register-based cohort study. PLoS Med 2026; https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1005063 Conflitti di interesse:
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