Terapie per la fibrillazione atriale: valutare il possibile impatto sul fegato

15 Set 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

La fibrillazione atriale nell’anziano si associa spesso ad altre condizioni, come ipertensione, diabete, sovrappeso, obesità e malattie cardiovascolari. La presenza di queste comorbilità rende spesso necessaria l’assunzione di più farmaci (polifarmacoterapia) con il conseguente rischio di interazioni farmacologiche (leggi anche la news Attenzione alle interazioni tra farmaci quando c’è una fibrillazione atriale). Uno studio italiano richiama l’attenzione sul possibile impatto di questa politerapia sulla salute del fegato.

Fibrillazione atriale e salute del fegato

Nelle persone con fibrillazione atriale si riscontrano con una certa frequenza valori elevati delle transaminasi, enzimi il cui aumento, rilevabile con un esame del sangue, può segnalare un coinvolgimento del fegato. Le cause possono essere diverse: tra queste vi è la steatosi epatica, cioè l’accumulo di grasso nel fegato, condizione frequente nelle persone con fattori di rischio cardiometabolico e malattie cardiovascolari. C’è prò anche la possibilità che a danneggiare il fegato siano i tanti farmaci assunti. Per trattare la fibrillazione atriale e le condizioni che spesso l’accompagnano può essere infatti necessario assumere quotidianamentepiù farmaci. La polifarmacoterapia (cioè l’assunzione di cinque o più farmaci al giorno) espone al rischio di interazioni tra medicinali e, in alcuni casi, di danno epatico indotto dai farmaci.
Per approfondire il rapporto tra terapie farmacologichee alterazioni degli esami epatici, un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato i dati di oltre 8.000 persone con fibrillazione atriale in trattamento con almeno un anticoagulante per bocca.

Lo studio italiano

L’età mediana dei partecipanti era di 81 anni e ciascuno assumeva una mediana di cinque farmaci.
Il 41,6% dei partecipanti prendeva almeno un farmaco a rischio di epatotossicità ben documentato in letteratura scientifica. I farmaci con potenziale tossicità sul fegato più prescritti erano le statine, usate per il controllo del colesterolo, l’amiodarone, un antiaritmico, e l’allopurinolo, farmaco che si usa per l’iperuricemia come in caso di gotta.
L’amiodarone e il metimazolo (farmaco usato per trattare l’ipertiroidismo) erano quelli che si associavano più spesso a valori elevati di transaminasi ai controlli ematici.

In pratica

Nelle persone anziane con fibrillazione atriale, soprattutto se assumono molti farmaci, è utile rivedere periodicamente la terapia e prestare particolare attenzione a eventuali segni di tossicità epatica. In caso di aumento delle transaminasi epatiche agli esami del sangue, il medico valuterà tutte le possibili cause: le malattie del fegato, lo scompenso cardiaco, l’uso di alcol, l’assunzione di farmaci, ma anche di integratori e prodotti erboristici, che pure possono avere un’azione tossica sul fegato.
In ogni caso è importante non sospendere autonomamente le terapie in corso, in quanto alcuni medicinali sono fondamentali per la gestione della fibrillazione atriale e delle eventuali malattie correlate e in un bilancio rischi/benefici sarà il medico a decidere se modificare la terapia.

Bibliografia

Gazzaniga G, Menichelli D, et al. Drug-related hepatotoxicity risk in elderly patients with atrial fibrillation: insights from the nationwide Italian START registry. Scientific Reports 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12756272/#Sec9 Conflitti di interesse:
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