La fibrillazione atriale nell’anziano si associa spesso ad altre condizioni, come ipertensione, diabete, sovrappeso, obesità e malattie cardiovascolari. La presenza di queste comorbilità rende spesso necessaria l’assunzione di più farmaci (polifarmacoterapia) con il conseguente rischio di interazioni farmacologiche (leggi anche la news Attenzione alle interazioni tra farmaci quando c’è una fibrillazione atriale). Uno studio italiano richiama l’attenzione sul possibile impatto di questa politerapia sulla salute del fegato.
Fibrillazione atriale e salute del fegato
Nelle persone con fibrillazione atriale si riscontrano con una certa frequenza valori elevati delle transaminasi, enzimi il cui aumento, rilevabile con un esame del sangue, può segnalare un coinvolgimento del fegato. Le cause possono essere diverse: tra queste vi è la steatosi epatica, cioè l’accumulo di grasso nel fegato, condizione frequente nelle persone con fattori di rischio cardiometabolico e malattie cardiovascolari. C’è prò anche la possibilità che a danneggiare il fegato siano i tanti farmaci assunti. Per trattare la fibrillazione atriale e le condizioni che spesso l’accompagnano può essere infatti necessario assumere quotidianamentepiù farmaci. La polifarmacoterapia (cioè l’assunzione di cinque o più farmaci al giorno) espone al rischio di interazioni tra medicinali e, in alcuni casi, di danno epatico indotto dai farmaci.
Per approfondire il rapporto tra terapie farmacologichee alterazioni degli esami epatici, un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato i dati di oltre 8.000 persone con fibrillazione atriale in trattamento con almeno un anticoagulante per bocca.
Lo studio italiano
L’età mediana dei partecipanti era di 81 anni e ciascuno assumeva una mediana di cinque farmaci.
Il 41,6% dei partecipanti prendeva almeno un farmaco a rischio di epatotossicità ben documentato in letteratura scientifica. I farmaci con potenziale tossicità sul fegato più prescritti erano le statine, usate per il controllo del colesterolo, l’amiodarone, un antiaritmico, e l’allopurinolo, farmaco che si usa per l’iperuricemia come in caso di gotta.
L’amiodarone e il metimazolo (farmaco usato per trattare l’ipertiroidismo) erano quelli che si associavano più spesso a valori elevati di transaminasi ai controlli ematici.



