Che cosa accade se si sospendono i farmaci antipertensivi negli anziani?

11 Mag 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

L’ipertensione arteriosa è una condizione sempre più frequente con l’avanzare dell’età, colpendo oltre due terzi delle persone over 60, ed è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare: aumenta infatti il rischio di ictus, di infarto del miocardio, di scompenso cardiaco e di malattia renale cronica. Controllarla con le modifiche dello stile di vita e con i farmaci è quindi importante per preservare la salute nel lungo periodo.
I farmaci antipertensivi, tuttavia, come tutti i medicinali, non sono privi di rischi. Possono avere effetti indesiderati, interagire con altri farmaci e, soprattutto negli anziani, spesso già alle prese con regimi terapeutici complessi (polifarmacoterapia), rendere ancora più difficile la gestione quotidiana delle cure. Per questo, in alcuni casi, è giusto chiedersi se sia possibile sospenderli o ridurne la dose senza correre rischi (ne abbiamo parlato anche in questa news “A volte si può ridurre la terapia antipertensiva senza intaccarne l’efficacia”).

La revisione della Cochrane Collaboration

A questa domanda ha cercato di rispondere una revisione sistematica pubblicata nel Cochrane Database of Systematic Reviews, la principale raccolta internazionale di revisioni sistematiche in campo medico. L’analisi ha incluso sei studi clinici randomizzati, per un totale di poco più di mille partecipanti sopra i 50 anni d’età, confrontando rispetto alla comparsa di eventi cardiovascolari maggiori chi interrompeva o riduceva la terapia antipertensiva con chi invece la continuava.

Un quadro ancora incompleto

I risultati mostrano che chi sospende i farmaci antipertensivi va incontro, come atteso, a un rialzo dei valori pressori, con un aumento medio di circa 10 mmHg. Questo incremento, tuttavia, non sembra tradursi in un maggior rischio di morte, ricovero ospedaliero o ictus, suggerendo quindi la possibilità di interrompere la terapia antipertensiva in alcuni casi.
Va però sottolineato un limite importante: gli studi valutati erano di piccole dimensioni e di breve durata (da un mese a poco più di un anno), con un periodo di osservazione probabilmente insufficiente per rilevare eventi gravi ma relativamente rari, come l’infarto cardiaco. Per questo motivo, non si possono trarre conclusioni definitive sulla sicurezza della sospensione della terapia antipertensiva nel lungo periodo.

In pratica

I risultati di questa revisione aprono uno spazio di riflessione importante sulla possibile deprescrizione dei farmaci antipertensivi nell’anziano. In alcuni casi selezionati, la deprescrizione guidata dal medico può essere presa in considerazione, valutando attentamente il profilo individuale di rischio e beneficio. È essenziale, però, non agire mai di propria iniziativa, in quanto sospendere i farmaci senza una supervisione medica può comportare conseguenze gravi per la propria salute.

Bibliografia

Gnjidic D, Langford A, et al. Withdrawal of antihypertensive drugs in older people. Cochrane Database Syst Rev 2025; https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD012572.pub3/full Conflitti di interesse:
Condividi: