Se non c’è una resistenza batterica la terapia antibiotica è sufficiente per controllare la situazione nei casi di ascesso peritonsillare?
Una delle possibili complicanze di una tonsillite batterica non curata adeguatamente è la comparsa di un ascesso attorno alle tonsille, che causa un forte mal di gola, febbre, difficoltà ad aprire la bocca e a deglutire. In questi casi si può ricorrere al drenaggio della raccolta di pus, con ago o incisione chirurgica, oppure a un trattamento antibiotico.
Secondo quanto emerge da uno studio osservazionale condotto in Svizzera nella maggior parte delle situazioni si può iniziare con l’approccio meno invasivo, somministrando cioè una terapia antibiotica, a patto però di fare controlli clinici ravvicinati e di riconoscere i segnali che richiedono un cambio di strategia.
Lo studio
Lo studio ha preso in esame bambini e adolescenti sotto i 18 anni con un ascesso peritonsillare e ha valutato l’andamento della malattia nelle settimane in cui i ragazzi venivano trattati con gli antibiotici (amoxicillina e acido clavulanico per via endovenosa, successivamente somministrati per bocca) e nelle settimane successive.
Dei 107 ragazzi curati per un ascesso peritonsillare, circa il 90% è stato trattato con l’antibiotico e il restante 10% con un intervento chirurgico. Se si considerano i giovani curati con l’antibiotico, solo sei hanno avuto bisogno successivamente di un intervento chirurgico mentre i restanti 100 sono guariti nelle due settimane successive senza ulteriori complicanze grazie alla terapia antibiotica posta in atto. Rimane la possibilità di avere complicanze a maggiore distanza di tempo, cioè dopo le due settimane, complicanze che si sono verificate solo nel 10% dei ragazzi trattati con antibiotici.



