La vaccinazione anti COVID-19 in gravidanza protegge la madre e riduce il rischio che il bambino si infetti nei primi sei mesi di vita.
COVID-19 e neonati
L’infezione da COVID-19 comporta rischi in gravidanza, sia per la donna sia per il feto. Il rischio per la donna di avere una forma grave della malattia è più alto nell’ultimo trimestre di gravidanza e nel periodo immediatamente successivo al parto. Inoltre, l’infezione contratta durante la gravidanza si associa a un rischio aumentato di parto pretermine, preeclampsia, disturbi della coagulazione e morte fetale.
Anche nei neonati, il cui sistema immunitario è ancora in fase di maturazione, l’infezione può essere grave e richiedere il ricovero in ospedale. Mentre la donna in gravidanza può vaccinarsi per proteggersi, la somministrazione del vaccino anti COVID-19 non è prevista fino ai sei mesi di vita. La vaccinazione materna in gravidanza può quindi proteggere sia la donna sia il bambino durante la gestazione e nei primi mesi dopo la nascita: gli anticorpi prodotti dalla madre passano al feto attraverso la placenta e, dopo il parto, anche attraverso il latte materno.
Vaccino anti COVID-19 in gravidanza
All’inizio della pandemia, una volta divenuto disponibile il vaccino anti COVID-19 il suo utilizzo in gravidanza e durante l’allattamento è stata oggetto di dibattito. Inizialmente, nei diversi Paesi l’offerta vaccinale era rivolta alle donne in allattamento e alle donne in gravidanza a maggior rischio di esposizione al virus o di sviluppare una forma grave di malattia.
Con l’accumularsi delle prove sulla sicurezza della vaccinazione per madre e feto, le indicazioni sono state aggiornate. In Italia, dal 2022 la vaccinazione anti COVID-19 è raccomandata a tutte le donne in gravidanza in qualsiasi trimestre (leggi anche il Comunicato dell’Istituto superiore di sanità).
Per valutare l’effetto protettivo della vaccinazione a mRNA anti COVID-19 in gravidanza anche sul nascituro, un gruppo di ricercatori norvegesi ha analizzato i dati di oltre 37.000 bambini.
Nei bambini la cui madre si era vaccinata in gravidanza il rischio di ricovero ospedaliero per COVID-19 era ridotto del 52% nei primi due mesi di vita e del 24% tra il terzo e il quinto mese, rispetto ai bambini nati da madri non vaccinate. Dopo i sei mesi la differenza non era invece più evidente.



