Prima di assumere un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) o il paracetamolo durante l’allattamento occorre valutare con attenzione il principio attivo, la dose e la durata della terapia. Secondo quanto emerge da una revisione sistematica della letteratura scientifica la quantità di farmaco assunta dal bambino attraverso il latte materno è generalmente bassa, ma per molti di questi farmaci le informazioni disponibili non consentono ancora di stabilirne la sicurezza durante l’allattamento.
I farmaci mentre si allatta
I farmaci assunti dalla donna possono passare nel latte materno, ma la quantità trasferita e i possibili effetti sul bambino variano notevolmente da un principio attivo all’altro. Per questo motivo, non è sempre necessaria la sospensione dell’allattamento: spesso è possibile scegliere un farmaco compatibile, adeguandone la dose e la durata del trattamento.
La mancanza di dati affidabili può però rendere più difficile la scelta terapeutica e, in alcuni casi, portare a rinunciare a un trattamento necessario o a interrompere l’allattamento.
Questo dipende anche dalla finora scarsa partecipazione delle donne in gravidanza e in allattamento agli studi clinici. Per lungo tempo le donne in allattamento sono state escluse dalla sperimentazione proprio per il timore di possibili effetti avversi sul bambino. L’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali ha recentemente promosso un cambiamento di approccio, raccomandando l’inclusione delle donne in allattamento negli studi clinici quando appropriato (leggi anche la news Donne in gravidanza e allattamento finalmente incluse negli studi clinici).
Come comportarsi con antinfiammatori e paracetamolo
Nella revisione sistematica sono stati analizzati 34 studi, nella maggior parte dei quali la quantità di farmaco assunta dal bambino attraverso il latte, rispetto alla dose materna corretta per il peso, era inferiore al 10%. Tale valore indica generalmente un’esposizione contenuta, ma non consente, da solo, di escludere la comparsa di possibili effetti avversi.
Dieci studi hanno segnalato eventi avversi nei bambini esposti attraverso il latte materno a paracetamolo, ibuprofene, flurbiprofene, mesalazina e metamizolo. Le segnalazioni, tuttavia, provenivano spesso da studi di piccole dimensioni o addirittura da casi singoli, che non permettono di dimostrare con certezza che gli effetti osservati fossero causati dal farmaco.
Le informazioni non sono sempre sufficienti
La revisione ha valutato anche le informazioni riportate nelle schede tecniche e nelle principali fonti utilizzate per classificare il rischio dei farmaci durante l’allattamento. Le diverse fonti consultate, pur essendo generalmente concordi, fornivano in alcuni casi valutazioni differenti tra loro o rispetto alle schede tecniche. Questa disomogeneità può rendere difficile stabilire quale farmaco utilizzare e con quali precauzioni. Secondo il Ministero della salute per il trattamento del dolore e della febbre in allattamento i principi attivi raccomandati sono comunque il paracetamolo e l’ibuprofene e a questi quindi va data la preferenza.



