Un’analisi condotta raccogliendo i dati di oltre 2.500 articoli scientifici di 187 Paesi, pubblicati tra il 2000 e il 2024, conferma che l’antibiotico resistenza è in continuo aumento e rischia non solo di causare un numero sempre crescente di morti evitabili ma anche di mettere in seria difficoltà i servizi sanitari per gli alti costi connessi.
Una revisione narrativa
Un gruppo di ricercatori italiani ha scandagliato la letteratura scientifica per identificare gli studi che offrivano informazioni sull’andamento della resistenza agli antibiotici nel mondo. In particolare l’attenzione si è concentrata su cinque aspetti:
- l’andamento epidemiologico, cioè la frequenza dell’antibiotico resistenza nei vari Paesi del mondo rispetto al passato
- i meccanismi di resistenza messi in atto dai batteri per contrastare gli antibiotici
- l’impatto economico della antibiotico resistenza sui servizi sanitari
- i sistemi di sorveglianza dell’antibiotico resistenza nei vari Paesi
- le strategie per il controllo e la prevenzione dell’antibiotico resistenza.
Un fenomeno in continuo aumento
A partire dal 2000 il numero di ceppi batterici resistenti agli antibiotici è continuamente aumentato, compresa la resistenza a più antibiotici diversi. Si è avuta una vera e propria accelerazione rispetto ai decenni precedenti, dovuta all’uso sempre più diffuso degli antibiotici e al loro impiego non appropriato, sia nella medicina umana sia in quella veterinaria. Già attualmente si parla di 1,27 milioni di morti nel mondo ogni anno a causa di infezioni dovute a germi resistenti agli antibiotici, ma questo numero è destinato ad aumentare drammaticamente se non si mettono in atto strategie mirate a ridurre la diffusione della resistenza agli antibiotici.
In effetti lo studio italiano indica nel corso degli ultimi vent’anni un aumento globale del 43% delle infezioni multiresistenti agli antibiotici, in particolare di quelle acquisite in ospedale (+67%), ma anche di quelle acquisite in comunità (+38%). Aumento dovuto all’uso inappropriato degli antibiotici che ha portato a selezionare batteri resistenti e tra questi soprattutto lo stafilococco aureo resistente alla meticillina, gli enterobatteri (tra cui l’Escherichia coli, leggi la News “Troppa resistenza alle cefalosporine”) resistenti ai betalattamici e ai carbapenemi.
Le conseguenze sulla salute e sull’economia
Le infezioni causate da batteri multiresistenti agli antibiotici sono più difficili da curare e riguardano più spesso i soggetti con minori difese (anziani, bambini, malati di tumore, persone con scarse difese immunitarie), causando un numero elevato di morti.
Quanto più si diffonderanno le resistenze e quanto più alto sarà il rischio di avere infezioni di questo tipo che hanno un’alta mortalità.
Il peso sulla sanità non riguarda solo la salute delle persone ma anche i costi che devono essere affrontati per gestire e affrontare queste infezioni, che comportano da un lato ricoveri ospedalieri più prolungati, perché non si risolvono in pochi giorni come accade per le infezioni dovute a batteri sensibili agli antibiotici, dall’altro il ricorso ad antibiotici più costosi nel tentativo di contrastare i germi resistenti. Secondo proiezioni pubblicate dalla Banca Mondiale il mancato controllo dell’antibiotico resistenza potrebbe causare nel lungo periodo un danno simile a quello della crisi finanziaria mondiale del 2008. Si stima che già oggi il costo delle infezioni resistenti agli antibiotici sia nel mondo di circa 100 miliardi di dollari all’anno.



