L’uso degli antibiotici nei nove mesi di gravidanza

4 Giu 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

Nella prospettiva di ridurre l’uso degli antibiotici, somministrandoli solo quando veramente necessario e ai dosaggi e per la durata corretta della terapia, si è guardato anche al loro impiego nei nove mesi di gravidanza.

Le infezioni in gravidanza

A parte le infezioni virali, che non sono sensibili al trattamento con antibiotici, in gravidanza sono possibili diversi infezioni batteriche, le più comuni delle quali sono quelle delle vie urinarie. Frequenti sono anche le infezioni delle vie respiratorie, specie nel periodo invernale, con la difficoltà spesso di distinguere tra forme virali e forme batteriche. Sono inoltre possibili infezioni di origine batterica trasmesse sessualmente, come la gonorrea, che richiedono un trattamento antibiotico anche per proteggere il feto.
La scelta dell’antibiotico deve essere mirata e tenere conto del momento particolare in cui si trova la donna, garantendo un’efficacia della cura e una sicurezza non solo per la madre ma anche per il feto.

Gli effetti sulla prole

In letteratura scientifica sono comparsi alcuni segnali che indicano un possibile legame tra l’uso di antibiotici nei nove mesi di gravidanza e un maggior rischio di infezione nei nascituri.
Ora una revisione sistematica con metanalisi ha raccolto tutti i dati disponibili per chiarire se veramente ci sia questo problema. In totale sono stati esaminati 14 studi di coorte nei quali oltre cinque milioni di bambini erano stati seguiti dopo la nascita e per i quali c’erano i dati disponibili sulle infezioni avute. Andando a ritroso nel periodo in cui la madre era in dolce attesa si è considerato se la donna avesse fatto uso di antibiotici o meno nei mesi di gestazione.
Si è così confermato che in effetti i piccoli nati da mamme che erano state trattate con antibiotici in gravidanza avevano mediamente un 40% di rischio in più di sviluppare poi un’infezione di orecchio, naso e gola.

In pratica

I risultati di questa revisione non devono allarmare le donne in dolce attesa che stanno prendendo o devono assumere un antibiotico, ma devono indurre a un utilizzo appropriato degli antibiotici, da prescrivere quando realmente servono. Per esempio in caso di dubbio tra forma virale e forma batterica è bene aspettare prima di somministrare un antibiotico. Sarà comunque il medico a consigliare una eventuale terapia antibiotica.
L’uso appropriato di questi farmaci non solo riduce il rischio di effetti avversi per la mamma, ma riduce anche la diffusione dell’antibiotico resistenza. A ciò si aggiunge il possibile effetto negativo a distanza di tempo sul nascituro, con un aumento del rischio di infezioni. Secondo gli autori della ricerca questa facilità all’infezioni future potrebbe essere spiegata anche da altri fattori, ma le prove che hanno analizzato sembrano dare sostegno all’ipotesi che ci sia un legame tra uso di antibiotici nella donna in gravidanza e comparsa di infezione nei figli.

Bibliografia

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