Un documento di esperti della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (SIAIP) invita a un approccio meno medicalizzato alla tosse acuta nei bambini e negli adolescenti. Nella maggior parte dei casi, infatti, la tosse è causata da un’infezione virale, che non richiede farmaci e tende a risolversi spontaneamente.
La tosse nel bambino
La tosse è uno dei sintomi più frequenti in età pediatrica e uno dei principali motivi per cui i genitori contattano il pediatra. Pur essendo generalmente un sintomo benigno, può disturbare il sonno e le normali attività del bambino e generare preoccupazione.
Per questo i genitori spesso sono portati a chiedere al medico un farmaco per calmarla, soprattutto di notte, o un antibiotico, nel timore che l’infezione possa peggiorare. Tuttavia, quando la causa è virale, come avviene nella maggior parte dei casi, gli antibiotici sono inutili. Le infezioni delle vie respiratorie sono infatti tra le condizioni in cui il loro uso inappropriato è più frequente (leggi anche Nei primi quattro anni di vita molti bambini ricevono antibiotici).
È anche per rispondere a queste preoccupazioni e favorire un impiego appropriato dei farmaci che gli esperti della SIAIP hanno aggiornato le loro indicazioni.
Che cosa raccomandano gli esperti
Il documento propone un approccio graduale, basato anzitutto su un’accurata raccolta della storia clinica e sulla valutazione dei sintomi. In assenza di segnali d’allarme, il primo intervento consiste nelle misure non farmacologiche:
- far bere adeguatamente il bambino
- effettuare lavaggi nasali con una soluzione salina
- limitare l’esposizione al fumo di tabacco o ad altre sostanze irritanti delle vie respiratorie.
Se la tosse è molto fastidiosa o interferisce in modo rilevante con il sonno, il pediatra può valutare caso per caso l’impiego di un trattamento sintomatico con farmaci che non agiscano sul sistema nervoso centrale.
L’uso di antibiotici va riservato solo ai casi in cui il pediatra accerti una infezione di origine batterica.
Le preparazioni a base di miele, infine, possono essere considerate nei bambini di età superiore a un anno solo come un complemento alle altre azioni poste in atto.



