Otite media acuta nel bambino: meglio attendere a dare l’antibiotico

3 Giu 2026

FOCUS: Pediatria

Prima di somministrare un antibiotico a un bambino con otite media acuta, è utile osservare attentamente l’evoluzione dei sintomi per qualche giorno. Si dovrebbe infatti iniziare una terapia antibiotica solo in caso di peggioramento della situazione o mancato miglioramento dopo 48-72 ore, rimanendo in vigile attesa

Il consiglio è la cautela

L’approccio cauto, definito di “vigile attesa”, consente di limitare l’uso non necessario di antibiotici, riducendo il rischio di effetti indesiderati nel bambino e contribuendo a contrastare in generale il fenomeno dell’antibiotico resistenza.
L’otite media acuta è una delle infezioni più frequenti nei bambini ed è anche una delle principali cause di prescrizione antibiotica, che spesso però non è necessaria. Nonostante le prove favorevoli (leggi anche Nell’otite media acuta ricorrente all’inizio basta una vigile attesa), la vigile attesa è ancora poco utilizzata nella pratica clinica. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha valutato quanto spesso questo approccio venga adottato e quali siano gli esiti clinici associati a questo comportamento.

Quanto viene utilizzata?

Su oltre 140.000 visite pediatriche effettuate in uno studio multicentrico oltreoceano per un’otite media, la vigile attesa è stata adottata solo in poco più del 15% dei casi, mentre l’antibiotico è stato prescritto immediatamente nel restante 85% circa delle visite. Dati che confermano l’uso inappropriato di antibiotici in questa condizione per la quale ogni anno negli Stati Uniti sarebbero prescritti 10 milioni di cicli di terapia con questi farmaci.
Ricorrere subito agli antibiotici avrebbe senso se questa scelta consentisse una prognosi migliore come tempi di guarigione o riduzione immediata del dolore, che è il sintomo più disturbante per il bambino. Ma lo studio statunitense conferma che i risultati erano analoghi dando o meno l’antibiotico, con percentuali di insuccesso vicine all’1% in entrambi i casi.

In pratica

Perché bisogna esporre un bambino con un’otite media acuta al rischio di effetti avversi legati alla terapia antibiotica se il ricorso alla terapia non modifica il decorso della malattia? La domanda è retorica e in effetti le linee guida raccomandano in questi casi la vigile attesa, che però, almeno in questo studio statunitense, è praticata in pochissimi casi. Si ricorda che nella fase iniziale dell’otite media acuta nel bambino è possibile controllare il dolore e l’eventuale febbre con farmaci antidolorifici e antipiretici, come paracetamolo o ibuprofene, utilizzati alle dosi corrette per età e peso del bambino. L’antibiotico dovrebbe essere riservato solo ai casi che peggiorano o che non mostrano miglioramenti dopo due o tre giorni di attesa.

Bibliografia

Jekins T, Hersh A, et al. Watchful waiting for children with acute otitis media: frequency of use and outcomes in clinical practice. J Pediatric Infect Dis Soc 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12678167/ Conflitti di interesse:
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