La polifarmacoterapia è una realtà quotidiana per una percentuale considerevole di anziani in Europa: a destare preoccupazione è l’ampio uso di farmaci come inibitori di pompa protonica e benzodiazepine.
A evidenziarlo è uno studio retrospettivo di coorte internazionale, condotto in sei Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), basato sui dati delle prescrizioni dei medici di medicina generale. L’obiettivo era stimare la prevalenza della polifarmacoterapia (definita come la prescrizione di 5 o più classi di farmaci) e analizzare la prescrizione di farmaci noti per il rischio d’abuso o uso inappropriato negli anziani.
Dallo studio è emersa un’elevata diffusione della polifarmacoterapia: in quattro dei sei Paesi inclusi, oltre la metà degli anziani era trattato quotidianamente con almeno cinque farmaci.
La prevalenza della polifarmacoterapia tra gli over 65 variava dal 22,8% nel Regno Unito al 58,3% in Germania, con l’Italia posizionata al 53,5%. Una distribuzione geografica simile si è osservata per quanto riguarda gli anziani che assumevano 10 o più farmaci, con percentuali più basse nel Regno Unito (11,3%) e più alte in Germania (28,5%), con l’Italia che si è attestata al 19,4%.
Per quanto riguarda i farmaci a rischio d’abuso presi in considerazione, ossia oppioidi, antipsicotici, inibitori di pompa protonica e benzodiazepine, i tassi di prescrizione differivano tra i Paesi. La prescrizione di oppioidi oscillava dall’11,5% in Francia al 27,5% in Spagna, mentre quella degli antipsicotici è risultata relativamente bassa in tutti i Paesi, variando dal 2,1% della Francia al 10,8% della Spagna. Al contrario, gli inibitori di pompa protonica sono risultati i farmaci più prescritti agli anziani in tutti i Paesi, con quasi la metà di essi che li assumeva. La prevalenza d’uso variava dal 42,3% in Germania al 61,1% in Italia, arrivando fino al 65,5% in Spagna. La prescrizione delle benzodiazepine mostrava pure notevoli differenze tra i Paesi: dal 2,7% nel Regno Unito fino al 34,9% in Spagna, mentre in Italia la prevalenza si è attestata intorno al 14,0%.
Preoccupa l’uso di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine tra gli anziani europei
FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia
In pratica
Sebbene la polifarmacoterapia sia spesso una necessità nella gestione degli anziani con comorbilità, la sua elevata prevalenza conferma la necessità di sviluppare strategie mirate per ridurre i rischi legati all’assunzione di più farmaci. I prescrittori dovrebbero prestare particolare attenzione prima di indicare l’uso di inibitori di pompa protonica e benzodiazepine, riservandoli a casi di reale necessità e tenendo conto del potenziale rischio di eventi avversi che potrebbe derivarne.
Bibliografia
Bennie M, Santa-Ana-Tellez Y, et al. The prevalence of polypharmacy in older Europeans: a multi-national database study of general practitioner prescribing. Br J Clin Pharmacol 2024; https://bpspubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bcp.16113 Conflitti di interesse: 

