In caso di infezione da Helicobacter pylori nel bambino l’ideale è scegliere in maniera mirata l’antibiotico perché in tal modo aumenta significativamente la probabilità di guarigione.
I danni allo stomaco causati dall’Helicobacter
Una quarantina di anni fa si è scoperto che l’ulcera gastrica, fino ad allora attribuita soprattutto allo stress e ad altri fattori di rischio, è dovuta a un batterio a forma di elica, l’Helicobacter pylori, molto diffuso nella popolazione già in età pediatrica, che se non curato causa infezioni croniche a livello dello stomaco, fino al tumore dello stomaco. Proprio per evitare questo rischio (leggi anche la news “Eradicare l’ <I>Helicobacter</I> previene il tumore dello stomaco?”) con il tempo è stato definito uno schema terapeutico per eradicarlo dalla stomaco qualora sia presente causando disturbi. La terapia prevede più farmaci diversi (tre o quattro), tra cui anche uno o due antibiotici, di solto l’amoxicillina e la claritromicina. Nella maggior parte dei casi, una volta posta la diagnosi di infezione da Helicobacter con esami che possono essere o meno invasivi (test antigenici, test del respiro, gastroscopia con biopsia), il medico prescrivere la terapia senza richiedere l’identificazione del germe per valutarne la sensibilità agli antibiotici. Ricorre cioè a quella che si chiama una terapia “empirica” sulla base del fatto che si sa quali sono gli antibiotici di solito efficaci contro l’Helicobacter. Il problema è che col tempo il germe ha sviluppato diverse resistenze ai vari antibiotici (leggi anche la news “Incontra resistenze l’eliminazione dell’Helicobacter”)e ci si chiede quindi se questo approccio sia appropriato o meno.
Meglio identificare il germe
Per poter sapere se un batterio è sensibile a un antibiotico occorre avere un campione biologico e fare una coltura in laboratorio procedendo poi a un antibiogramma qualora ci sia una crescita batterica. Nel caso dell’Helicobacter non è così semplice perché il campione è di tipo bioptico e si può ottenere solo con una gastroscopia, un esame invasivo. Spesso perciò il pediatra preferisce dare la terapia antibiotica standard e vedere se funziona.
Uno studio statunitense condotto su 218 bambini trattati per un’infezione da Helicobacter ha confrontato l’esito della terapia antibiotica “empirica” rispetto a quella mirata in base alla sensibilità del germe isolato. Ebbene l’eradicazione, cioè la completa scomparsa dell’Helicobacter, era significativamente più frequente (90% dei casi) con la terapia antibiotica mirata rispetto a quella “empirica” (70% dei casi). In un quarto dei casi la resistenza era proprio alla claritromicina e nel 3% all’amoxicillina.
I risultati dello studio dimostrano che se si ricorre alla terapia empirica si rischia di non riuscire a eliminare il germe perché resistente all’antibiotico usato, con il rischio che l’infezione persista e diventi cronica.



