Scelte condivise tra medico e paziente

16 Feb 2026

FOCUS: Oncologia

Una decisione condivisa tra medico e paziente è la scelta migliore per stabilire se la terapia ormonale sostitutiva per contrastare i sintomi della menopausa possa essere sicura nelle donne che hanno un tumore della mammella.

La terapia ormonale sostitutiva

La terapia ormonale sostitutiva mira a controllare i sintomi della menopausa (non solo le cosiddette vampate) riportando i livelli di estrogeni nella donna a una soglia tale da ridurre anche il rischio di fratture legate all’osteoporosi secondaria alla carenza di estrogeni.
Questa terapia, che viene oggi proposta con maggiore cautela alle donne in menopausa perché si associa a un aumento del rischio di tumore al seno, è controindicata quando si ha già un tumore della mammella, perché gli estrogeni, in particolare in alcune forme di cancro, stimolano la crescita del tumore, contrastando in tal modo l’azione delle terapie endocrine antitumorali.
I farmaci endocrini usati nella cura del tumore della mammella (il tamoxifene e gli inibitori dell’aromatasi), che hanno appunto un’attività antiestrogenica, causano la comparsa dei sintomi tipici della menopausa (vampate di calore, secchezza vaginale, disfunzione sessuale, artralgie), riducendo la qualità di vita. Per ovviare a questi disturbi si cerca di prescrivere terapie non ormonali (per esempio antidepressivi e alcuni anticonvulsivanti) che però, oltre ad avere a loro volta effetti collaterali, sono meno efficaci della terapia ormonale sostitutiva.

Il pannello di consenso

Per valutare se veramente sia indispensabile evitare l’uso della terapia ormonale sostitutiva nelle donne che hanno un tumore della mammella per non aumentare il rischio di recidiva della malattia, un gruppo di ricercatori britannici ha dapprima condotto una revisione per raccogliere i dati pubblicati in letteratura al riguardo e ha quindi organizzato una conferenza di consenso in cui ginecologi, oncologi e radiologi valutavano i dati per raggiungere un consenso sulle raccomandazioni da dare alle donne in questa condizione.
Le prove trovate in letteratura scientifica erano di non buona qualità, alcune indagini però suggerivano che quasi la metà delle donne con tumore della mammella era disposta ad affrontare un piccolo incremento del rischio di recidiva a causa della terapia ormonale sostitutiva a fronte però degli effetti benefici di quest’ultima sui sintomi della menopausa, mettendo quindi la qualità di vita sullo stesso piano del controllo della malattia.

In pratica

La terapia endocrina antiestrogenica riduce la mortalità nelle donne con tumore della mammella, i suoi effetti collaterali, però, analoghi ai sintomi della menopausa, peggiorano la qualità di vita.
Se la controindicazione all’uso della terapia ormonale sostitutiva nelle donne con un tumore al seno è giustificata per ridurre il rischio di recidiva della malattia, è altrettanto vero che diverse donne danno la stessa importanza alla loro qualità di vita. La scelta quindi di iniziare o meno una terapia ormonale sostitutiva deve essere personalizzata e condivisa tra medico e donna col tumore al seno, informandola su quali sono i rischi (quanto cioè aumenta il rischio di ripresa del tumore se si prendono gli estrogeni) e soppesandoli con l’efficacia sui disturbi di tipo menopausale.

Bibliografia

Glynne S, Simon G, et al. Menopausal hormone therapy for breast cancer patients: what is the current evidence? Menopause 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12727074/ Conflitti di interesse:
Condividi: