Una polipillola per controllare la pressione arteriosa

12 Ago 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Secondo quanto emerge da uno studio condotto su adulti con ipertensione lieve o moderata una pillola che associa dosi ridotte di tre farmaci antipertensivi (amlodipina, un calcioantagonista, losartan, un sartano, e clortalidone, un diuretico) può ridurre la pressione arteriosa quanto e più delle terapie con un solo farmaco a dosaggio pieno.

La terapia per l’ipertensione

In genere, il trattamento dell’ipertensione inizia con un solo farmaco, per esempio:

  • un calcioantagonista, che dilata i vasi sanguigni
  • oppure un sartano, che blocca l’azione dell’angiotensina II, un ormone che restringe i vasi sanguigni, favorisce la ritenzione di sodio e acqua e contribuisce ad aumentare la pressione arteriosa
  • oppure un diuretico, che favorisce l’eliminazione di sodio e acqua attraverso i reni.

Se dopo alcune settimane la pressione non si riduce a sufficienza, il medico può aumentare la dose del farmaco iniziale oppure aggiungerne un secondo e, se necessario, un terzo.
Un’alternativa consiste nell’associare fin dall’inizio più farmaci a basse dosi. L’obiettivo è sommare gli effetti ottenuti con meccanismi d’azione diversi, limitando al tempo stesso gli effetti indesiderati e semplificando la terapia che così può essere seguita più facilmente (leggi anche la news Per l’ipertensione una compressa è meglio di due?). Le linee guida dell’European Society of Cardiology raccomandano, per la maggior parte delle persone che necessitano di una terapia di associazione, l’impiego di due principi attivi in un’unica compressa proprio per favorire l’aderenza alla terapia.
Un gruppo di ricercatori coreani ha valutato una strategia diversa: iniziare direttamente con una sola compressa contenente amlodipina, losartan e clortalidone, ciascuno a una dose pari a circa un terzo di quella abituale.

Funziona la polipillola?

I ricercatori hanno coinvolto in due studi 610 adulti con una pressione sistolica compresa tra 140 e 179 mmHg. In uno studio la tripla associazione è stata confrontata con l’amlodipina (5 mg), nell’altro con il losartan (50 mg).
A distanza di due mesi la riduzione della pressione sistolica era uguale con l’amlodipina o con la polipillola: 19 mmHg in meno in entrambi i gruppi. Rispetto al losartan, invece, la polipillola consentiva una riduzione ancora maggiore della pressione sistolica: in media 19,9 mmHg in meno rispetto a 16,4 mmHg.
Gli eventi avversi sono stati poco frequenti e non sono emerse differenze rilevanti tra i vari gruppi.
Sebbene i risultati siano stati positivi occorrono ricerche più lunghe per capire se la polipillola sia efficace non solo a ridurre la pressione ma anche i casi di infarto, di ictus e le morti.

In pratica

Per una buona efficacia della terapia antipertensiva è importante rispettare l’assunzione dei farmaci nei tempi e nei modi stabilito dal medico. La somministrazione di più principi attivi a basso dosaggio in un’unica pillola facilita l’aderenza alla cura, ma ha il difetto di rendere la terapia meno personalizzabile. Al momento l’approccio tradizionale con un farmaco e l’aggiunta successiva di eventuali altri farmaci resta l’opzione praticabile.

Bibliografia

Sung K, Park K, et al. Single-pill low-dose triple combination therapy vs standard-dose monotherapy in patients with mild-to-moderate hypertension. J Am Coll Cardiol 2026; https://www.jacc.org/doi/10.1016/j.jacc.2025.12.028 Conflitti di interesse:
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