Che cosa succede quando si sospende un antidepressivo?

28 Mag 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Milioni di persone nel mondo assumono ogni giorno farmaci antidepressivi per il trattamento della depressione, dei disturbi d’ansia e di altre condizioni psichiatriche con un utilizzo in continua crescita (vedi anche la news “Aumenta il consumo di antidepressivi nel mondo”). Ma che cosa succede quando si smette di assumerli?
È noto che la sospensione degli antidepressivi, così come della gran parte dei farmaci attivi sul sistema nervoso centrale, si accompagna a sintomi la cui incidenza e natura sono solo in parte definite. Per cercare di chiarire questi aspetti è stata condotta una revisione sistematica con metanalisi che ha preso in esame i dati di 50 studi clinici randomizzati per un totale di quasi 18.000 pazienti. Per misurare i sintomi che compaiono dopo la sospensione del farmaco i ricercatori hanno utilizzato una scala standardizzata chiamata DESS (Discontinuation-Emergent Signs and Symptoms), un questionario di 43 domande che esplora sintomi tipici da sospensione come capogiri, nausea, irritabilità e disturbi del sonno.

Capogiri, nausea e vertigini sono i sintomi più comuni

Dai risultati è emerso che chi smette di prendere gli antidepressivi sperimenta in media solo un sintomo in più rispetto a chi sospende il placebo o continua ad assumerli. I sintomi più frequenti nella prima settimana dopo l’interruzione sono stati capogiri, nausea, senso di vertigine e nervosismo, probabilmente espressione della risposta del sistema nervoso all’assenza improvvisa del farmaco.
Un dato particolarmente importante riguarda l’umore: nei pazienti che hanno sospeso il farmaco non è stato osservato un peggioramento dei sintomi depressivi rispetto a chi continuava il trattamento. Va però considerato che la maggior parte degli studi inclusi ha monitorato i pazienti solo per poche settimane, un tempo probabilmente insufficiente per cogliere eventuali ricadute depressive legate alla sospensione.

In pratica

I risultati di questo studio suggeriscono che i sintomi da sospensione degli antidepressivi sono in media meno gravi di quanto spesso si tema. Tuttavia, la risposta può variare molto da persona a persona e dipendere dal tipo di farmaco, dal dosaggio, dalla durata della terapia e dalla modalità con cui viene interrotta. Chi assume antidepressivi da molti anni, per esempio, potrebbe manifestare sintomi più intensi o prolungati. Bisogna però interpretare questi risultati con cautela: da un lato, diversi autori dello studio hanno dichiarato conflitti di interesse con aziende farmaceutiche produttrici di antidepressivi, che hanno tutto l’interesse a minimizzare il problema; dall’altro, molti studi hanno seguito i pazienti solo per poche settimane dopo la sospensione, un periodo probabilmente troppo breve per valutare eventuali ricadute depressive o sintomi persistenti nel lungo termine. Per questo motivo, l’interruzione del trattamento con antidepressivi dovrebbe sempre avvenire sotto controllo del medico, che valuterà un’eventuale riduzione graduale e personalizzata del dosaggio, così da minimizzare il rischio di sintomi da sospensione.

Bibliografia

Kalfas M, Tsapekos D, et al. Incidence and nature of antidepressant discontinuation symptoms: a systematic review and meta-analysis. JAMA Psychiatry 2025; https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2836262 Conflitti di interesse:
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