Si può gestire bene la mucosite orale da chemioterapici

6 Lug 2026

FOCUS: Oncologia

Tra i possibili effetti avversi delle terapie antitumorali la mucosite orale peggiora significativamente la qualità di vita e per questo richiede adeguate misure di prevenzione e un pronto trattamento, non necessariamente di tipo farmacologico.

La mucosite orale da chemioterapia

La mucosite orale, che può associarsi all’uso di farmaci chemioterapici o alla radioterapia nel caso di tumori di testa e collo, è un’infiammazione di varia gravità delle mucose della bocca caratterizzata da lesioni eritematose, gonfiore, ulcere dolorose, atrofia, fino al sanguinamento. Nelle sue forme più gravi rischia da un lato di compromettere il trattamento antitumorale, che in alcuni casi deve essere sospeso o ridotto, dall’altro incide pesantemente sulla qualità di vita della persona già provata dal tumore, limitandone la possibilità di mangiare, di bere e di parlare, fino a comportare in casi estremi la perdita di peso, deficit nutrizionali, infezioni e ricovero in ospedale. È perciò importante prevenirla per quanto possibile e trattare i sintomi quando compaiono. A tal fine sono disponibili diversi tipi di intervento che sono stati raggruppati dal Mucositis Study Group of the Multinational Association of Supportive Care in Cancer and the International Society of Oral Oncology (MASCC/ISOO) in diverse categorie:

  • igiene orale di base (incluse le abitudini del paziente e l’educazione al lavaggio dei denti)
  • sciacqui con farmaci antinfiammatori locali come la benzidamina
  • terapia di fotobiomodulazione con laser a bassa potenza (in cui si utilizza la luce laser per accelerare la guarigione dei tessuti)
  • crioterapia (che prevede l’applicazione di freddo sulle mucose orali per esempio usando ghiaccio tritato, acqua gelata, gelati), usata come prevenzione sia poco prima sia durante la somministrazione del chemioterapico
  • antibiotici
  • agenti protettivi (che aderiscono alle lesioni formando una barriera protettiva)
  • anestetici locali e analgesici (compresa la morfina topica o gli sciacqui di lidocaina)
  • fattori di crescita e citochine
  • agenti naturali vari (come il miele e la glutamina).

Che cosa funziona?

Una revisione sistematica ha valutato l’efficacia di questi trattamenti mettendo insieme i dati rilevati in 27 studi nei quali c’era un confronto tra terapia e placebo.
I risultati sono incoraggianti infatti globalmente gli interventi analizzati sono risultati efficaci nel ridurre la gravità della mucosite e quindi la sintomatologia dolorosa. Anche l’efficacia preventiva è stata confermata per alcuni trattamenti come la crioterapia.
In particolare ci sono prove chiare dell’efficacia nel ridurre la gravità dei sintomi dei trattamenti non farmacologici come la fotobiomodulazione e la crioterapia e degli agenti naturali (specie miele e curcumina), mentre il ricorso ad antinfiammatori, agenti protettivi e antibiotici non ha influito sulla gravità della forma.

In pratica

La mucosite orale è un effetto collaterale di alcuni farmaci chemioterapici e non va trascurata per le sue conseguenze se grave. Ci sono a disposizione diverse armi per prevenirla e per curarla adeguatamente alla comparsa dei primi sintomi. L’importante è che il medico raccomandi le possibili misure di prevenzione quando prescrive i chemioterapici che più spesso danno questo effetto e dall’altro che il malato segnali subito eventuali sintomi orali (dolore alla bocca, bruciore, sensazione di gonfiore, comparsa di afte) e segua attentamente una corretta igiene orale quotidiana.

Bibliografia

Pereira C, Marues I, et al. Interventions to chemotherapy and radiotherapy induced oral mucositis: a systematic review and meta-analysis. Acta Stomatol Croat 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12826651/ Conflitti di interesse:
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