Nei primi quattro anni di vita molti bambini ricevono antibiotici

7 Lug 2026

FOCUS: Pediatria

Secondo quanto emerge da un’indagine condotta in Italia, più di otto bambini su dieci ricevono almeno una prescrizione di antibiotico entro i primi quattro anni di vita. Nei bambini nati più di recente si osserva una riduzione dell’uso, che rimane comunque elevato.

L’importanza dell’uso appropriato

Gli antibiotici sono tra i farmaci più prescritti in età pediatrica e sono uno strumento essenziale per trattare le infezioni di origine batterica. I dati disponibili mostrano però che, in molti casi, vengono usati anche quando non sono necessari, per esempio nelle infezioni virali delle vie respiratorie, come raffreddore, tosse o una bronchite non complicata.
L’uso non appropriato degli antibiotici ha diverse ricadute negative: contribuisce allo sviluppo dell’antibiotico resistenza, può interferire con la maturazione del microbiota intestinale nei primi anni di vita e, secondo diversi studi epidemiologici, è stato associato a un aumento del rischio di alcune condizioni, tra cui asma, psoriasi e dermatite atopica.
Per descrivere l’andamento delle prescrizioni antibiotiche in età pediatrica è stato condotto uno studio di coorte retrospettivo sui dati raccolti dai pediatri di famiglia italiani.

Lo studio: quattro profili di prescrizione

Lo studio ha incluso oltre 134.000 bambini nati tra il 2004 e il 2018 e seguiti in modo continuativo dalla nascita fino ai quattro anni d’età. Nel periodo osservato sono state registrate oltre 680.000 prescrizioni di antibiotici.
I ricercatori hanno identificato così diverse traiettorie di prescrizione:

  • uso molto basso, che riguarda il 34,9% dei bambini
  • uso basso o moderato nel 50,8% dei casi
  • uso elevato nel 14,3%.

Nel complesso, l’84,1% dei bambini ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico entro i quattro anni di vita. Le prescrizioni erano più frequenti nei maschi e nei bambini residenti nel Centro e nel Sud Italia rispetto al Nord.

Un miglioramento dopo il 2014

Dopo il 2014 si è osservato un minor uso di antibiotici: i bambini nati tra il 2014 e il 2018 meno spesso ricadevano nell’uso alto di antibiotici. Questo miglioramento potrebbe riflettere gli effetti delle campagne educative e delle strategie nazionali per promuovere un uso più appropriato di questi farmaci, ma potrebbe anche dipendere dalla pandemia da COVID-19: le misure di contenimento, la chiusura delle scuole e la minore circolazione di infezioni respiratorie possono aver contribuito a ridurre temporaneamente le prescrizioni pediatriche.

I farmaci più prescritti

Gli antibiotici più prescritti sono state le penicilline, pari al 55,0% delle prescrizioni, seguite da cefalosporine 22,7% e macrolidi 19,8%. Il dato è importante perché non tutti gli antibiotici hanno lo stesso impatto sul rischio di antibiotico resistenza. Alcuni sono più mirati e, quando l’antibiotico è davvero necessario, rappresentano la scelta preferibile. Altri, invece, agiscono su un numero più ampio di batteri e dovrebbero essere usati solo in situazioni specifiche, per evitare di favorire la comparsa di batteri resistenti.
Per orientare l’uso corretto degli antibiotici, l’Organizzazione mondiale della sanità ha proposto la classificazione AWaRe (leggi anche la news “La classificazione AWaRe per un uso più consapevole degli antibiotici” il Minidossier “Classificazione AWaRe degli antibiotici: opportunità e criticità”), che distingue gli antibiotici in tre gruppi: quelli da usare preferibilmente quando indicati, quelli da usare con maggiore cautela e quelli da riservare alle infezioni più difficili. In questa prospettiva, il ricorso frequente a cefalosporine e macrolidi merita attenzione, perché alcune molecole di queste classi sono associate a un maggiore rischio di resistenze.

In pratica

Lo studio conferma che gli antibiotici nei primi anni di vita sono ancora molto usati in Italia, anche se emergono segnali di miglioramento.
La priorità resta ridurre le prescrizioni non necessarie, soprattutto nelle infezioni respiratorie condizione che solo in rari casi è di origine batterica (leggi anche la news “Antibiotici usati anche quando non servono”). È inoltre importante limitare il ricorso agli antibiotici a maggiore impatto sull’antibiotico resistenza quando non strettamente indicati.

Bibliografia

Rosato I, Porcu G, et al. Trajectories of antibiotic prescriptions in Italian children in the first four years of life: a retrospective birth-cohort study. BMC Public Health 2026; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12838180/ Conflitti di interesse:
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