Capelli più forti, pelle più giovane, unghie più sane: sono queste le promesse che accompagnano molti integratori alimentari destinati soprattutto alle persone anziane e non sorprende quindi che il loro utilizzo sia molto diffuso. Negli Stati Uniti, per esempio, circa l’80% delle donne sopra i 60 anni dichiara di assumere almeno un integratore.
Tuttavia, dietro la falsa idea che questi prodotti siano innocui perché “naturali” si nasconde una realtà ben più complessa. Gli anziani assumono spesso diversi farmaci ogni giorno e l’aggiunta di uno o più integratori può aumentare il rischio di interazioni ed effetti indesiderati con conseguenze non sempre trascurabili (leggi anche la news “I rischi tra farmaci e integratori alimentari negli anziani” e ascolta il podcast “Integratori alimentari i miti da sfatare”).
A richiamare l’attenzione su questo tema è una revisione narrativa che ha analizzato 64 studi sugli integratori più utilizzati per la salute di capelli, pelle e unghie tra cui biotina, nicotinamide, acido ialuronico, collagene, zinco, vitamine A, C ed E. Il messaggio che emerge è piuttosto chiaro e cioè che per la maggior parte di questi prodotti le prove di efficacia sono deboli o del tutto assenti, mentre i rischi legati a un uso eccessivo e non supervisionato sono documentati.
Molte promesse, poche conferme
Gli integratori sembrano offrire benefici soprattutto quando esiste una reale carenza del nutriente che contengono, nelle persone che seguono un’alimentazione equilibrata, invece, i vantaggi sono spesso modesti o assenti. È il caso della biotina, uno degli ingredienti più pubblicizzati per rinforzare capelli e unghie, che non ha dimostrato benefici significativi nelle persone sane. Anche per il collagene e l’acido ialuronico assunti per bocca le prove disponibili restano ancora insufficienti per trarre conclusioni definitive.
Tra tutti gli integratori esaminati, la nicotinamide è quella sostenuta dalle prove più solide anche se il suo utilizzo riguarda soprattutto persone selezionate ad alto rischio e non un generico effetto antietà sulla pelle.
I rischi da non sottovalutare
Se le prove dei benefici sono spesso deboli, quelle sui possibili effetti indesiderati sono decisamente più consistenti:
- la biotina può interferire con i risultati di diversi esami del sangue, compresi quelli per la funzionalità tiroidea e il dosaggio della troponina, un importante indicatore di danno cardiaco
- lo zinco, se assunto a dosi elevate, può ridurre l’assorbimento di altri minerali importanti come il rame e diminuire l’efficacia di alcuni antibiotici
- la vitamina A, essendo una vitamina liposolubile, tende ad accumularsi nell’organismo. Un eccesso può provocare disturbi gastrointestinali, danni al fegato e, nei casi più gravi, aumento della pressione intracranica
- la vitamina C, spesso presente negli integratori in quantità molto superiori al fabbisogno quotidiano, può causare disturbi gastrointestinali e aumentare il rischio di calcoli renali nelle persone predisposte
- la vitamina E, ad alte dosi, può aumentare il rischio di sanguinamenti e interagire con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.



