Le raccomandazioni rispetto alla possibilità di ridurre le terapie farmacologiche di un malato grazie a un processo di revisione ricorrente della terapia sono ancora scarse, eppure in diverse circostanze è possibile procedere alla riduzione di un farmaco che si sta assumendo o in alcuni casi addirittura sospenderlo. Decisione che ovviamente va presa dal medico.
La revisione della terapia e la deprescrizione
Diversi studi pubblicati nella letteratura scientifica hanno dimostrato la possibilità, soprattutto nei pazienti che sono costretti ad assumere molti farmaci in quanto sofferenti di più malattie, come spesso accade negli anziani, di rivedere periodicamente le terapie che sono in corso e di modificarle via via riducendo i dosaggi per diminuire il rischio di effetti avversi associati all’uso prolungato del farmaco o sospendendo quei farmaci che non sono più indispensabili o troppo a rischio. Un esempio è il ricorso alle benzodiazepine in caso di insonnia: vanno prese per brevi periodi, ove necessario, e poi progressivamente sospese, spesso invece rimangono nella terapia delll’anziano che continua a prenderle senza che ciò comporti un beneficio sul sonno, a fronte di un aumento del rischio di effetti avversi, tra cui cadute che possono avere anche conseguenze importanti. Un altro esempio sono i farmaci per ridurre il colesterolo nei pazienti più anziani o ancora gli inibitori di pompa che riducono l’acidità gastrica e che magari iniziati per la necessità di un trattamento con cortisone o FANS rimangono poi in terapia anche dopo il periodo realmente necessario.
Le raccomandazioni delle linee guida europee
Poiché la decisione di un medico di prescrivere un dato farmaco, una volta posta una diagnosi corretta, dovrebbe basarsi sulle raccomandazioni delle linee guida internazionali, fondate sulle prove di efficacia e sicurezza emerse nella letteratura scientifica, alcuni ricercatori portoghesi si sono chiesti quanto spesso in queste linee guida sia anche raccomandata la deprescrizione dei farmaci. Hanno così recuperato e analizzato oltre settecento linee guida delle più diverse malattie, solo una cinquantina delle quali (6%) citavano la possibilità di ricorrere a una deprescrizione e solo una, nello specifico la linea guida della European AIDS Clinical Society, forniva anche indicazioni specifiche su come si debba procedere nella deprescrizione dei farmaci nei pazienti con l’AIDS.



