Sono poche le raccomandazioni per la deprescrizione dei farmaci

8 Set 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Le raccomandazioni rispetto alla possibilità di ridurre le terapie farmacologiche di un malato grazie a un processo di revisione ricorrente della terapia sono ancora scarse, eppure in diverse circostanze è possibile procedere alla riduzione di un farmaco che si sta assumendo o in alcuni casi addirittura sospenderlo. Decisione che ovviamente va presa dal medico.

La revisione della terapia e la deprescrizione

Diversi studi pubblicati nella letteratura scientifica hanno dimostrato la possibilità, soprattutto nei pazienti che sono costretti ad assumere molti farmaci in quanto sofferenti di più malattie, come spesso accade negli anziani, di rivedere periodicamente le terapie che sono in corso e di modificarle via via riducendo i dosaggi per diminuire il rischio di effetti avversi associati all’uso prolungato del farmaco o sospendendo quei farmaci che non sono più indispensabili o troppo a rischio. Un esempio è il ricorso alle benzodiazepine in caso di insonnia: vanno prese per brevi periodi, ove necessario, e poi progressivamente sospese, spesso invece rimangono nella terapia delll’anziano che continua a prenderle senza che ciò comporti un beneficio sul sonno, a fronte di un aumento del rischio di effetti avversi, tra cui cadute che possono avere anche conseguenze importanti. Un altro esempio sono i farmaci per ridurre il colesterolo nei pazienti più anziani o ancora gli inibitori di pompa che riducono l’acidità gastrica e che magari iniziati per la necessità di un trattamento con cortisone o FANS rimangono poi in terapia anche dopo il periodo realmente necessario.

Le raccomandazioni delle linee guida europee

Poiché la decisione di un medico di prescrivere un dato farmaco, una volta posta una diagnosi corretta, dovrebbe basarsi sulle raccomandazioni delle linee guida internazionali, fondate sulle prove di efficacia e sicurezza emerse nella letteratura scientifica, alcuni ricercatori portoghesi si sono chiesti quanto spesso in queste linee guida sia anche raccomandata la deprescrizione dei farmaci. Hanno così recuperato e analizzato oltre settecento linee guida delle più diverse malattie, solo una cinquantina delle quali (6%) citavano la possibilità di ricorrere a una deprescrizione e solo una, nello specifico la linea guida della European AIDS Clinical Society, forniva anche indicazioni specifiche su come si debba procedere nella deprescrizione dei farmaci nei pazienti con l’AIDS.

In pratica

Resta ancora molta strada da fare per diffondere l’abitudine virtuosa di rivedere periodicamente la terapia dei pazienti con malattie croniche allo scopo di rivalutare le scelte fatte in termini di farmaci e dosaggi in modo da somministrare al malato solo quei medicinali che sono necessari e che hanno un buon rapporto rischi-benefici rispetto all’evoluzione della situazione clinica della singola persona. La decisione spetta al medico che nel quadro globale del singolo paziente consiglierà gli eventuali aggiustamenti terapeutici.

Bibliografia

Lopes D, Passos O, et al. Support for deprescribing in European clinical practice guidelines: a systematic review. Eur J Hosp Pharmacy 2026; https://ejhp.bmj.com/content/early/2026/03/05/ejhpharm-2025-004898.long Conflitti di interesse:
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