Appendicite: a distanza di tempo gli antibiotici sono una buona scelta?

6 Ott 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

In caso di appendicite acuta non complicata (cioè senza interessamento peritoneale, senza segni di perforazione o gangrena dell’organo) il ricorso a una terapia antibiotica al posto dell’intervento chirurgico è discusso. Il vantaggio di fare solo un trattamento farmacologico è evidente ma le preoccupazione è l’esito a breve e a distanza di tempo (leggi anche la news “La terapia antibiotica evita l’intervento chirurgico in caso di appendicite?”).

L’appendicite acuta

Alcuni decenni fa l’unica terapia per un’appendicite acuta era l’intervento chirurgico, che comportava i rischi connessi all’operazione e una serie di possibili complicanze a breve e a lungo termine. Grazie allo sviluppo delle tecniche radiologiche (ecografia dell’addome e TAC dell’addome), è stato possibile distinguere le varie forme di appendicite acuta e riconoscere che in realtà, oltre alla diversa gravità del quadro clinico e quindi dei sintomi riferiti dal paziente e dei segni rilevati dal medico all’esame obiettivo, grazie alle immagini si può valutare la situazione locale reale. Parallelamente si è osservato che in molti casi l’appendice asportata chirurgicamente non era in realtà malata e meglio sarebbe stato quindi lasciarla in sede per svolgere la sua funzione naturale nell’ambito delle difese dell’organismo. Si è quindi cominciato a gestire i casi meno gravi semplicemente con una terapia antibiotica appropriata. La preoccupazione è che tale terapia sia realmente efficace anche sul lungo periodo e non comporti invece il rischio di complicanze o di ricorso comunque alla terapia chirurgica successivamente.

I risultati a distanza di dieci anni

Uno studio finlandese ha valutato gli esiti a distanza di 10 anni dall’episodio di appendicite acuta non complicata confermata dalla TAC in oltre cinquecento adulti che erano stati sottoposti in maniera randomizzata o all’intervento chirurgico o alla terapia con antibiotici per via endovenosa per tre giorni, seguiti da altri sette giorni di terapia antibiotica per bocca.
I pazienti che erano stati curati con la sola terapia antibiotica avevano un nuovo episodio di appendicite acuta nel 37,8% dei casi e un tasso di intervento chirurgico del 44,3%. A fronte di ciò i pazienti trattati con antibiotici avevano però meno complicanze (8,5% dei casi) rispetto a quelli sottoposti all’intervento (27,4% dei casi).

In pratica

Considerati i vantaggi nell’evitare un intervento chirurgico e i risultati a distanza di tempo nei casi di appendicite acuta non complicata dell’adulto, la scelta di ricorrere alla terapia antibiotica invece che all’intervento chirurgico è praticabile, sapendo che in un caso su due sarà successivamente necessario il ricorso a un intervento chirurgico, ma evitandolo all’altra metà dei pazienti. L’importante è la valutazione completa del quadro clinico (sintomi, segni, referti degli esami strumentali) da parte del medico che dovrà scegliere di caso in caso quale sia la strada migliore da seguire per il singolo paziente.

Bibliografia

Salminen P, Salminen R, et al. Antibiotic therapy for uncomplicated acute appendicitis. Ten-year follow-up of the APPAC randomized clinical trial. JAMA 2026; https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2844116 Conflitti di interesse:
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