Un farmaco acquistabile senza ricetta medica non è privo di rischi. In uno studio finlandese, la consulenza del farmacista ha permesso di intercettare l’80% degli errori legati alla scelta autonoma del cliente. Particolare attenzione richiedono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che possono causare effetti indesiderati e interagire con altre terapie.
Quali sono gli errori più comuni nell’automedicazione?
Scegliere un farmaco per un disturbo che non lo richiede, associarlo a medicinali con cui può interagire, assumere due prodotti che contengono lo stesso principio attivo: sono gli errori di automedicazione più frequenti. Spesso dipendono da convinzioni sbagliate sull’uso dei farmaci senza ricetta, da un’autodiagnosi imprecisa o dal fatto che il prodotto viene acquistato per conto di un’altra persona, di cui non si conoscono bene malattie e terapie.
Per scegliere un trattamento appropriato non basta valutare il sintomo: occorre considerare anche le malattie della persona e gli altri medicinali che assume. È quanto fa il farmacista quando consiglia il cliente e, a seconda della situazione, propone un’alternativa, sconsiglia l’acquisto o indirizza al medico.
Un gruppo di ricercatori finlandesi si è chiesto quanto questo intervento sia efficace analizzando le segnalazioni di errori nell’automedicazione raccolte nelle farmacie comunali.
Farmacisti e prevenzione degli errori: lo studio finlandese
I ricercatori hanno esaminato le segnalazioni raccolte tra settembre 2021 e aprile 2023, tramite un sistema nazionale di segnalazione degli incidenti legati ai farmaci, HaiPro. Sono stati identificati oltre 300 errori nell’automedicazione: oltre 200 riguardavano la scelta autonoma del medicinale da parte del paziente, quasi cento la raccomandazione o la dispensazione da parte del personale della farmacia.
Tra gli errori legati alla scelta del cliente, i più frequenti erano:
- l’uso per un’indicazione sbagliata (33%)
- le interazioni potenzialmente dannose (30%)
- la duplicazione dei medicinali (10%).
Le interazioni coinvolgevano nella grande maggioranza dei casi un anticoagulante prescritto dal medico. Il dato più rilevante è che nell’80% dei casi l’errore è stato intercettato prima dell’acquisto, grazie alla consulenza del farmacista.
Anche il servizio in farmacia può però essere fonte di errori: nel 37% dei casi erano coinvolti medicinali con nomi o confezioni simili, facili da confondere, soprattutto quando il prodotto era stato richiesto per nome e non si è valutato a fondo il bisogno del paziente.
Quali sono i rischi dei FANS senza ricetta?
I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, naprossene e acido acetilsalicilico usato contro il dolore, erano coinvolti nel 38% degli errori legati alla scelta autonoma del paziente.
I FANS, sebbene si possano acquistare senza ricetta medica, possono provocare ulcere e sanguinamenti gastrointestinali, danni ai reni ed effetti cardiovascolari. Il rischio dipende dal tipo di farmaco, dalla dose, dalla durata del trattamento e dalle condizioni della persona.
Particolare attenzione richiedono le associazioni con altri medicinali: l’uso insieme agli anticoagulanti, per esempio, aumenta il rischio di sanguinamento. Anche assumere contemporaneamente due FANS aumenta la probabilità di effetti indesiderati.



