La differente opinione di medici e pazienti sugli eventi avversi

15 Mag 2026

FOCUS: Oncologia

Diverse terapie antitumorali possono causare come effetti collaterali dei disturbi alla bocca, che vanno dalla secchezza delle fauci a problemi più gravi e comunque invalidanti per quanto riguarda la possibilità di alimentarsi normalmente. E qui sta una differenza importante: la valutazione del fastidio data dal paziente è più disturbante di quanto considerato dal medico, che spesso sottovaluta questa situazione. Uno studio condotto in Giappone mette a confronto proprio il parere dei pazienti e dei medici al riguardo.

Come misurare l’entità del disturbo

Negli Stati Uniti è stato sviluppato un questionario (l’acronimo è PRO-CTCAE, che sta per Patient Reported Outcome – Common Terminology Criteria for Adverse Event, cioè esiti riportati dal paziente, criteri comuni di terminologia per gli effetti avversi) che può essere usato negli studi clinici e valuta con gli occhi del malato la sua situazione.
La versione italiana del questionario, disponibile dal 2017, contempla 80 diversi disturbi che il malato può avere, sui quali può esprimere la propria valutazione. Tra questi ci sono anche i disturbi del cavo orale, e in particolare:

  • sensazione di bocca secca
  • difficoltà a deglutire
  • piaghe in bocca o in gola
  • screpolature agli angoli della bocca
  • difficoltà a sentire il sapore di cibi o bevande.

Per ciascuno di questi il malato è invitato a dire quanto spesso nell’ultima settimana si sono verificati (da “mai” a “moltissimo”) e quale è stata la gravità o l’intensità del disturbo.

I risultati dello studio giapponese sulla salute orale

Sono state analizzate le risposte al questionario di quasi 250 pazienti con tumore trattati con chemioterapia o immunoterapia, confrontandole con quelle indicate dal medico su un analogo questionario. L’obiettivo era valutare se la valutazione del medico sulla gravità del disturbo fosse vicina a quella provata dal paziente.
Quasi tutti i pazienti (85%) hanno avuto problemi di salute del cavo orale correlati alle terapie antitumorali cui hanno dovuto sottoporsi. In particolare quasi il 10% riferiva di avere avuto nella settimana precedente sintomi orali da moderati a gravi. Oltre metà dei pazienti segnalava inoltre di avere avuto problemi di bocca secca di gravità almeno lieve. Se si confrontavano questi risultati con l’opinione dei medici emergeva una chiara discrepanza, visto che il 30% dei pazienti riportava una gravità dei sintomi significativamente maggiore di quella valutata dai medici.

In pratica

Eventi avversi considerati a volte dal medico come di poco conto vengono invece vissuti dal paziente con notevole sofferenza anche se il disturbo non è grave. Ciò vale per esempio per i problemi al cavo orale, che incidono sulla qualità di vita indipendentemente dalla loro reale entità. Ciò indica che negli studi sui farmaci occorre sempre inserire anche l’opinione dei malati e non limitarsi alla valutazione degli eventi avversi numerica o interpretata dal medico. Così nella pratica quotidiana il medico deve comprendere quanto un evento avverso incida sulla vita della persona, mettendo anche questa considerazione nella valutazione benefici/rischi di una terapia.

Bibliografia

Sakai Y, Katsura K, et al. Patient-reported oral adverse events during cancer chemotherapy: longitudinal evaluation using patient-reported outcomes version of the common terminology criteria for adverse events (PRO-CTCAE) and concordance with clinician assessments. Support Cancer Care 2025; https://link.springer.com/article/10.1007/s00520-025-10126-3 Conflitti di interesse:
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