La scelta dell’antibiotico tra i pediatri di famiglia italiani

14 Ago 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

C’è ampio spazio di miglioramento per la prescrizione appropriata di antibiotici in ambito pediatrico in Italia (leggi anche la news “Nei primi quattro anni di vita molti bambini ricevono antibiotici”).
Un’indagine condotta su 601 pediatri di famiglia ha sottoposto loro tre diversi scenari clinici infettivi (una faringite causata dallo streptococco, un’otite media acuta e una polmonite acquisita in comunità). Per ciascuna di queste tre diverse condizioni è stato chiesto ai pediatri quali antibiotici prescrivano e per quanti giorni di terapia. L’obiettivo era valutare il comportamento nella vita reale quotidiana rispetto alle raccomandazioni fornite dalle linee guida internazionali del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico e della Società Italiana di Pediatria.

La terapia della faringite da streptococco

La maggior parte dei pediatri di famiglia in caso di mal di gola di origine batterica prescrive l’amoxicillina, il farmaco considerato di prima linea, il 16,7% però inizia subito la terapia con l’associazione amoxicillina più acido clavulanico, che non è invece raccomandata dalle linee guida come primo approccio. Tra l’altro la maggioranza dei pediatri di famiglia (63,9%) prescrive 10 giorni di terapia e solo il 31,8% un ciclo di 6 giorni, più in linea quest’ultimo con le raccomandazioni attuali, in cui si si cerca di ridurre la durata delle terapie antibiotiche, mantenendone l’efficacia, per contenere la diffusione dell’antibiotico resistenza.

La terapia dell’otite media acuta

L’associazione amoxicillina più acido clavulanico è usata dalla metà dei pediatri come terapia per l’otite media acuta, la restante metà prescrive invece come primo approccio la sola amoxicillina con una durata che in oltre il 90% dei casi è uguale o superiore ai sei giorni. Le linee guida raccomandano la terapia con sola amoxicillina in questi casi e suggeriscono una durata di 10 giorni solo nei casi più a rischio (leggi anche le news “Otite media acuta nel bambino: meglio attendere a dare l’antibiotico” e “Per l’otite media acuta del bambino l’antibiotico non è sempre necessario”).

La terapia della polmonite acquisita in comunità

Nel caso della polmonite acquisite in comunità, cioè al di fuori dell’ospedale, i pediatri si dividono nelle loro scelte dell’antibiotico da prescrivere: un terzo ricorre sempre all’amoxicillina più acido clavulanico, un terzo all’amoxicillina da sola e un terzo ai macrolidi, con la tendenza a prolungare molto il trattamento (il 62,1% suggerisce 10 giorni di terapia e il 15% fino a due settimane). In realtà le linee guida raccomandano nei bambini che sono stati vaccinati contro lo pneumococco e contro l’emofilo l’uso dell’amoxicillina come prima linea e solo per cinque giorni di durata, con una rivalutazione del quadro dopo 72 ore di terapia (leggi anche la news “Antibiotico per bocca nella polmonite del bambino”).

In pratica

Da questa indagine emerge che i pediatri di famiglia italiani, di fronte a tre delle infezioni di origine batterica più comuni, non sempre seguono le raccomandazioni delle linee guida né nella scelta dell’antibiotico da prescrivere né nella durata della somministrazione. Se è vero che il pediatra deve tenere conto anche di altri fattori legati al singolo paziente che magari inducono a una scelta diversa rispetto a quella raccomandata dalle linee guida, è altrettanto vero che solo seguendo le raccomandazioni si migliora l’appropriatezza prescrittiva e si riduce in tal modo la diffusione dell’antibiotico resistenza.

Bibliografia

Cerimoniale G, Chiappini E, et al. Addressing the silent pandemic: the role of italian primary care paediatrics in combating antimicrobial resistance. Acta Paediatrica 2025; https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/apa.70380 Conflitti di interesse:
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