Le terapie possono influenzare la comparsa di nuovi tumori?

22 Lug 2026

FOCUS: Oncologia

Nei pazienti sopravvissuti a un tumore del polmone le nuove terapie per il cancro non sembrano aumentare il rischio di avere un secondo tumore.

Il rischio di nuovo tumore

Alcuni tumori condividono i fattori di rischio, per esempio il fumo è alla base, oltre che del tumore del polmone, anche di diverse altre neoplasie, oppure alterazioni genetiche possono favorire la comparsa di più tumori.
Nel caso del tumore del polmone le nuove terapie, oltre alle consolidate chemioterapia e radioterapia, garantiscono un aumento della sopravvivenza rispetto al passato, tanto che si parla di remissione della malattia. Ciò però aumenterebbe il rischio di andare incontro a un nuovo tumore in un altro organo negli anni successivi. Si tratta di una probabilità piccola, che si ritiene sia associata anche al tipo di trattamento cui si è stati sottoposti.
Se è noto che la chemioterapia (e in particolare alcuni chemioterapici usati nel tumore del polmone) per il suo effetto tossico sulle cellule sane può favorire nel tempo la comparsa di nuovi tumori, tanto più quanto più i dosaggi sono stati elevati, i dati finora disponibili sulle nuove terapie, l’immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare, sono contrastanti: alcuni studi indicano addirittura un’efficacia protettiva in tal senso, altri un aumento del rischio di nuovi tumori.

Lo studio condotto in Spagna

In uno studio prospettico osservazionale spagnolo si è valutata l’incidenza di nuovi tumori a seconda delle terapie fatte per la cura di un tumore del polmone: oltre ventimila malati considerati in remissione dalla malattia sono stati seguiti per diversi anni per vedere quanti di loro andassero incontro alla comparsa di un nuovo tumore in un’altra sede.
In totale questa evenienza si è verificata nel 2,3% dei casi, ciò significa che nella stragrande maggioranza (97,7%) non sono comparsi nuovi tumori. Approfondendo le analisi rispetto alle terapie fatte dai pazienti è emerso che la probabilità di avere un secondo tumore era significativamente maggiore in chi aveva dovuto sottoporsi a una chemioterapia (2,9% dei casi), mentre era inferiore nei trattati con immunoterapia (2,1% dei casi) o con terapie a bersaglio molecolare (1,5% dei casi).
Erano soprattutto a rischio di nuovo tumore i pazienti che continuavano a fumare o avevano fumato in precedenza, a sottolineare come siano i fattori di rischio quelli che giocano un ruolo fondamentale nella probabilità di essere colpiti da un nuovo tumore.

In pratica

Grazie agli avanzamenti nelle terapie, la sopravvivenza delle persone con tumore del polmone è aumentata, a fronte di un possibile piccolo rischio di avere una seconda neoplasia in un altro organo. Questo rischio sarebbe più alto con la chemioterapia e più basso con immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare. Sarà il medico, di volta in volta, a scegliere quali trattamenti sono più appropriati per il singolo paziente e a programmare controlli degli esami anche a distanza di tempo dalla remissione del tumore iniziale, onde scoprire precocemente l’eventuale nuovo tumore e trattarlo adeguatamente.

Bibliografia

Provencio M, Cobo M, et al.vIncidence of second primary cancers in lung cancer survivors by oncological treatment: a nationwide prospective cohort study in Spain. Lancet Reg Health Eur 2025; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12859599/ Conflitti di interesse:
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