I disturbi del sonno sono frequenti nelle donne che sono state trattate per un tumore al seno. Se è vero che la notizia di avere un tumore e le preoccupazioni e ansie legate al futuro e alla possibilità di guarire incidono sul tono dell’umore, sull’ansia e di conseguenza sul fatto di avere notti riposate, è altrettanto vero che le varie terapie antitumorali possono a loro volta aumentare il rischio di disturbi del sonno, per lo più per i loro effetti collaterali.
Come si manifesta l’insonnia
Con insonnia non si intende la difficoltà a dormire per uno o due notti, situazione praticamente scontata per molte donne quando vengono sottoposte alla terapia, ma un disturbo del sonno che dura nel tempo e che può manifestarsi in vario modo con:
- difficoltà a dormire per tutta la notte
- rimanere sveglie per ore durante la notte
- addormentarsi rapidamente ma poi svegliarsi e non riuscire più a riaddormentarsi
- sentirsi non riposate al mattino a causa dei continui risvegli
- avere di giorno difficoltà a concentrarsi, a concludere le attività e a rimanere sveglie.
L’influenza delle terapie antitumorali
Quanto incidono le terapie antitumorali sul sonno delle donne con un tumore al seno? Una revisione sistematica ha cercato di dare risposta a questa domanda identificando nella letteratura scientifica gli studi che avevano affrontato l’argomento, specificando la frequenza dei disturbi del sonno dopo le diverse terapie (chirurgia, radioterapia, chemioterapia, terapia endocrina) in caso di tumore al seno.
Sono stati selezionati 80 studi distinguendo tra sonno di scarsa qualità e insonnia vera e propria. Un sonno di scarsa qualità era presente nel 63% delle donne dopo l’intervento chirurgico, nel 64% di quelle sottoposte a radioterapia, nel 63% di quelle trattate con farmaci chemioterapici e nel 57% di quelle trattate con la terapia endocrina.
Più o meno quindi tutte le terapie avevano lo stesso effetto, collegato ovviamente anche alla condizione di partenza. Emergeva però una differenza se si esaminava la vera e propria insonnia, che si aveva nel 20% dopo chirurgia, nel 23% dopo radioterapia, nel 24% dopo chemioterapia a nel 35% dopo terapia endocrina, probabilmente perché quest’ultima causa vampate anche notturne che facilitano la comparsa del disturbo del sonno (leggi anche la news “Tumore al seno: perché seguire con diligenza la terapia”.



