I nuovi farmaci anti obesità fanno perdere peso ma una volta sospeso o interrotto il trattamento i chili perduti vengono ripresi rapidamente, al ritmo di quasi mezzo chilo al mese. Sono queste in sintesi le conclusioni di una revisione sistematica con metanalisi che ha valutato tutti i dati pubblicati finora in letteratura scientifica.
I nuovi farmaci per dimagrire
L’introduzione sul mercato dei farmaci incretino-mimetici sviluppati inizialmente per il controllo del diabete e poi proposti anche per il trattamento dell’obesità ha portato a una richiesta sempre crescente di queste molecole, anche perché si stima che gli obesi nel mondo siano circa 2 miliardi.
Come per tutti i farmaci occorre valutare rischi e benefici (leggi anche la news “Farmaci incretino-mimetici per l’obesità: rischi e benefici”) e considerare la reale necessità di caso in caso, le modalità migliori di somministrazione e i risultati a lungo termine (leggi anche le news “La linea guida dell’OMS sugli agonisti del GLP-1 nell’obesità”, “La nuova guida AIFA per un uso consapevole dei farmaci per diabete e obesità”.
Considerato che dati provenienti dal mondo reale (cioè non da studi clinici in cui i pazienti vengono selezionati, arruolati e seguiti strettamente) indicano che circa la metà dei pazienti trattati con un agonista di GLP-1, come la semaglutide, o un agonista duplice, come la tirzepatide, interrompe il trattamento prima dell’anno di cura, è fondamentale chiedersi che cosa accada del peso in caso di sospensione della terapia.
Se infatti questi farmaci sono efficaci nel ridurre parallelamente oltre al peso (dal 15 al 20% del peso di partenza secondo gli studi clinici) il rischio cardiovascolare e la glicemia, poco a oggi si sa su che cosa accada una volta interrotta la cura.
I chili ripresi in fretta
Una revisione sistematica ha raccolto tutti gli studi pubblicati in letteratura scientifica nei quali fossero disponibili i dati di follow-up, cioè di controlli successivi dei pazienti, con indicata l’eventuale sospensione del trattamento.
Sono stati identificati 37 studi controllati e randomizzati dai quali è emerso che la durata media della terapia è stata di 9-10 mesi e che le persone che interrompevano la cura riguadagnavano peso rapidamente, al ritmo in media di 0,4 kg al mese, per cui a un controllo effettuato dopo 16 mesi praticamente tutto il peso perduto era stato ricuperato e così anche i marcatori cardiovascolari erano tornati su livelli di rischio.
Che una terapia volta a perdere chili comporti una rapida ripresa del peso una volta interrotto il trattamento è attendibile, visto che accade altrettanto con gli altri approcci all’obesità, come i programmi di modifica comportamentale, ma nel caso dei farmaci la ripresa dei chili perduti sembra essere ancora più veloce.



