Una app può aiutare il medico nella deprescrizione dei farmaci?

7 Gen 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Ogni giorno molti anziani si trovano ad assumere più farmaci contemporaneamente, una condizione nota come polifarmacoterapia se i farmaci sono almeno cinque, che comporta un aumento del rischio di ricevere prescrizioni potenzialmente inappropriate, in cui i danni superano i benefici. Questa situazione si associa a un incremento delle reazioni avverse, tra cui cadute, fratture, declino cognitivo, ma anche ospedalizzazione e morte.
Il problema riguarda in particolare gli anziani che vivono in residenze sanitarie assistenziali (RSA), dove sono più frequenti quadri clinici complessi che richiedono l’assunzione di più farmaci per periodi prolungati. In questi contesti, deprescrivere i farmaci, ossia ridurre o sospendere quelli non strettamente necessari, è essenziale, anche se non sempre facile da applicare nella pratica clinica. Per facilitare questo processo, negli ultimi anni sono stati sviluppati supporti elettronici decisionali con l’obiettivo di aiutare i medici nella revisione periodica delle terapie.

Una app per la deprescrizione

Uno studio canadese ha valutato una app in grado di accedere a un software di supporto decisionale, per vedere se la sua disponibilità potesse rendere la deprescrizione più efficace e più facilmente applicabile. La ricerca ha coinvolto 725 anziani residenti in cinque residenze sanitaria assistenziali.
In una prima fase dello studio la deprescrizione veniva fatta senza l’aiuto della app, valutando ogni tre mesi l’opportunità di ridurre o sospendere alcune terapie. Successivamente, alcune RSA hanno fornito la app ai propri medici, che potevano così avere per ogni residenteun rapporto personalizzato che indicava quali farmaci potessero non essere più necessari, quali ridotti e quali sospesi. Il tutto senza sostituirsi al giudizio del medico, ma semplicemente fornendogli un supporto nella valutazione delle terapie attraverso informazioni basate sulle prove scientifiche.
All’inizio dello studio, ogni residente assumeva in media 10 farmaci, di cui 3 considerati potenzialmente inappropriati, ciononostante solo al 12,7% dei residenti era stato ridotto o tolto un farmaco.
Quando è stato introdotto l’uso della app, la situazione è cambiata in meglio: più di un residente su tre (36,4%) ha avuto almeno un farmaco potenzialmente inappropriato deprescritto.

In pratica

L’integrazione di strumenti elettronici di supporto decisionale nella pratica clinica quotidiana può aumentare in modo significativo la deprescrizione di farmaci inappropriati negli anziani che vivono in strutture di assistenza. Questo non solo riduce i rischi legati alla polifarmacoterapia, ma aiuta i medici a prendere decisioni più mirate migliorando l’appropriatezza delle terapie senza sostituire il loro giudizio clinico. La scelta sulla deprescrizione rimane infatti in capo al medico, che decide caso per caso sulla base delle caratteristiche e delle esigenze della singola persona.
I dati dello studio vanno comunque interpretati con cautela, perché uno degli autori è il cofondatore dell’azienda che produce il software di supporto decisionale.

Bibliografia

McDonald E, Estey J, et al. Electronic decision support for deprescribing in older adults living in long-term care: a stepped-wedge cluster randomized trial. JAMA Netw Open 2025; https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2834657 Conflitti di interesse:
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