L’approccio One Health (una sola salute), che considera la salute umana strettamente connessa a quella degli animali e dell’ambiente in un continuo che si influenza vicendevolmente, è particolarmente importante per proteggere i bambini, più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, dell’inquinamento, dell’antibiotico resistenza e delle malattie infettive emergenti.
Bambini esposti ai rischi
I bambini sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento, al cambiamento climatico e alla diffusione dell’antibiotico resistenza perché il loro sistema immunitario e i loro organi sono in via di sviluppo. Inoltre, in rapporto al peso corporeo, respirano più aria e assumono più acqua e alimenti rispetto agli adulti.
Anche i comportamenti tipici dell’età, come giocare all’aperto, portare le mani alla bocca e avere uno stretto contatto con gli animali, possono aumentare l’esposizione a inquinanti e microbi.
Gli effetti del clima e dell’inquinamento
L’aumento delle temperature, l’inquinamento atmosferico e il fumo degli incendi possono favorire o aggravare malattie respiratorie e allergiche, come asma, rinite e dermatite atopica. Il riscaldamento globale può inoltre prolungare le stagioni polliniche, favorire la diffusione delle muffe, aumentando l’esposizione dei bambini agli allergeni. Inoltre può modificare la distribuzione e la stagionalità degli insetti vettori: temperature più elevate e variazioni delle precipitazioni possono favorire la riproduzione delle zanzare, prolungarne il periodo di attività e rendere alcune aree adatte alla trasmissione di infezioni precedentemente considerate tropicali come dengue, chikungunya e Zika.
Il problema dell’antibiotico resistenza
Il cambiamento climatico favorisce inoltre la diffusione dell’antibiotico resistenza (leggi anche la news “I cambiamenti climatici favoriscono i batteri resistenti”), problema particolarmente rilevante per i bambini, che andando frequentemente incontro a infezioni sono maggiormente esposti agli antibiotici, di cui spesso però viene fatto un uso non appropriato. Più antibiotici vengono usati, e questo vale anche per il loro utilizzo in ambito animale (leggi anche la news “Dimezzare il consumo di antibiotici in veterinaria”), e più ne arrivano nell’ambiente, con diffusione delle resistenze batteriche in un circolo che è difficile interrompere, se non si prendono provvedimenti adeguati.



